©Zaha Hadid Architects - Render by X Universe
15/12/2025 - Il concorso internazionale per la progettazione del Grande Ospedale della Malpensa è stato vinto da Zaha Hadid Architects (ZHA), in collaborazione con RINA (capofila), Studio Plicchi, WSP, STI Engineering e BC Building Consulting.
Il nuovo complesso ospedaliero, commissionato dalla Regione Lombardia, sorgerà tra Milano e Varese per un bacino di utenza di quasi un milione di abitanti, unificando le strutture esistenti di Gallarate e Busto Arsizio.
Pensato per rispondere alle trasformazioni sanitarie, demografiche e climatiche in atto, l’ospedale sarà un campus sostenibile, tecnologicamente avanzato e centrato sulla persona, capace di adattarsi a scenari futuri e gestire situazioni di emergenza grazie a un sistema costruttivo modulare e flessibile.
Architettura modulare e cura dell’esperienza umana
L’edificio – circa 90.000 m² distribuiti su cinque piani fuori terra e uno interrato – è organizzato secondo il principio dell’intensità di cura e comprende aree di emergenza, blocchi operatori, sale diagnostiche e radiologiche, reparti di degenza, spazi materno-infantili, ambulatori e aree riabilitative. Tutti gli spazi sono progettati per essere facilmente riconfigurabili secondo le necessità cliniche.
L’articolazione interna è studiata per separare in modo chiaro i flussi di pazienti, visitatori, personale e merci, riducendo interferenze e rischi di contaminazione. Un sistema automatizzato per la logistica e ascensori dedicati migliorano ulteriormente l’efficienza dei percorsi.
Grande attenzione è rivolta al benessere psico-fisico di utenti e operatori: giardini interni, corti verdi, terrazze terapeutiche, spazi per la socialità e aree culturali fanno dell’ospedale un ambiente di cura che promuove il recupero anche attraverso la qualità dello spazio.
La grande Main Street centrale collega la piazza d’ingresso alle aree paesaggistiche del campus, diventando asse di orientamento e incontro.
Sostenibilità e paesaggio come dispositivi sanitari
Inserito all’interno della Rete Ecologica Regionale e in prossimità del Parco della Valle del Ticino, l’intervento valorizza il contesto naturale esistente. La storica Cascina dei Poveri sarà recuperata e integrata nel progetto come nuovo polo civico per la comunità.
L’architettura biofilica si traduce in facciate ventilate in alluminio con fioriere integrate, materiali caldi e naturali per gli interni, giardini resistenti alla siccità, zone umide e sistemi di raccolta delle acque piovane. Il campus sarà alimentato da fonti rinnovabili, con un impianto fotovoltaico da oltre 1 MWp, e dotato di un sistema di riscaldamento ibrido predisposto per l’idrogeno.
La progettazione prevede inoltre l’integrazione di tecnologie smart, come digital twin e sistemi di building management per la manutenzione predittiva e l’ottimizzazione energetica. Le prestazioni ambientali mirano a superare gli standard CAM e ad ottenere le più alte certificazioni di sostenibilità.
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