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A Villa Santina una basilica civile diventa scuola del sapere
Ispirato alla Basilica palladiana, il progetto di MoDusArchitects organizza primaria e secondaria in un impianto simmetrico, con portico continuo, salone monumentale e ambienti che intrecciano architettura e pedagogia
Autore: cecilia di marzo
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Foto Marco Cappelletti Foto Marco Cappelletti
16/06/2026 - A Villa Santina, piccolo centro che ha aderito al programma nazionale di rinnovamento del patrimonio scolastico italiano, MoDusArchitects con De Mattio/Raffin Architects progetta la nuova Basilica of Knowledge, edificio che sostituisce la precedente scuola, demolita perché non più adeguata agli attuali standard di sicurezza sismica.
 
Il nuovo complesso riunisce scuola elementare e scuola media sullo stesso sedime dell’edificio originario, trasformando un intervento di sostituzione edilizia in un’occasione per ridefinire il ruolo civico e spaziale dell’architettura scolastica.

Il progetto prende ispirazione dalla Basilica palladiana, intesa non come citazione formale ma come tipologia capace di evocare armonia misurata, ordine ritmico e gravitas civica. La scuola viene così concepita come studio del rapporto tra parti e insieme, dove una campata strutturale di 3,75 metri, ripetuta sedici volte, costruisce l’ordine compositivo della facciata e coincide con la misura regolatrice dell’aula. Su questa logica strutturale si innesta una seconda pelle, leggermente ondulata, che modula luce e ombra e scolpisce un chiaroscuro continuo lungo l’involucro. Il profilo scallopato della copertura dialoga con quello della facciata, legando muro e tetto in un’unica espressione architettonica.

Una simmetria che organizza due scuole
Come nella basilica, anche qui la simmetria è principio ordinatore. L’impianto serve a riflettere e distinguere i due programmi scolastici: due ingressi indipendenti, uno per ciascuna scuola, sono collegati da un portico continuo che offre una soglia riparata dalle frequenti piogge di Villa Santina. Questo profondo arcade media tra il recinto scolastico e la nuova piazza pubblica formata nell’ambito della più ampia riqualificazione del distretto scolastico circostante.

Al piano terra, primaria e secondaria dispongono di spogliatoi separati e di scale indipendenti che conducono ai principali spazi didattici superiori. Nel cuore di questo livello, però, i due percorsi convergono attorno a uno spazio sociale polivalente condiviso, dedicato alla lettura, all’apprendimento informale e agli incontri spontanei. Qui trovano posto anche uffici amministrativi, sale insegnanti e laboratori comuni, mentre gli spazi educativi principali vengono elevati al piano nobile, sottolineandone il ruolo centrale nella gerarchia dell’edificio.

Il salone centrale come cuore dell’apprendimento
Dalle due scale speculari, gli studenti salgono verso il Salone centrale, uno spazio monumentale che traduce in forma architettonica gli ideali dell’apprendimento. Una sequenza di lucernari quadrati accompagna la luce lungo tutta la lunghezza dell’edificio e culmina in due living rooms informali, dove grandi finestre ampliano lo spazio verso l’esterno e costruiscono una continuità tra interno e paesaggio.

Il primo piano è organizzato secondo una simmetria speculare lungo entrambi gli assi, longitudinale e trasversale. Ne deriva una pianta equilibrata a quattro parti, composta da cluster didattici che alternano aule standard e ambienti di supporto più piccoli. Le doppie porte scorrevoli tra questi spazi consentono configurazioni flessibili e mettono in discussione la frammentazione tipica dell’edilizia scolastica tradizionale.

Vuoti curvilinei per una pedagogia più aperta
A interrompere la regolarità della griglia e della simmetria intervengono quattro vuoti curvilinei, inseriti tra le aule e il salone centrale. Questi spazi scolpiti non sono né aule convenzionali né parti del salone comune, ma ambienti intermedi, più raccolti e concentrati, in cui prevalgono adattabilità e sfumatura spaziale. È qui che il progetto esplicita meglio la propria idea pedagogica: affiancare all’ordine generale una varietà di condizioni in cui architettura e apprendimento possano sostenere modi diversi di studiare, collaborare, ritirarsi o confrontarsi.

Come suggerisce lo stesso testo di progetto, la scuola è fatta di spazi alti e bassi, lunghi e raccolti, rumorosi o silenziosi, luoghi per stare insieme e luoghi per concentrarsi. La Basilica of Knowledge usa dunque la griglia come dispositivo ordinatore, ma ne sovverte deliberatamente la regolarità con inserti inattesi che riscrivono il lessico degli ambienti per l’apprendimento.

Con la Basilica of Knowledge, MoDusArchitects propone a Villa Santina una scuola che assume il carattere di un vero edificio civico: misurato, riconoscibile, luminoso e aperto a una pluralità di usi. Più che un semplice contenitore per la didattica, il progetto costruisce una forma architettonica in cui ordine, flessibilità e spazio collettivo convergono in una nuova idea di scuola pubblica.

  Scheda progetto: Basilica of Knowledge
Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
Vedi Scheda Progetto
Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco C©Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studioappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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Marco Cappelletti/Marco Cappelletti Studio
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  Scheda progetto:
MoDusArchitects

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