© Andrea Avezzu
31/03/2026 - A Milano, Palazzo Reale ospita fino al 17 maggio 2026 la mostra “Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio”, retrospettiva dedicata al fotografo statunitense che ha rivoluzionato la rappresentazione del corpo e dell’identità tra gli anni Sessanta e Ottanta. L’esposizione presenta oltre 200 opere iconiche e inedite, tra autoritratti, ritratti di celebrità e muse, nudi maschili e femminili e fotografie di fiori, con un allestimento che valorizza la precisione formale e il dialogo con la scultura classica. Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, la mostra rientra nel programma dell’Olimpiade Culturale Milano Cortina 2026, collegata ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali.
Curata da Denis Curti, la retrospettiva esplora la carriera di Mapplethorpe dagli esordi sperimentali con collage e assemblaggi fino alla maturità stilistica. La mostra è suddivisa in sezioni tematiche:
Autoritratti e identità: Mapplethorpe usa la fotografia come specchio dell’anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy agli scatti finali segnati dalla malattia.
Muse e ritratti: ampio spazio è dedicato a Patti Smith e Lisa Lyon, con ritratti che celebrano legami affettivi, forza fisica e bellezza androgina. Celebri ritratti in studio includono Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono e Isabella Rossellini.
Nudi e fiori: corpi maschili e femminili, scolpiti da luce e contrasti, dialogano con la perfezione classica; le fotografie di fiori diventano simboli di sensualità e composizione formale.
Dialogo con l’Antico: le sculture classiche vengono reinterpretate con la Hasselblad 500C, fondendo marmo e carne in una tensione tra eternità e corpo vivo.
L’esposizione rappresenta il secondo atto di una trilogia iniziata a Venezia e proseguirà a Roma, al Museo dell’Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Un catalogo Marsilio Arte e il podcast Mapplethorpe Unframed approfondiscono la ricerca estetica dell’artista, offrendo un percorso completo per architetti, designer e appassionati di fotografia contemporanea.
Mapplethorpe, nato a New York nel 1946 e scomparso a Boston nel 1989, rimane uno degli interpreti più originali e controversi della controcultura del XX secolo. L’allestimento milanese evidenzia il ruolo di Milano come capitale dell’immagine contemporanea, capace di accogliere linguaggi complessi e radicali. La mostra è realizzata con il supporto di Radio Capital, InViaggioCon Corriere della Sera, Coop Lombardia e La Viarte.
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