Ph Olivia Rainaldi
25/02/2026 - Dal 21 febbraio al 17 maggio 2026, le sale storiche di Palazzo Pretorio a Certaldo Alto (Firenze) ospitano In Verso. Frammenti narrativi, mostra dedicata a Oliviero Rainaldi, a cura di Beatrice Audrito e Davide Sarchioni.
Il progetto riunisce oltre trenta opere, tra lavori storici, recenti e alcuni inediti, articolando un percorso che indaga tre direttrici fondamentali della ricerca dell’artista: tempo, sacro e identità.
Un allestimento “all’inverso” nello spazio storico
Il dialogo con l’architettura di Palazzo Pretorio – antica sede del vicariato – è centrale nel progetto espositivo. L’allestimento è concepito “all’inverso”: il visitatore è invitato a sovvertire la direzione canonica del percorso, mettendo in discussione la linearità del tempo e assumendo lo spazio come materia viva, reversibile e stratificata.
Le opere si confrontano con i frammenti ad affresco trecenteschi e quattrocenteschi del palazzo, instaurando un rapporto non illustrativo ma strutturale. Lo spazio architettonico amplifica la riflessione e definisce una dimensione autenticamente site-specific, in cui la memoria del luogo diventa parte integrante dell’opera.
Il sacro come presenza umana
Tra gli artisti della sua generazione che più hanno indagato il tema del sacro, Rainaldi rielabora i repertori iconografici della tradizione cristiana sottraendoli alla narrazione per restituirli a una dimensione primaria, quasi originaria.
Nel continuo passaggio tra pittura e scultura, tra pieno e vuoto, tra corpo e ombra, il sacro non assume mai un carattere didascalico, ma si manifesta come esperienza profondamente umana, attraversata da fragilità e attesa.
Le figure non affermano ma interrogano: la forma si frammenta, si apre, mette in discussione l’idea di compiutezza. L’opera diventa traccia e passaggio, luogo di trasformazione.
Identità come processo
In questo contesto, l’identità è intesa come processo e non come dato definitivo. Nei lavori più recenti, la frammentazione della forma suggerisce una condizione di continua ridefinizione. La ricerca di Rainaldi – da sempre incentrata sulla figura umana – si sviluppa in un linguaggio essenziale e simbolico, capace di far convivere classicismo e modernità.
Un percorso tra storia e contemporaneità
Nato nel 1956 a Caramanico Terme, Rainaldi si è formato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con Emilio Vedova e successivamente all’Accademia dell’Aquila con Fabio Mauri. Ha esposto in importanti sedi museali e istituzionali in Italia e all’estero, e il suo lavoro ha dialogato con luoghi emblematici della storia dell’arte e dell’architettura, da Sant’Andrea al Quirinale al Tempietto del Bramante, fino al Pio Monte della Misericordia di Napoli.
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