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Gli oggetti-scultura in ceramica della maison Bosa
Un universo fantastico e colorato che mette insieme artigianato, design e gioco. Il laboratorio ceramico veneto festeggia 50 anni di attivitĂ  con speciali edizioni, nuove collezioni ed una grande installazione multisensoriale nel centro di Milano
Autore: roberta dragone
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Famiglia Bosa © Bosa Famiglia Bosa © Bosa
03/06/2026 - Oggetti in ceramica interamente realizzati a mano danno forma ad un universo fantastico e colorato che trae ispirazione dal mondo della moda, del design e dei cartoons: oggetti-scultura, vasi, servizi per la tavola e tavolini che non hanno solo una funzione, ma sperimentano nuovi linguaggi espressivi. Si tratta degli oggetti creati nella maison Bosa, laboratorio ceramico veneto avviato nel 1976 da Italo Bosa e oggi conosciuto in tutto il mondo per la capacità di far dialogare la tradizione del mestiere artigiano con una sperimentazione pionieristica della ceramica che si confronta con la creatività di numerosi designer internazionali.

Per il suo 50° Bosa presenta nuove collezioni a firma di Elena Salmistraro, Matteo Zorzenoni e Kejun Li, e l’installazione multisensoriale “Floresta Futuristica” nel centro di Milano a cura di Matteo Cibic, che firma anche una speciale edizione limitata e numerata in 50 pezzi.
 

Oggetti-scultura in ceramica Bosa: un gioco di design e artigianato

Il gioco è un’attività che per definizione appartiene al mondo dei bambini, ed è per questo associato al concetto di leggerezza in opposizione alla serietà, intesa al contrario come impegno e fatica. Ma se osserviamo bene i bambini quando sono alle prese con un gioco, possiamo vedere tutta la serietà che ci mettono. La storia di Bosa ci dimostra quanto il gioco sia una cosa seria.

Realizzati hand-made secondo le antiche tecniche della lavorazione ceramica, le creazioni che nascono nel laboratorio ceramico Bosa sono pezzi unici che mettono insieme gioco e funzione in una virtuosa contaminazione con il mondo del design.
 
Dall’iniziale collaborazione con Marco Zanuso Jr. e con lo studio Palomba-Serafini, Bosa ha collaborato con Constance Guisset, Patricia Urquiola, Nika Zupanc, Ionna Vautrin, Pepa Reverter, Marco Morosini, Manolo Bossi, Gualtiero Sacchi, Sam Baron e Luca Nichetto. Ha intrapreso un percorso speciale con Jaime Hayon, ideatore di tanti gioiosi universi, ed Elena Salmistraro, dal linguaggio iper- décor. Vanta collaborazioni con Disney, Smiley, Minotti, Moroso, B&B Italia, Baccarat, Ferrari, Maison Matisse e molti altri.
 
Frutto della collaborazione con un creativo internazionale, ogni oggetto in ceramica Bosa ha un linguaggio originale, fatto di colore e ironia: vasi in ceramica che assumono le sembianze di una scimmia talismano, di strane creature a metà tra un’anatra e un elefante, o di bizzarri attori di teatro, mentre famosi personaggi dei cartoons diventano oggetti da collezione in ceramica con rinnovati outfit.
 
Bosa è stata l’unica azienda al mondo ad aver prodotto in ceramica l’intramontabile Mickey Mouse di Walt Disney in una limited edition disegnata da Elena Salmistraro, con tanto di chiodo di pelle, pantaloncini dai decori street-art e scarpe borchiate.
 
Ha realizzato una divertente special edition del coniglio più famoso del piccolo schermo, Bugs Bunny, disegnata da Vittorio Gennari per i 100 anni della Warner Bros.
 
Bosa ha trasformato Smiley, il sorriso più famoso del mondo, in tre Sfere in Limited Edition decorate dall’artista André Saraiva.
 
Ha omaggiato Karl Lagerfeld con due sculture in ceramica colorata dai dettagli fashion, rispettivamente interpretate dal linguaggio creativo di Elena Salmistraro e Nika Zupanc.
 
Nella collezione “Most Illustrious”, Elena Salmistraro ha catturato l’essenza di quattro grandi nomi del design italiano: Achille Castiglioni, Riccardo Dalisi, Michele De Lucchi e Alessandro Mendini.
 
Dalla fantasia di Jaime Hayon sono nate maschere ispirate alla cultura africana che rappresentano la fusione di caratteri animali e immaginari. Ma anche folletti messaggeri dell’amore universale, vasi e teiere che si trasformano in personaggi colorati che, come attori di teatro, comunicano attraverso espressioni buffe e divertenti.
 
È proprio questo approccio divertente e illuminato ad aver costruito il segno distintivo e la forte identità della ceramica Bosa.
 

Una storia di famiglia. Il racconto di Francesca Bosa

 
Abbiamo chiesto a Francesca Bosa, seconda generazione alla guida dell’omonimo brand fondato 50 anni fa da papà Italo, di raccontarci qualche aneddoto che ci aiuti a comprendere la storia di Bosa e l’evoluzione del suo percorso.
 
Bosa festeggia quest'anno i suoi primi 50 anni. Una storia di successo che ha inizio nel 1976 per volontà di tuo padre Italo e che oggi è anche la tua storia professionale.
Qual è il tuo primo ricordo in azienda? ci racconteresti un aneddoto della tua infanzia, un ricordo speciale che conservi ancora oggi?
Francesca Bosa: Di ricordi ne abbiamo tantissimi, prima io e poi Daniela abbiamo trascorso molto tempo della nostra infanzia in laboratorio. Il nonno ci aveva costruito una casetta di legno nel giardino dell’azienda e nei pomeriggi d’estate ci ritrovavamo con i nostri amici. Avevamo dipinto animali alle pareti e in questo piccolo spazio ben arredato producevamo i nostri “lavoretti” di creta, personaggi deformi, bicchierini e minuscole pentole che asciugavamo al sole.
 
Alla sera portavamo i manufatti a mamma e papà per cuocerli in forno e il giorno dopo potevamo dipingerli con le polveri colorate, usare i vecchi pennelli delle decoratrici e i loro preziosi consigli era tutta una scoperta.
 
I processi di produzione richiedevano tre giorni e ricordo che tenevamo bene a mente i tempi per avere i regali disponibili per le visite di zie e cugini o per i mercatini della domenica. 
 
Per le confezioni regalo dei lavoretti, recuperavamo qualsiasi scatola da rivestire con carta colorata e personalizzare con disegni.
 
Per la felicità delle mamme, la casetta ci teneva impegnati e lontano dai guai, ma è stata d’insegnamento per collaborare insieme e iniziare a realizzare qualcosa di nostro.
 
Il più grande insegnamento che hai ricevuto da papà Italo. 
Francesca Bosa: Sicuramente la ricerca della precisione e della qualità, non dare nulla per scontato e soprattutto ricordarsi sempre che in ceramica la soluzione più illogica può essere, a volte, quella giusta per risolvere un problema. Sempre aperti a nuove sfide artistiche. Uniti ci completiamo.   
 
Sia tu che tua sorella Daniela avete deciso di seguire i vostri genitori in questa avventura, ereditando la loro passione e impegno di vita. Come hai maturato questa scelta?
Francesca Bosa: Fin da piccola disegnavo tantissimo, i fumetti erano la mia passione ed è stato facile scegliere una scuola con indirizzo artistico. Daniela adorava la tecnologia, amava viaggiare e il ramo commerciale è stata la direzione per lei.
 
Siamo sempre state bene in famiglia e con i nostri collaboratori che chiamiamo “ragazzi”. In un ambiente così familiare e informale la passione per il proprio lavoro diventa una conseguenza naturale.
 
Tra le aziende che lavorano la ceramica artigianale, Bosa è stata pioniera nella collaborazione con designer internazionali. C'è stato tra questi un incontro, passato o anche più recente, che rispetto agli altri ha segnato una tappa significativa nel tuo percorso in azienda?
Francesca Bosa: Tutti gli incontri sia passati che recenti con designer e artisti hanno arricchito le nostre esperienze e conoscenze.  Posso citare i primi due incontri: quello di Marco Zanuso jr con papà, che ha portato al primo passaggio verso uno stile nuovo e moderno, e poi la collaborazione con Ludovica e Roberto Palomba che per noi ha segnato una svolta di percorso.
 
E’ stata l’occasione che ha portato a una scelta radicale a livello aziendale, culturale e anche personale, a un cambiamento di gusto nel vedere e valutare tutto ciò che ci circonda. Ci siamo innamorarti della ricerca, della contemporaneità, delle sfide esasperando il materiale, del design come missione per non lasciarlo più.
 
Un tuo progetto del cuore tra le creazioni Bosa.
Francesca Bosa: A turno facciamo ruotare i nostri oggetti per le nostre case ed è impossibile per me individuare un solo progetto del cuore. 
Abbiamo pezzi campione a volte con imperfezioni che ricordano una sfida di lavorazione risolta, a cui tutti siamo particolarmente affezionati. 
Personalmente l’aspetto che mi tranquillizza è il fatto di essere dei produttori, se si rompe qualcosa mal che vada possiamo riprodurla. 
Se non fosse così conserverei un sacco di pezzi in tutti i colori, un accumulo fuori controllo di tutte le collezioni.  Infatti le edizioni limitate quando terminano mi agitano sempre. 
 
Qual è la promessa che fai a te stessa nel ruolo di seconda generazione alla guida di Bosa?
Francesca Bosa: Di mettere sempre la passione e l’amore per le nostre opere, di conservare lo stesso stupore ed emozione quando escono i carrelli dai forni al mattino e scoprire abbinamenti di forme e colori casuali e inaspettati. 
 
L’entusiasmo di scegliere nuovi progetti, a volte scoprire anche nuovi talenti, con un brivido calcolato di incertezza nella fase di prototipazione, la felicità se il pezzo una volta finito soddisfa noi, i designer e alle prime presentazioni viene apprezzato dal pubblico.
 
Rimanere fedeli alla nostra filosofia, l’azienda occupa la gran parte del nostro tempo e nonostante tutto una parte del lavoro deve sempre essere bella e stimolante per farci stare bene.
 

Bosa celebra a Milano 50 anni di storia

A Milano Bosa celebra il suo cinquantesimo anniversario con la presentazione di nuove collezioni a firma di Elena Salmistraro, Matteo Zorzenoni e Kejun Li, e l’installazione multisensoriale nel giardino del Senato Hotel Milano a cura di Matteo Cibic, che firma anche una speciale edizione limitata in 50 pezzi.
 
L’installazione “Floresta Futuristica” di Matteo Cibic ricrea un regno vegetale fantastico in ceramica fuori scala. Un paesaggio incantato fatto di luci, colori, giochi d’acqua e ceramica.
 
È opera di Matteo Cibic anche la creazione di un oggetto in edizione limitata e numerata di 50 pezzi: “Cafuné”, termine portoghese che descrive l’atto di accarezzare i capelli, è un folletto dai tratti ironici e bizzarri. Il suo caschetto-foliage in ceramica colorata è retto dalle sottili gambette in silver realizzate dal brand brasiliano di argenteria St. James.
 
Le forme organiche della collezione di vasi in ceramica Lagune di Matteo Zorzenoni è un omaggio al paesaggio della Laguna di Venezia, di cui ne interpretano l'iconografia.
 
La collezione di vasi e centrotavola Succulentia disegnata da Elena Salmistraro nasce dall’osservazione delle piante grasse. Il segno creativo della designer interpreta le diverse varietà botaniche nei loro tratti più caratteristici e le trasforma in piccoli totem postmoderni dalle superfici lucide e i colori saturi.
 
Ispirata al concetto di dualità, la collezione di vasi in ceramica Gemini ideata dall’ingegnere cinese Kejun Li mette in dialogo curva e linea, organico e geometrico, yin e yang.

Bosa su Archiproducts


Lavorazioni cottura


MICKEY FOREVER YOUNG, Elena Salmistraro, Bosa


The Shiny Bugs, design Vittorio Gennari, Bosa


Sphere Smiley, decorazione André Saraiva, Bosa


Pop Karl, design Elena Salmistraro e Rock Karl, design Nika Zupanc


“Most Illustrious” collection, design Elena Salmistraro, Bosa


MaskHayon, design Jaime Hayon, Bosa


Francesca Bosa - Ph. Lea Anouchinsky


FLORESTA FUTURISTICA, Matteo Cibic x Bosa


Cafuné, Limited Edition, Matteo Cibic x Bosa


Lagune, design Matteo Zorzenoni, Bosa

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MaskHayon, design Jaime Hayon, Bosa
Francesca Bosa - Ph. Lea Anouchinsky
FLORESTA FUTURISTICA, Matteo Cibic x Bosa
Cafuné, Limited Edition, Matteo Cibic x Bosa
Lagune, design Matteo Zorzenoni, Bosa
Succulentia, design Elena Salmistraro, Bosa
Octa e Octo, collezione Gemini, design Kejun Li, Bosa
Courtesy Bosa
Courtesy Bosa
Courtesy Bosa
Courtesy Bosa
Francesca Bosa - Courtesy Bosa
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