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Teatro Olimpico di Vicenza, foto ©Giulia Trevisanello. CC-BY-SA-4.0
12/02/2026 - Il numero 05 di 4A Journal sarà dedicato al tema “Ritorno alla Scena / Back to the Staging” e invita ricercatori, progettisti e studiosi a confrontarsi sul rapporto tra architettura e spazio della mise-en-scène.
La call for abstracts è aperta fino al 9 marzo 2026 e riguarda tanto il teatro e il cinema quanto gli allestimenti effimeri per retail, museografia, exhibit e spazi urbani.
Dall’Olimpico di Vicenza alla città contemporanea
Il punto di partenza della riflessione è la scenografia realizzata per la tournée europea dell’Edipo Re di Guido Salvini, che nel 1948 celebrava la riapertura del Teatro Olimpico di Vicenza. Questo allestimento – una riproduzione “quasi in scala 1:1” della Scaena Frons palladiana – è al centro della mostra “L’Olimpichetto. Il ritorno di un ambasciatore” alla Basilica Palladiana (20 dicembre 2025 – 22 febbraio 2026) e diventa occasione per interrogarsi sul ruolo della scenografia nei suoi rapporti con l’architettura, la comunicazione e la conservazione del patrimonio teatrale.
A ottant’anni di distanza, il legame tra teatro e città risulta profondamente mutato: la stagione degli allestimenti urbani effimeri e delle sperimentazioni sceniche ha lasciato spazio a pratiche sempre più specialistiche e separate – interior, exhibition design, scenografia, architettura – fino a far perdere allo spazio di scena il suo statuto di “architettura non permanente”. Da qui l’idea di “ritornare alla scena” come strumento per ripensare il metodo progettuale, restituendo profondità al termine “scenografico”, spesso ridotto a semplice sinonimo di spettacolarità visiva.
Tre prospettive sul progetto tra scena e città
Il nuovo numero di 4A Journal intende indagare cosa resta oggi della scenografia e come le sue logiche possano contribuire a chiarire e potenziare la dimensione narrativa del progetto di spazio. La call propone tre principali linee di lettura:
- una analisi critica di esperienze progettuali innovative legate allo spazio scenico teatrale e cinematografico;
- l’esplorazione del potere creativo e narrativo dello spazio costruito nei rapporti tra architettura e scenografia al di fuori dei luoghi performativi tradizionali, con particolare attenzione alla reversibilità e alla sostenibilità dell’effimero;
- la riflessione sull’esigenza di salvaguardia del patrimonio storico di scenografie e allestimenti temporanei, attraverso protocolli di conservazione fisica e/o digitale.
Tra i possibili temi: lo spazio progettato per le performance teatrali e cinematografiche; la scenografia come dispositivo percettivo e rappresentativo per mostre, giardini e prospettive urbane; la narrazione e la performatività dello spazio architettonico; l’approccio scenografico al progetto; le architetture temporanee legate a principi di reversibilità e sostenibilità.
Come partecipare alla call
La call è aperta a chiunque abbia svolto ricerche pertinenti al tema – in ambito accademico, professionale o di ricerca personale – indipendentemente dal settore disciplinare. Entro il 9 marzo 2026 è richiesto l’invio via e-mail di quanto indicato nel bando.
In caso di accettazione dell’abstract, il full paper dovrà essere consegnato entro il 18 maggio 2026, secondo le norme editoriali disponibili sul sito.
Dopo la fase di peer-review (giugno 2026) è prevista la consegna della versione definitiva a luglio e la pubblicazione del numero ad agosto 2026.
Non è richiesto alcun contributo economico per la pubblicazione.
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