18/12/2015 - Dopo le tappe di Firenze e Milano, per la prima volta a Torino, negli spazi di Palazzo Madama, è possibile ammirare alcune delle meravigliose creazioni realizzate da Giò Ponti, nel periodo in cui operò come direttore della fabbrica di porcellana Augusto Richard, dal 1923 al 1933.
La mostra "GIO PONTI E LA RICHARD-GINORI. L'eleganza della modernità" racconta il genio di uno dei padri fondatori del design italiano del Novecento, attraverso lettere, disegni autografi e più di 70 opere in porcellana, provenienti dall'Archivio del Museo Richard-Ginori.
Dalla sua residenza milanese, Ponti seguiva a distanza fase per fase del processo produttivo della Richard Ginori, come si evince dalle lettere scambiate con Luigi Tazzini, direttore esecutivo: dalla prima idea, sotto forma di schizzo, il contributo arrivava a progettare persino
gli annunci pubblicitari, le confezioni, le etichette per i prezzi da applicare agli oggetti, i marchi da apporvi.
All'esclusività del percorso espositivo prende parte anche la proiezione del film documentario “Amare Gio Ponti”, presentato in anteprima quest’anno al Milano Design Film Festival.
Il film, esito della ricerca di materiali storici, attraverso le fonti iconografiche degli Archivi Ponti e delle Teche Rai, inizia con un’intervista a Gio Ponti nel suo studio di via Dezza, per raccontare le architetture e gli arredi progettati ad hoc, da Villa Planchart al Palazzo Montecatini, fino al grattacielo Pirelli. Incluse nel documentario le testimonianze degli eredi e le interviste ai protagonisti della scena di oggi: Vittorio Gregotti, Fulvio Irace, Enzo Mari, Giovanna e Maria Grazia Mazzocchi, Sandro Mendini, Nanda Vigo, Bob Wilson.
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