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16/12/2025 - Cosa succede quando un’icona dell’architettura contemporanea viene osservata non come manifesto teorico, ma come luogo da pulire, mantenere, attraversare ogni giorno? Koolhaas Houselife (2008), documentario di Ila Bêka & Louise Lemoine, entra nella Maison à Bordeaux progettata da Rem Koolhaas / OMA nel 1998 scegliendo un punto di vista tanto semplice quanto radicale: quello di chi la fa funzionare, spostando l’attenzione dall’oggetto architettonico alla sua vita quotidiana.
Il documentario si muove all’interno della casa attraverso le storie e le mansioni di Guadalupe Acedo, la governante, e delle altre persone che si prendono cura dell’edificio. Attraverso i loro racconti e le attività quotidiane – pulire, sistemare, affrontare le complessità pratiche della casa – l’architettura di Koolhaas si rivela progressivamente non come icona astratta e patinata, ma come organismo abitato, complesso e vivo, fatto di gesti ripetuti e di piccoli imprevisti.
Lontano da una narrazione celebrativa, il film costruisce uno sguardo inatteso che mette in luce spazi, meccanismi e strutture attraverso l’esperienza diretta di chi li attraversa ogni giorno. Ne emerge un racconto imprevedibile, capace di svelare aspetti meno evidenti del progetto e di interrogare il rapporto tra forma architettonica e vita reale. È nel dialogo continuo tra corpo e architettura, tra routine domestica e struttura sperimentale, che il film apre uno sguardo inatteso sull’opera.
Koolhaas Houselife si inserisce così nella ricerca cinematografica di Bêka & Lemoine, che utilizza il film come strumento critico per osservare l’architettura nel tempo dell’uso, restituendo una prospettiva rara e profondamente concreta su uno dei capisaldi dell’architettura contemporanea.
About Bêka & Lemoine
Ila Bêka e Louise Lemoine sono una coppia di filmmaker e artisti che indagano l’architettura contemporanea attraverso il cinema. Il loro lavoro si concentra sull’esperienza quotidiana degli spazi costruiti, osservati nel tempo dell’uso e dell’abitare, spesso a partire da punti di vista non convenzionali. Attraverso una pratica che si colloca tra documentario, ricerca e sperimentazione visiva, i loro film propongono una lettura critica dell’architettura, lontana dalla rappresentazione iconica e autoreferenziale.
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