06/05/2026 - Spazi diversi, un’unica identità: Rayle è il nuovo sistema di divani Talenti per interni ed esterni, firmato da Ludovica Serafini e Roberto Palomba. Presentato in anteprima al Salone del Mobile 2026, segna una nuova tappa nella ricerca dell’azienda nel mondo dell’interior design. Le nuove proposte delineano un ecosistema dell’abitare fluido e coerente, in cui interno ed esterno non sono più ambiti distinti, ma parti di un’unica esperienza.
Con Rayle la forma resta invariata, mentre evolvono materiali e finiture: più preziosi e materici per l’indoor, più performanti e resistenti nella versione outdoor. L’obiettivo è creare una continuità visiva tra gli spazi della casa, in un dialogo costante tra dentro e fuori. Ludovica Serafini e Roberto Palomba raccontano come nasce la collezione nell'intervista con Archiproducts al Salone del Mobile 2026.
La collezione nasce da una riflessione sulla dinamicità dello spazio, ispirata in particolare a una spiaggia thailandese, dove grandi blocchi di roccia sembrano sospesi sull’acqua. Modellati dal mare, appaiono leggeri nonostante la loro imponenza, quasi fluttuanti.
“Con questa collezione – spiegano i designer – abbiamo voluto restituire quella stessa sensazione, attraverso un basamento che accoglie le cuscinature, dando vita a un sistema generoso di imbottiti e accessori che sembrano sospesi, permeati da un’idea di leggerezza e impalpabilità.”
Progettare una collezione pensata per esterni e interni implica una sfida soprattutto materica: se l’outdoor richiede resistenza agli agenti atmosferici, l’indoor deve esprimere accoglienza e intimità. Una distinzione tecnica necessaria che non tradisce mai il concept progettuale: il design resta invariato, mentre cambia il linguaggio dei materiali.
Nella versione outdoor, la struttura è realizzata in alluminio laccato opaco, capace di garantire resistenza senza rinunciare a una piacevolezza tattile simile alla seta. Elemento distintivo è il vetro retrolaccato e termoformato: non un vetro convenzionale, ma caratterizzato da profili irregolari che interrompono la perfezione industriale. Un’imperfezione voluta, che richiama la naturalezza degli elementi organici, come una pietra levigata dall’acqua.
Nella versione indoor, invece, la collezione abbandona le esigenze tecniche dell’esterno per abbracciare una dimensione più decorativa. Qui la differenza si gioca nei dettagli costruttivi: cuciture sartoriali ed elementi di giunzione tipici dell’artigianalità Made in Italy e della tradizione della tappezzeria d’interni, fondamentali nella definizione di un arredo di qualità.
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