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Boetti a Venezia: ordine e disordine nello spazio dell’arte
Allo SMAC Venice una grande retrospettiva ripercorre oltre venticinque anni di ricerca di Alighiero Boetti, tra sistemi, dualità e pratiche collaborative
Autore: cecilia di marzo
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Alighiero Boetti, Mappa, 1979. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London Alighiero Boetti, Mappa, 1979. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London
26/03/2026 - Dal 7 maggio al 22 novembre 2026, SMAC Venice – San Marco Art Centre ospita a Venezia la mostra “Alighiero Boetti”, ampia retrospettiva dedicata al maestro dell’arte del dopoguerra. Curata da Elena Geuna e sostenuta da Ben Brown Fine Arts, l’esposizione si inserisce nel programma culturale della città in concomitanza con la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

Allestita negli spazi delle Procuratie in Piazza San Marco, restaurate su progetto di David Chipperfield, la mostra riunisce circa 100 opere distribuite in otto sale, offrendo una lettura ampia e articolata della pratica di Boetti, dagli esordi alla maturità.

Una costellazione tra idea e forma
Il percorso espositivo è concepito come una “costellazione” di opere, in cui il visitatore è invitato a muoversi tra polarità opposte – ordine e disordine, regola e caso, individualità e collaborazione – che hanno attraversato l’intera ricerca dell’artista.

Dalle prime opere legate all’Arte Povera, caratterizzate da materiali essenziali e strutture elementari, fino ai cicli più complessi e concettuali, la mostra evidenzia la coerenza di un linguaggio che ha costantemente messo in discussione i propri presupposti, accogliendo la variabilità e l’imprevisto come elementi generativi.

Identità, dualità e sistema
Il percorso si apre con una riflessione sull’identità e sul tema del doppio, centrale nella pratica di Boetti e formalizzato nel 1972 con l’adozione della firma “Alighiero e Boetti”. Opere come Autoritratto (1969) e Gemelli (1968) introducono una logica di sdoppiamento e moltiplicazione che si estende poi a sistemi più ampi.

Questa tensione tra unità e pluralità si sviluppa nei lavori successivi, dove linguaggio, geografia e tempo diventano strumenti per organizzare e al contempo destabilizzare la conoscenza. Le celebri serie delle Mappe, dei Ricami e dei Biro, realizzate a partire dagli anni Settanta anche attraverso collaborazioni con artigiani afghani, testimoniano un superamento dell’autorialità individuale, in cui il progetto si costruisce attraverso processi condivisi e durate dilatate.

Tempo, accumulo e variazione
Le sezioni finali della mostra si concentrano sui cicli maturi, tra cui gli Aerei, i Calendari e le opere seriali su carta degli anni Ottanta e Novanta. In queste serie, Boetti indaga il tempo come misura e materia, attraverso processi di accumulazione, ripetizione e variazione.

Negli Aerei, sistemi visivi apparentemente ordinati generano configurazioni instabili e mutevoli, mentre nei Calendari la successione delle date diventa registrazione continua del tempo. In entrambi i casi, il lavoro mette in scena una tensione costante tra controllo e casualità, tra struttura e apertura.

Un centro per la cultura contemporanea
La mostra è realizzata con il supporto dell’Archivio Alighiero Boetti, che ha contribuito alla costruzione del percorso espositivo, pensato per restituire con chiarezza l’evoluzione delle idee dell’artista.
Inserito all’interno del programma di SMAC Venice, centro culturale inaugurato nel 2025, il progetto si colloca in un contesto architettonico e istituzionale che promuove il dialogo tra arte, design e società contemporanea. Le Procuratie, reinterpretate da Chipperfield, diventano così un dispositivo spaziale che accoglie e amplifica la dimensione concettuale dell’opera di Boetti.

Con questa retrospettiva, Venezia torna a interrogare uno dei protagonisti più radicali del secondo Novecento, restituendo un’opera che continua a oscillare tra rigore e apertura, tra sistema e gioco, offrendo ancora oggi strumenti per leggere la complessità del mondo contemporaneo.
 


Alighiero Boetti, Ononimo, 1973. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London


Alighiero Boetti, Mettere al Mondo il Mondo, 1973. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London


Alighiero Boetti, Manifesto, 1967. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London


Alighiero Boetti, Aerei, 1989. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London


Alighiero Boetti, Titoli, 1979. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London


Alighiero Boetti, Le Cose Nascono dalla Necessità e dal Caso, 1987-88. © Alighiero Boetti. Courtesy of Ben Brown Fine Arts, London

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