Kengo Kuma tesse le sue facciate. FACES per Jaipur Rugs
Una collezione di tappeti che traduce in lana e viscosa i progetti più celebri dell'architetto giapponese. Presentata alla Milano Design Week 2026, tra i bonsai del Museo Crespi
Jaipur Rugs - FACES at Crespi Bonsai Museum - Ph. Courtesy of Jaipur Rugs
29/04/2026 - Kengo Kuma e Jaipur Rugs svelano FACES alla Milano Design Week 2026, una collezione di sedici tappeti ispirati alle facciate dei progetti più significativi dell'architetto giapponese. Esposta in tre sedi distinte - il Salone del Mobile, lo showroom di Via Marco Minghetti e il Museo Crespi del Bonsai, alle porte di Milano - ogni pezzo parte da una facciata reale e ne restituisce l'essenza in lana e viscosa.
Sedici tappeti, sedici edifici
La collezione FACES comprende sedici pezzi, ciascuno ispirato a una facciata di un progetto firmato Kengo Kuma & Associates.
Non si tratta di riproduzioni. Kuma e il team creativo di Jaipur Rugs hanno lavorato per estrarre dalle architetture qualcosa di più sfuggente, come la qualità della luce sulla superficie, il ritmo di una struttura ripetuta, la profondità della texture.
"Con FACES ho cercato di catturare qualcosa che nell'architettura è difficile da nominare: non la forma, ma l'espressione. Quei momenti fugaci in cui luce, materia e struttura si incontrano e danno a un edificio qualcosa che assomiglia a un volto. Jaipur Rugs ha saputo tradurre tutto questo attraverso le mani, non in modo letterale, ma come si fa con un ricordo: trattenendo l'essenziale e lasciando andare il resto. Il risultato è un'architettura che si può toccare, che entra nelle case e ci vive dentro," racconta Kengo Kuma.
La palette è volutamente contenuta: sabbia, argilla, grigi. Il colore appare solo in Kasane, un verde quieto, ispirato al Musée Albert-Kahn in Francia, dove i confini tra interno e giardino si fanno incerti.
L'incontro tra Rajasthan e Giappone
Al centro del progetto c'è un dialogo tra due tradizioni del fare apparentemente distanti. I tessitori di Jaipur Rugs in Rajasthan lavorano con tecniche di annodatura a mano vecchie di secoli. Kengo Kuma costruisce architetture che cercano di dissolversi nella natura. L'uno lavora con le mani, l'altro con la sottrazione.
I materiali scelti sono la lana e viscosa rigenerata e non sono casuali. La lana dà calore e morbidezza; la viscosa permette definizioni più nette e lievi variazioni dimensionali. Insieme creano superfici che cambiano con la luce, che sembrano diverse a seconda dell'ora e dell'angolazione. Come facciate, appunto.
Tra i pezzi della collezione, Sukima - ispirato al Suntory Museum of Art di Tokyo - gioca con gli spazi vuoti, con quelle piccole pause tra le forme attraverso cui la luce filtra in modo naturale e discreto. Dallo stesso edificio nasce Bokashi, che sfuma i bordi in una transizione graduale e quasi impercettibile, come fanno i pannelli scorrevoli della facciata del museo, capaci di modulare la luce senza mai interromperla.
Chirashi si ispira invece al Kanayama Community CentrediGunma, dove la pietra sembra modellata dal tempo più che dalla mano dell'uomo: il tappeto riprende questa idea e la trasforma in una superficie morbida, dove la solidità della pietra diventa calore e tattilità.
Kigumi richiama la tradizione giapponese della falegnameria ad incastro - quella tecnica antica che unisce il legno senza usare chiodi - e traduce questa logica costruttiva in un disegno geometrico che cambia aspetto a seconda del punto di vista, proprio come la facciata del GC Prostho Museum Research Centre di Aichi.
Kasane, infine, è l'unico tappeto della collezione a usare il colore: un verde delicato, ispirato al Musée Albert-Kahn di Boulogne-Billancourt, dove la facciata non divide l'interno dall'esterno, ma li mette in dialogo, come una soglia aperta tra la natura e lo spazio costruito.
FACES al Museo Crespi del Bonsai
La sede più inattesa è stata il Museo Crespi del Bonsai, alle porte di Milano. In uno dei giardini di bonsai più importanti al di fuori del Giappone, che non aveva mai ospitato un evento della Milano Design Week prima d'ora, i tappeti sono stati installati senza scenografie, semplicemente messi in dialogo con una natura addomesticata con pazienza centenaria.
"La collezione FACES di Kengo Kuma è architettura diventata tessile. Guardando i tappeti, le facciate dei suoi edifici più celebri sono immediatamente riconoscibili, eppure ogni pezzo è qualcosa di nuovo," dichiara ​Greg Foster, Direttore Artistico di Jaipur Rugs. "Gli artigiani di Jaipur Rugs hanno lavorato a stretto contatto con Kengo e il suo team per rendere possibili geometrie tridimensionali che spingono i limiti della lavorazione a mano. È stata una delle collaborazioni più profonde che abbiamo mai vissuto: conversazioni precise su ogni dettaglio, dalla tecnica di annodatura alla palette cromatica, per restituire con fedeltà l'essenza delle sue architetture. Il risultato, sintesi tra estetica indiana e giapponese, ci ha emozionato tutti. E celebrare questa collaborazione al Museo Crespi del Bonsai, tra la più importante collezione di bonsai al di fuori del Giappone, ha aggiunto qualcosa di speciale: un'atmosfera che sembrava fatta apposta per questi tappeti."
Questo sito non utilizza cookie di profilazione ma solo cookie tecnici per funzionare correttamente e cookie di Analytics per raccogliere statistiche anonime sulla navigazione. Continuando la navigazione su questo sito si accetta la Cookie PolicyX non mostrare più