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Foto ©English Heritage
23/02/2026 - “Cari gentili lettori”, la dimora della famiglia Bridgerton esiste davvero e si chiama Ranger’s House.
Siamo sul margine di Greenwich Park, a sud-est di Londra: qui una villa georgiana del 1723, nata per l’Ammiragliato e passata di mano tra aristocratici, politici e membri della famiglia reale, è diventata lo sfondo architettonico dell’omonima serie Netflix, trasformandosi in una delle facciate più riconoscibili della cultura pop contemporanea.
Una villa georgiana affacciata sul parco
Nella finzione, la Ranger’s House è presentata come elegante residenza nel cuore di una Londra cosmopolita. Nella realtà, la villa nasce invece appena fuori dalla città, come dimora signorile affacciata sul verde di Greenwich Park.
Il progetto del 1723, concepito per l’Ammiragliato, dà forma a un’architettura compatta e rigorosa, costruita in mattoni rossi e scandita da un impianto simmetrico tipicamente georgiano.
Nel corso di tre secoli, Ranger’s House ha ospitato figure di primo piano della società britannica. Tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento – lo stesso periodo in cui è ambientata la serie – la villa è legata ad Augusta, duchessa di Brunswick, sorella maggiore di Giorgio III, e successivamente a Sophia Matilda di Gloucester, nipote del re e sua residente più longeva.
Già allora, dunque, la casa incarnava un’idea di prestigio domestico molto simile a quella che oggi vediamo sugli schermi.
Dal salotto aristocratico al set di Bridgerton
Quando il team di produzione di Bridgerton si mette alla ricerca della casa perfetta per raccontare lo status della famiglia protagonista, Ranger’s House è tra i primi edifici ad essere individuati.
La richiesta: un’abitazione grande ma accogliente, in grado di suggerire ricchezza senza risultare intimidatoria, e adatta al mondo “bright and vibrant” immaginato da Netflix.
L’idea iniziale era collocare i Bridgerton in una grande residenza affacciata su una piazza georgiana; la villa di Greenwich, pur non rispettando alla lettera questa impostazione urbana, si distingue subito come pezzo di real estate georgiano unico. In un primo momento viene addirittura proposta come casa dei Featherington, per poi essere “promossa” a facciata ufficiale della famiglia Bridgerton, mentre gli interni vengono girati altrove.
Glicine, lampioni e finzioni scenografiche
La Ranger’s House che appare nella serie è il risultato di un intervento scenografico mirato. Per trasformare la facciata nella dimora dei Bridgerton servono tre giorni di lavoro: uno degli elementi più iconici è il glicine lilla che avvolge il prospetto, diventato ormai inseparabile dall’immaginario della casa. Eppure, quel glicine non è mai esistito davvero.
Il team di produzione realizza una struttura temporanea in tubi e ponteggi, rivestita da rami artificiali e fiori in tessuto, fissata con grande attenzione per evitare qualsiasi danno alla muratura storica. Insieme al glicine compaiono anche altri dettagli effimeri:
- un lampione ai piedi della scalinata
- una nuova tinta per la porta d’ingresso, con maniglia e battente coordinati
- ghiaia stesa sul percorso d’accesso
- vasi, fioriere e una vegetazione più rigogliosa attorno al cancello, con ciliegi in fiore, edera e rose selvatiche a costruire un piccolo giardino romantico.
Parallelamente, tutti gli elementi contemporanei – cartelli, luci esterne, campanelli, citofoni, cavi e prese d’aria – vengono mimetizzati o rimossi per restituire alla villa un’immagine coerente con l’Inghilterra di inizio Ottocento.
Un palinsesto di usi tra guerre, sport e musei
Oltre l’immagine televisiva, Ranger’s House racconta una storia di continui cambi di funzione.
Rimane residenza privata fino al 1898; nel 1901 passa al London County Council, che la utilizza come spogliatoio e sala da tè, mentre il giardino si trasforma in campo da bowling e campi da tennis.
Durante la Prima guerra mondiale, la casa diventa quartier generale del No. 2 Reserve Horse Transport Depot; nella Seconda guerra mondiale è nuovamente requisita e le scuderie vengono danneggiate dai bombardamenti, per poi essere demolite. Nonostante queste trasformazioni, gran parte di ciò che vediamo oggi richiama ancora la configurazione georgiana originaria.
Dal 1986 la villa entra sotto la tutela di English Heritage e torna ad aprirsi al pubblico. Qui trova casa la Wernher Collection, raccolta d’arte del magnate dei diamanti Julius Wernher: un insieme eterogeneo di gioielli medievali, ceramiche italiane, dipinti rinascimentali, mobili francesi del XVIII secolo e ritratti britannici, ospitati in ambienti che conservano pavimenti, boiserie e finiture d’epoca.
Tra finzione e patrimonio: una casa, due racconti
Oggi Ranger’s House vive su due piani narrativi: da un lato è un museo d’arte e di architettura georgiana, dall’altro è la casa dei Bridgerton che milioni di spettatori riconoscono al primo sguardo, con il suo glicine inventato e i cancelli in ferro battuto.
Per chi la visita, l’esperienza è duplice: dietro la facciata resa celebre dalla serie, gli interni svelano una storia ben più lunga e complessa, che attraversa tre secoli di trasformazioni urbane, sociali e culturali. Un esempio di come un’architettura storica possa diventare icona pop senza smettere di essere, prima di tutto, patrimonio da conoscere e da tutelare.
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