La mostra verrà inaugurata giovedì 4 giugno alle ore 18 presso la Sala Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (via Farini 15 - BO). Rimarrà aperta dal 5 Giugno al 5 Luglio, tutti i giorni dalle 10 alle 19.
La mostra a cura di Naigzy Gebremedhin (architetto e primo direttore dell’Eritrean Cultural Assets and Rehabilitation Project) e Omar Akbar (già presidente e direttore della Foundation Bauhaus, Dessau) intende illustrare il patrimonio architettonico di Asmara, inserendosi a pieno titolo nel dibattito sullo studio e sulla conservazione del moderno, sulla globalizzazione dell’architettura moderna, sulla sua valenza storica ed il suo rapporto con la pianificazione urbana.
Nel fare ciò, la mostra promuove e appoggia l’inserimento dell’Asmara storico-novecentesca nella Modern Heritage List dell'UNESCO. Questo riconoscimento risulterebbe infatti particolarmente significativo ai fini della tutela del suo insieme architettonico. Per quanto gli eritrei l’abbiano fatta propria, Asmara resta pur sempre una città fortemente legata al passato coloniale italiano. La questione della sua conservazione chiama quindi direttamente in causa anche la nostra cultura, che potrebbe offrire un importante contributo ai fini dell’inserimento di Asmara nella lista dei siti del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
La mostra ha il patrocinio di: UNESCO, UIA, l’Associazione degli architetti tedeschi (BDA), S.E. Petros Tseggai Asghedom, Ambasciatore dell’Eritrea in Germania, Dr. Uschi Eid, parlamentare tedesco, è stata presentata per la prima volta a Berlino nel 2006 e in seguito a Francoforte, Kassel, Stoccarda, Londra (Royal Institute of British Architects), Tel Aviv (Bauhaus Center), Il Cairo, Lomé, Lagos. La prima tappa italiana è stata a Torino lo scorso anno, in occasione del XXIII congresso UIA (Unione Internazionale degli Architetti).
Ora approda a Bologna, luogo che riveste un significato particolare per la diaspora eritrea: durante i trent’anni della guerra di liberazione (1961-1991) la città fu infatti punto di incontro per migliaia di rifugiati, tanto che molti eritrei la considerarono come una sorta di capitale in esilio. In quel periodo la città ospitò varie iniziative culturali, sociali e, anche politiche. Centinaia di eritrei convergevano annualmente su Bologna per il Festival eritreo, patrocinato dall’amministrazione comunale cha aveva abbracciato la causa della lotta di liberazione e nel 1991 25-30.000 fuoriusciti eritrei si incontrarono a Bologna per festeggiare la liberazione. In questo senso non stupisce che, subito dopo l’indipendenza, una delle più importanti strade di Asmara sia stata intitolata a Bologna.
La mostra itinerante è distribuita da “4Asmara – Arbate Asmera” , un’iniziativa di eritrei e di amici dell’Eritrea in seno dell’associazione tedesca “Association to Promote Education and Media on Environment and Development” ed è presentata a Bologna con il contributo dell’equipe di studiosi dell’architettura italiana negli ex-territori coloniali formata da Giuliano Gresleri, Pier Giorgio Massaretti e Stefano Zagnoni.