Dove mangiare (e bere) a Milano durante la Design Week 2026
Tra eventi, installazioni e quartieri che si animano, ecco 14 indirizzi dove fermarsi tra cucina creativa, piatti d’autore e vini naturali, dall’aperitivo a notte fonda!
08/04/2026 - Dove mangiare a Milano durante la Design Week 2026? Perché sì, la settimana del design passa anche dalla tavola. Ecco quattordici indirizzi tra ristoranti e wine bar dove fermarsi senza perdere il ritmo di mostre, eventi e installazioni in città.
Manca poco all'appuntamento con il design più atteso dell'anno. È la settimana in cui Milano si mostra al mondo intero. I quartieri della città si trasformano, gli showroom si aprono alla città. Mostre, vernissage ed eventi portano energia fino alle periferie. E tra la corsa alle installazioni da non perdere, lo studio della mappa della città per ottimizzare i lunghi giri tra le numerose location sparse nei diversi distretti, non manca la ricerca di osterie tradizionali o ristoranti gourmet. Che si tratti di un pranzo veloce o di una cena che si prolunga fino a tardi, sedersi a tavola durante la settimana del design è parte dell'esperienza.
La nostra selezione di indirizzi attraversa tutta la metropoli, tra cucine d'autore e assaggi al volo, trattorie che resistono al tempo, listening bar dove si beve bene e si sta fino a tardi. Indirizzi che valgono durante la settimana del design come in qualsiasi altra sera dell'anno. 14 ristoranti e bar da segnare, tenere a mente e, soprattutto, tornarci.
Nino – Osteria con cucina
Più che un ristorante, Nino – Osteria con cucina è uno spazio fluido nel cuore di Porta Venezia, dove mangiare e bere si liberano da schemi rigidi per lasciare spazio a un’esperienza spontanea. Gli interni di Oooh Studio costruiscono un racconto fatto di materiali recuperati (la boiserie e il bancone provengono da una passerella dismessa della Milano Fashion Week) e riferimenti culturali tra vinili jazz e manifesti italiani anni Settanta. Il bancone alterna soste veloci in piedi a momenti più raccolti, affiancato dai tavoli della sala.
📍Via Nino Bixio, 47, 20129
Sandì
Un ex forno degli anni ’60, tra Porta Venezia e Città Studi, diventa oggi Sandì, ristorante a conduzione familiare ideato da Laura Santosuosso e Denny Mollica, con interior curato da Parasite 2.0. Il progetto valorizza le tracce originali senza stravolgerle, costruendo un equilibrio tra memoria e rilettura. Granito verde marina e legni scuri si affiancano a dettagli contemporanei in metallo e policarbonato, evocando i bar e ristoranti milanesi degli anni ’90, rendendolo così un indirizzo tra i più originali dove mangiare a Milano.
📍Via Francesco Hayez, 13, 20129
Like Mike
Atmosfere da osteria italiana, rilette con materiali e dettagli contemporanei, firmate da FADD Architects, fanno di Like Mike, in zona Porta Venezia, una meta dove mangiare a Milano senza perdere il piacere della convivialità. Legno, marmo di Carrara e tessuti pregiati si accostano a panche su misura, tavoli in pietra naturale e sedie rosse in paglia viennese. Il pavimento a scacchi in resina blu introduce una nota grafica che si riflette nei dettagli in acciaio. Il bancone, lineare ma arricchito da elementi decorativi, organizza lo spazio e invita alla convivialità.
📍Viale Piave, 18, 20129
Cucina Triennale
Qui si viene per una pausa tra mostra e città: Cucina Triennale si inserisce nel percorso della Design Week all’interno del Palazzo dell’Arte, affacciato su Parco Sempione. Le tre sale storiche tornano alla disposizione originaria di Giovanni Muzio grazie al progetto di Luca Cipelletti e AR.CH.IT. Pavimenti in legno, travi romboidali e scorci sui Bagni Misteriosi di Giorgio De Chirico definiscono gli spazi. Tavoli e sedute riprendono disegni storici, mentre la luce è pensata per valorizzare architettura e opere.
📍Viale Emilio Alemagna, 6, 20121
La Bruma
A due passi dalle Colonne di San Lorenzo e da Piazza Vetra, La Bruma di Officina Magisafi mette insieme pane, lievitati e caffetteria in uno spazio aperto e calibrato. Legni vissuti, pavimenti recuperati e pareti ruvide lasciano emergere la storia dell’edificio. Dal banco alle scaffalature, ogni elemento contribuisce a definire un ambiente essenziale, in cui la materia diventa parte del racconto.
📍Piazza Vetra, 21, 20123
SAN
Tra i nuovi indirizzi milanesi, SAN rilegge l’eredità della storica pasticceria Supino (la prima a entrare nella Guida Michelin) attraverso il progetto firmato KICK.OFFICE in zona Papiniano. Restano il pavimento in granito rosso, le maniglie in ottone a forma di “S” e le insegne reinterpretate, specchiate di giorno e illuminate da tubi fluorescenti di notte. Lo spazio si organizza attorno a un bancone in radica con piano in acciaio inox, fulcro del locale dove si servono cocktail e che integra anche una consolle DJ, definendo l’identità di listening bar di quartiere. Intonaci grezzi, arredi essenziali e un soffitto rosso bruno costruiscono un ambiente attraversato dalla luce calda di un grande lightbox.
📍Via Cesare da Sesto, 1, 20123
MOGO
Musica e cucina si intrecciano in MOGO, listening bar in zona Isola firmato dall’architetta Giorgia Longoni. La cucina, curata dallo chef Yoji Tokuyoshi, si ispira ai sapori e alle tradizioni d’Oriente, arricchendosi di un tocco contemporaneo locale. Suggestioni vintage e dettagli contemporanei convivono in un ambiente fatto di legno, pelle e tessuti caldi, accostati ad accenti metallici e pannelli luminosi che modulano la luce. Al centro, l’area listening bar costruisce un’esperienza immersiva tra consolle, vinili e subwoofer artigianali H.A.N.D.HiFi. Arazzi di Andrea Marco Corvino, piante e oggetti completano lo spazio, dove musica, architettura e cucina si incontrano.
📍Via Bernina, 1C, 20158
Club Giovanile Milano
Una villetta dei primi del Novecento nel Certosa District si trasforma in Club Giovanile Milano, progetto firmato dallo studio co.arch. Il progetto conserva elementi storici il lettering sulla facciata, cementine e stucchi, accostandoli a interventi contemporanei tra canaline in acciaio a vista e arredi su misura. Di giorno si mangia e si ascolta musica, mentre la sera lo spazio si apre a performance dal vivo. La grande vetrina e la scala esterna si aprono alla città.
📍Via Antonio Raimondi, 15, 20156
Bu:r
Nel quartiere Quadronno, gli spazi di Bu:rvengono ripensati da KICK.OFFICE attraverso un lavoro su cromie e materiali. Toni ispirati alla terra e superfici in marmo, noce e ottone si affiancano ai tavoli in massello di faggio e alle sedute in legno curvato firmate TON. Dettagli come il monolite in ceramica tridimensionale e le pareti in intonaco oro modulano luce e texture, costruendo un ambiente coerente con la cucina dello chef Eugenio Boer.
📍Via Mercalli, 22, 20122
NOÏ
Tra benessere e convivialità, NOÏ in zona Moscova amplia il concetto di “andare a mangiare fuori” con un progetto firmato AIM Studio. La tea house d’ispirazione giapponese convive con una sala dedicata al pilates, in uno spazio dove materiali grezzi, marmi e legni lasciano emergere le tracce del passato. Il bancone bar e il grande tavolo conviviale in marmo organizzano l’ambiente, mentre un corridoio rosso vinaccia conduce alla sala pilates.
📍Via Pontida, 2, 20121
Onda Listening Bar
Un locale storico nel quartiere di Porta Romana prende una nuova forma con Onda Listening Bar, cocktail bar con sala listening progettato da SOLUM Studio. L’intervento valorizza la struttura originale, con due ambienti sul fronte e una sala sul retro collegati da archi in acciaio inox. La boiserie in legno scuro e il pavimento in microcemento integrano panche, mensole e bancone. La sala listening resta volutamente essenziale: un totem porta vinili circolare in acciaio e la consolle su misura, affiancata da casse Altec anni ’70, definiscono lo spazio. L’illuminazione è affidata a un neon rosso che segue il tracciato di un vecchio pluviale.
📍Via Bonvesin de la Riva, 3, 20129
A Iosa
Superfici e finiture guidano il progetto di A Iosa, locale di 60 mq nei pressi di via Buonarroti firmato da Sagoma Studio. Il bancone in piastrelle rosso scuro si accosta ai piani dei tavoli in laminato metallico di Abet Laminati. Tutti gli arredi sono disegnati su misura, comprese le sedie in legno tinto noce. La proposta gastronomica si basa su piatti tradizionali legati alla stagionalità.
📍Via Michelangelo Buonarroti, 11, 20149
Balay
Un pezzo di Filippine arriva a Porta Venezia con Balay, wine bar in via Maiocchi guidato da Ray Ibarra e progettato da Studiomille. L’intervento conserva pavimenti e pareti in intonaco, affiancandoli a legni scuri e metalli grezzi. Un locale dove mangiare a Milano, dove vini naturali e piccoli piatti che uniscono tradizione mediterranea e influenze filippine caratterizzano il menu, mentre arredi flessibili e oggetti esposti costruiscono un ambiente informale e condiviso.
📍Via Achille Maiocchi, 26, 20129
T.O.W. – The Odd Wine
Vini naturali e piccoli piatti da condividere definiscono T.O.W. – The Odd Wine, nel quartiere Cenisio. Il progetto di STUDIO LATINO lavora su geometrie lineari e materiali come mattoni a vista, acciaio e travertino. La scala in lamiera collega i due livelli, mentre tavoli in vetro e bronzo e panche in velluto contribuiscono a costruire un ambiente funzionale e accogliente.
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