L'installazione DEORON al Fuorisalone e uno spazio dedicato al Salone del Mobile celebrano l'anniversario ripercorrendo l'evoluzione dell'iconico progetto firmato Antonia Astori e Nicola De Ponti
Milano a soffitto, Elements collection - Ph. Beppe Brancato, AD studio MILO
27/03/2026 - Il termoarredo Milano di Tubes compie 20 anni e, in occasione della Milano Design Week 2026, il brand italiano di caloriferi celebra l'anniversario con l'installazione DEORON al Fuorisalone e conuno spazio dedicato all'evoluzione del progetto all’interno dello stand in fiera.
“Siamo orgogliosi che Milano, a vent’anni dalla sua introduzione - dichiara Cristiano Crosetta, CEO di Tubes - sia ancora riconosciuto come un progetto capace di superare la propria funzione e mantenere una forte attualità. Con Milano abbiamo portato nel mondo del design un radiatore che non viene percepito come tale, ma come una presenza scultorea, una forma iconica in grado di dialogare con l’architettura. Il fatto che oggi venga considerato un classico del nostro percorso dimostra la forza di un progetto che ha saputo preservare la propria identità nel tempo”.
Firmato da Antonia Astori e Nicola De Ponti, Milano nasce nel 2006 all’interno della ricerca avviata con la collezione Elements, che ha contribuito a ridefinire il concetto di elemento radiante d’arredo. Con il suo corpo sinuoso e scultoreo, il termoarredo proponeva una visione diversa del calorifero: non più semplice componente tecnica da integrare o nascondere, ma parte della struttura architettonica, diventando una vera svolta tipologica nel settore.
"All’epoca - raccontano i due designer - non esisteva ancora nel settore di riferimento un prodotto stand alone, che si fosse completamente svincolato dalla parete, integrato nello spazio come elemento di separazione o come elemento scultoreo, e questo ha reso Milano [...] un prodotto tipologicamente rivoluzionario. Questa innovazione a sua volta dipendeva inscindibilmente dall’intuizione pregressa di Tubes di svincolare le valvole dal corpo radiante e liberare così l’estro dei progettisti con un’innovazione tecnologica alla base di tutta la collezione. A livello formale poi i vocaboli del linguaggio progettuale usato fino ad allora avevano attinto quasi esclusivamente alle forme tubolari o a quelle piatte. Milano [...] si ispirò a forme scultoree e attinse chiaramente ad immaginari paralleli, atipici rispetto al settore di riferimento".
Per la prima volta il radiatore si è svincolato dalla posizione tradizionale a parete per diventare protagonista dello spazio, come fosse una scultura capace di vivere autonomamente: libero a pavimento, persino mobile, fino alla soluzione sospesa a soffitto.
Nel corso di vent’anni si è evoluto attraversando diverse declinazioni - a pavimento, a parete, a soffitto, orizzontale - e modalità di alimentazione, entrando a far parte delle collezioni Elements e Plug & Play. Un progetto che ha mantenuto intatta la propria identità pur ampliando progressivamente il proprio campo espressivo.
"Per poter dialogare con lo spazio - spiegano Antonia Astori e Nicola De Ponti - doveva declinarsi in tanti modi diversi e adattarsi a svariate collocazioni. Lo sviluppo nel tempo è stato invece certamente graduale e progressivo dal punto di vista tecnico, produttivo e industriale, perchè alcune delle applicazioni previste non erano fin da subito realizzabili. Neanche la prima lo era al principio! In generale è stato un progetto tecnicamente molto ambizioso e impegnativo, già difficile da industrializzare anche solo nella sua forma essenziale"."Ci sono alcune linee che non invecchiano - concludono i progettisti - O quantomeno invecchiano rimanendo “contemporanee”, gradite all’occhio del tempo. Questo per ora è successo anche al Milano. È come se in qualche modo fosse diventato un classico".
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