Dimensione testo  |
|
04/03/2026 - Nel cuore dell’archeologia industriale romana, all’interno dell’Ex Pastificio Pantanella, prende forma Brutal Bites, lo studio-laboratorio-cucina di Alessandro Poggi, Head of Marketing di Uniqlo Italia e punk chef. Il progetto porta la firma di 02A Studio e del designer Valerio Ciampicacigli, chiamati a interpretare l’esigenza di uno spazio capace di far convergere lavoro e passioni in un’unica, coerente narrazione.
Situato nel quartiere Prenestino-Labicano, all’inizio di via Casilina e a ridosso di Porta Maggiore, l’ex complesso industriale rappresenta una stratificazione significativa della memoria produttiva della città. Qui l’intervento si dichiara fin da subito come un’operazione per sottrazione: le travi del solaio vengono riportate a vista, il pavimento originario in marmo rimosso, le pareti trattate con un rasante grezzo a base di calce. Nessuna concessione al superfluo, ma un linguaggio asciutto e radicale che amplifica la vocazione industriale dello spazio.
Elemento narrativo del progetto sono le ringhiere della doppia altezza, disegnate con un motivo circolare che richiama l’architettura dell’ex pastificio ed evoca i pattern del sepolcro di Sepolcro di Eurisace, il fornaio di epoca augustea situato proprio nei pressi di Porta Maggiore. Un rimando colto e misurato che rafforza il legame con il contesto, senza mai appesantire l’insieme.
Il duplex si affaccia direttamente sulla ferrovia: dal ballatoio d’ingresso si accede a uno spazio a doppia altezza dominato da una grande finestra di oltre quattro metri, che incornicia il paesaggio urbano e il passaggio ritmico dei treni, trasformando il movimento esterno in parte integrante dell’esperienza quotidiana.
Al piano terra si sviluppa la cucina, collocata sotto le travi metalliche. All’interno di queste, tubolari LED e reti Keller generano un’illuminazione inaspettata, quasi scenografica. Al centro campeggia un grande tavolo in ferro disegnato su misura con tubolari metallici e rete microforata: è il fulcro conviviale dello spazio, pensato per le serate di degustazione curate da Poggi.
Una piccola scala in ferro conduce al livello superiore, dove affacciati sul vuoto del soggiorno trovano posto una zona relax con pavimento in gomma rossa a bolli e un volume semi-aggettante rivestito in lamiera metallica che ospita una camera raccolta. Anche qui, l’estetica resta coerente: essenziale, volutamente imperfetta, priva di decorazioni. Eppure capace di restituire una dimensione accogliente, quasi di rifugio.
L’intervento, dal carattere quasi sperimentale, valorizza le qualità intrinseche dell’involucro industriale e costruisce un ambiente fortemente identitario. I pochi arredi, realizzati ad hoc o provenienti da recupero – prevalentemente anni Settanta – dialogano, talvolta in contrasto, con opere d’arte contemporanea riconducibili al Micro Pop giapponese e americano.
|
Consiglia questa notizia ai tuoi amici
|
|