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La prima grande retrospettiva su Lella e Massimo Vignelli a Triennale Milano
La mostra ricostruisce il percorso intellettuale e umano della coppia di progettisti che ha contribuito all'immagine della modernità in Italia. Fino al 6 settembre 2026, il racconto sugli “ambasciatori del design italiano negli USA”
Autore: giulia capozza
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Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano
26/03/2026 - Apre le porte la prima grande retrospettiva dedicata agli “ambasciatori del design italiano negli USA”. Triennale Milano presenta la mostra su Lella e Massimo Vignelli, la coppia di progettisti e graphic designer italiani che ha contribuito a costruire l'immagine della modernità in Italia. Visitabile fino al prossimo 6 settembre, l'esposizione 'Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity' ricostruisce il percorso intellettuale e umano di due creatori di un immaginario universale e senza tempo, in un racconto che si sviluppa su fronti tematici anche molto diversi tra loro. 
 
Nell'allestimento concepito da Jasper Morrison Office for Design con David Saik, il percorso espositivo della mostra guida attraverso la storia della coppia, seguendo un andamento cronologico con approfondimenti tematici. In questo contesto, le superfici in metallo di Abet Laminati fanno da scenografia alle opere.

I curatori - Francesca Picchi con Marco Sammicheli e Studio Mut (Martin Kerschbaumer e Thomas Kronbichler) - hanno lavorato a stretto contatto con gli eredi Vignelli per individuare opere e definire un percorso biografico esaustivo.

Il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con il Vignelli Center for Design Studies del Rochester Institute of Technology (USA), che conserva oltre 750.000 documenti e artefatti relativi ai diversi ambiti creativi e disciplinari che i progettisti hanno esplorato nel corso di sessant’anni anni di attività.
 
Oggetti, arredi, disegni, modelli, bozzetti, fotografie, packaging, gioielli, marchi, libri, copertine e riviste ricostruiscono la storia dei due progettisti immersi nell’humus di comunità creative internazionali tra Italia e Stati Uniti: da un lato Milano, nel pieno del fermento della rinascita culturale del dopoguerra, e dall’altro lato New York, metropoli cosmopolita al centro di possibilità illimitate, dove la coppia scelse di stabilirsi a partire dal 1965.

“Sintetizzare in una mostra - ​afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano - il vasto e poliedrico percorso progettuale di Lella e Massimo Vignelli è stata una sfida avvincente. La grande retrospettiva in Triennale non solo restituisce il fondamentale contributo di questi due progettisti allo sviluppo del design e della grafica a livello internazionale. Attraverso una selezione tra la loro vastissima produzione, l’esposizione ne ricostruisce il percorso intellettuale e umano e documenta il loro rapporto con le comunità creative di tutto il mondo. Questo progetto prosegue l’intento di valorizzare, anche da un punto di vista umano e antropologico, alcune delle figure più eclettiche e rappresentative del mondo del progetto italiano inteso come una condizione culturale più che come una nazionalità: da Enzo Mari a Gae Aulenti, da Alessandro Mendini ad Andrea Branzi, da Saul Steinberg a Elio Fiorucci, solo per citarne alcuni”.
 
Rappresentanti di una personale interpretazione del razionalismo di matrice svizzera, Lella e Massimo Vignelli hanno lasciato in eredità progetti che hanno acquisito col tempo lo status di classici. Con un'ineguagliabile chiarezza e potenza comunicativa, il loro obiettivo era quello di veicolare i valori moderni, portando alla luce la logica che li ha generati.

Che si tratti di un libro, dell'identità di un'azienda o della mappa di una metropolitana, di una sedia o un di un gioiello, i loro progetti sono il risultato di un processo logico riconducibile alle caratteristiche di purezza ed essenzialità. Su questa linearità si innesta qualcosa di indefinibile che riguarda quello speciale tipo di qualità difficile da ricondurre alla sola ragione.

Lontani dalla nicchia del design elitario, sono riusciti a comunicare in maniera efficace con un numero enorme di persone, come testimoniato da numerosi progetti, tra cui lo studio dell’identità per Ford (1967) e per American Airlines (1967), la mappa della metropolitana di New York (1972) e la segnaletica per le Ferrovie dello Stato italiane (1999).
 
La mostra su Lella e Massimo Vignelli ripercorre anche alcune storie progettuali strettamente legate alla vita del nostro Paese, grazie a un racconto che si sviluppa su differenti fronti disciplinari: dall'editoria, con progetti per Feltrinelli, al design della comunicazione visiva applicata ai trasporti, con il progetto per le Ferrovie dello Stato, quello della moda, con i lavori per Benetton e Fratelli Rossetti, quello della cultura del vino e dell'enologia, per Feudi di San Gregorio, oltre al broadcasting televisivo con il progetto per il Tg2, telegiornale della seconda rete Rai.

Il Main Partner MillerKnoll, i Partner Abet Laminati e Feudi di San Gregorio, e i Partner istituzionali Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano sostengono Triennale Milano per questo progetto.
 

Le superfici Abet Laminati nella mostra su Lella e Massimo Vignelli 

Il laminato in vero metallo di Abet scandisce lo spazio e valorizza i lavori in mostra: una superficie argentata che riveste le grandi isole espositive. Il risultato è un equilibrio visivo che amplifica il rigore formale delle opere dei Vignelli.

La scelta del materiale si inserisce con coerenza nel progetto allestitivo di Jasper Morrison, noto per la sua capacità di mettere l’oggetto al centro senza sovrastarlo. In questo contesto, le superfici Abet riflettono la luce in modo controllato, definiscono lo spazio con precisione e accompagnano la lettura delle opere senza interferenze.

L’argento crea un ritmo ordinato, in sintonia con il linguaggio essenziale dei designer. Il laminato decorativo impiegato appartiene a una famiglia di superfici in cui il metallo è presente nella sua materia. La qualità della riflessione, la pulizia formale e l’attenzione al dettaglio contribuiscono a rendere l’allestimento un’esperienza coerente lungo tutto il percorso espositivo.

Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity
25 marzo – 6 settembre 2026
Triennale Milano
Viale Alemagna 6, 20121 Milano


Abet Laminati su Archiproducts


Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano


Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano


Lella & Massimo Vignelli - Ph. Luca Vignelli


Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano


Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano


Lella and Massimo Vignelli. A Language of Clarity, exhibition view Foto/Photo Delfino Sisto Legnani DSL studio © Triennale Milano

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ABET-LAMINATI

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BACTERIO B-W 1210
MISURA B-W 5377
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PRINT HPL
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FETCH DEEP BLUE 6307
LAMISHIELD
NEIGE 2821
METALLEIDO
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