Urmet_Fuorisalone 2026

Di.Big


SPECIALE MILANO DESIGN WEEK
SPECIALE MAISON&OBJET
SPECIALE LONDON DESIGN FESTIVAL
SPECIALE IMM COLOGNE
INTERVISTE - DESIGN TALKS

HOTEL DESIGNER AWARDS 2026

Progettare lentezza nel tempo dell’eccesso. Intervista a Nao Tamura
Alla Milano Design Week 2026, la designer porta una riflessione necessaria: cosa significa progettare oggi, in un mondo saturo di oggetti e immagini?
Autore: rossana vinci
segnala ad un amico | versione stampabile
Dimensione testo  
Nao Tamura Nao Tamura
10/04/2026 - C’è una qualità silenziosa nel lavoro di Nao Tamura, una forma di attenzione che sfugge al rumore della contemporaneità. Tra gli undici volti scelti per la copertina della guida di Archiproducts alla Milano Design Week 2026, la designer – attiva tra Tokyo e New York – porta una riflessione sottile ma necessaria: cosa significa davvero progettare oggi, in un mondo saturo di oggetti e immagini?

Più che aggiungere, Tamura sottrae. Più che affermare, suggerisce. Il suo approccio si costruisce su un equilibrio delicato tra opposti – natura e tecnologia, funzione ed emozione, Oriente e Occidente – che si traduce in un linguaggio progettuale capace di andare oltre l’estetica per toccare una dimensione più profonda e relazionale.
 

“Creare oggi significa soprattutto interrogarsi sul perché lo facciamo”, osserva la designer nell'esclusiva intervista con la redazione di Archiproducts
“Il Salone non è soltanto una vetrina globale, ma un momento di consapevolezza collettiva. In una settimana in cui tutto sembra accelerare, la mia voce introduce una pausa: un invito a interrogarsi sul valore e sulla necessità di ciò che viene prodotto.”

I progetti che presenterà in anteprima alla Milano Design Week 2026 riflettono questa tensione. Dal sistema di scaffalature RYO per Porro ai tavoli FEZ, fino alla nuova declinazione cromatica delle lampade TIKI per Established & Sons, ogni elemento nasce da una riflessione sulla materia e sul suo ciclo di vita. Non sono oggetti da consumare rapidamente, ma presenze pensate per durare e trasformarsi nel tempo.
​


Nao Tamura. Il design come trama di relazioni

Nel lavoro di Tamura, il design non è mai un gesto isolato. È piuttosto una trama di connessioni – tra persone, contesti e materiali – che si manifesta attraverso progetti capaci di attivare una percezione più attenta del mondo.

Questa sensibilità attraversa tutta la sua pratica, che spazia dal product design alle installazioni fino allo spazio. Le sue opere, esposte in istituzioni internazionali come il Palais de Tokyo, il Salone del Mobile e il Kyocera Museum of Art, restituiscono una visione in cui il design diventa esperienza, non solo forma.

Tra i lavori più emblematici, la lampada portatile VOSCO – realizzata a partire da frammenti di legno destinati allo scarto—incarna una forma di sostenibilità non dichiarata, ma vissuta. "Per questo progetto, abbiamo osservato piccoli pezzi di legno che di solito vengono scartati durante la produzione di mobili", spiega Nao Tamura. "Questi frammenti spesso passano inosservati e raramente ricevono valore."

In un’epoca dominata dalla velocità e dalla sovrapproduzione, la posizione di Nao Tamura appare quasi controcorrente. E proprio per questo, profondamente attuale. Il suo design non cerca risposte definitive, ma costruisce condizioni per pensare, osservare e connettere.
 

Milano Design Week 2026. Intervista a Nao Tamura


La Milan Design Week è un osservatorio globale di idee e sperimentazione. Qual è la tua 'dichiarazione' per il Salone del Mobile 2026?
Per me, il Salone non è semplicemente un luogo in cui introdurre nuovi oggetti nel mondo, ma un’opportunità per riconsiderare il rapporto tra persone, oggetti e natura.
In un momento in cui vengono lanciati innumerevoli nuovi prodotti e molte installazioni vengono smantellate dopo solo una settimana, a volte avverto una certa tensione come designer. Questo mi porta a chiedermi se ciò che creiamo sia davvero necessario.
Allo stesso tempo, il Salone rimane uno dei rari luoghi in cui si riunisce l’intera comunità del design. Proprio grazie alla sua portata globale, diventa un momento per riflettere sul perché realizziamo oggetti, per chi e in che modo. Visto in quest'ottica, il Salone non è solo un mercato, ma anche un luogo per ripensare a cosa dovrebbe essere il design nel futuro.

Cosa presenterai di nuovo quest’anno?
Presenterò il nuovo sistema di scaffalature RYO con Porro, così come i tavoli FEZ e un nuovo colore delle lampade TIKI con Established & Sons.
 
 
Un progetto o evento imperdibile alla Milan Design Week 2026.
SaloneSatellite e le numerose presentazioni di giovani designer nel Fuorisalone.
Ho presentato il mio lavoro al SaloneSatellite all’inizio della mia carriera, e rimane un luogo importante in cui emergono nuove prospettive e domande dalla prossima generazione. Gran parte dell’energia della Milan Design Week proviene ancora da queste giovani voci.
 
Un luogo a Milano che ispira il tuo lavoro.
I cortili nascosti dietro gli edifici storici di Milano. Quando si entra dalla strada trafficata, l’atmosfera diventa improvvisamente silenziosa e contemplativa. Questo passaggio tra il ritmo della città e una scala umana più intima risuona con il mio modo di pensare sia lo spazio che gli oggetti.
Un altro luogo che per me ha un significato particolare è il lungo percorso all’aperto nei padiglioni del Salone... All’inizio della mia carriera, il SaloneSatellite si trovava proprio alla fine, e ricordo che percorrevo quel tragitto ogni giorno. Ogni volta che ritorno, mi ricorda silenziosamente da dove tutto è iniziato.
 
Il design è una forza trainante del cambiamento. In che modo sta plasmando oggi le nostre abitudini?
In passato, il design era spesso visto come uno strumento per risolvere problemi. Oggi, però, il nostro mondo sta cambiando così rapidamente — socialmente, tecnologicamente e ambientalmente — che raramente esiste una singola risposta chiara.
Per me, il design oggi riguarda meno il fornire soluzioni e più il porre domande. Può invitare le persone a riflettere, a riconsiderare come viviamo e cosa valorizziamo. Non si tratta più semplicemente di ricevere un oggetto, acquistarlo e andare avanti. Il design può creare uno spazio in cui le persone partecipano, pensano e costruiscono una propria comprensione.
 
Un progetto recente – tuo o di altri – che esemplifica davvero come il design possa generare un cambiamento significativo.
Per me è VOSCO, una lampada portatile che ho sviluppato con Ambientec. In un certo senso si collega alla mia risposta precedente. Per questo progetto, abbiamo osservato piccoli pezzi di legno che di solito vengono scartati durante la produzione di mobili. Questi frammenti spesso passano inosservati e raramente ricevono valore.
VOSCO non è un progetto che rivendica esplicitamente la sostenibilità. Piuttosto, riflette un modo di avvicinarsi al fare, incoraggiando tutti i soggetti coinvolti nel processo a essere un po’ più consapevoli dei materiali e della loro origine. Se un design può lasciare una piccola domanda a chi lo realizza e a chi lo utilizza, quella consapevolezza silenziosa può di per sé generare cambiamento.
 

Intelligenza artificiale: alleata creativa o elemento di rottura? Come la integri nella tua pratica?
Per me, il momento più importante nel progettare non è quello in cui si progetta, ma quello in cui si comunica con gli altri.
Ogni progetto inizia con molte domande: le problematiche alla base del progetto, la storia del cliente, le competenze che possiede e talvolta anche un pensiero o una passione personale. Tutte queste informazioni diventano una sorta di mappa per il processo di design.
L’IA può certamente essere uno strumento interessante per esplorare possibilità. Ma non può sostituire le conversazioni e le relazioni che danno forma a un progetto. Per me, l’essenza del design risiede ancora nel dialogo tra le persone.
 
Velocità e produzione costante: da cosa dovrebbero rallentare o prendere le distanze i designer?
Questo si collega alla mia prima risposta. Non credo necessariamente che produrre molti nuovi oggetti sia sempre qualcosa di positivo. A volte l’idea di creare qualcosa di nuovo semplicemente perché è il Salone mi mette un po’ a disagio.
Naturalmente, lavoriamo tutti all’interno di un’industria e, quando vengono richiesti nuovi progetti, rispondiamo. Ma forse non solo i designer, bensì anche i produttori, i media e il pubblico potrebbero prendere le distanze dall’idea che “nuovo significhi automaticamente valore”.
Invece di mettere costantemente sotto i riflettori ciò che è nuovo, potremmo aver bisogno di più tempo per realizzare le cose con cura — e per comprenderle lentamente.
 
C’è un progetto – oggetto, installazione o edificio – che senti particolarmente personale?
Un progetto che sento particolarmente personale è Interconnection, un’installazione che ho creato per Lexus durante la Milan Design Week, qualche anno fa.
Il lavoro esplorava le relazioni invisibili tra persone, natura e oggetti. In natura esistono forze ben oltre il controllo umano, che ci ricordano quanto siamo fragili e quanto sia importante imparare a vivere in armonia con l’ambiente.
L’installazione invitava i visitatori a sperimentare queste connessioni e a riflettere su di esse. Per me, quel momento di interrogazione attraverso l’esperienza rappresenta il vero potere del design.
 
Cosa non dovrebbe mancare nel tuo studio?
Luce naturale.
 
Da quale distrazione vorresti liberarti per abbracciare pienamente il tuo ruolo di designer?
I social media.

 


Nao Tamura


Porro, Ryo. Sketch. Preview MDW 2026


Established&Sons, Tiki, 2014


Vosco Lamp, Ambientec


Nao Tamura


DUNNE Collection, GANDIABLASCO


Established&Sons, Tiki. Preview MDW 2026


Established&Sons, Tiki. Preview MDW 2026


Established&Sons, Tiki. Preview MDW 2026


FEZ Table Round Group, Established and Sons, Preview MDW 2026


FEZ Table Round Group, Established and Sons, Preview MDW 2026

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

ULTIME NEWS SU DESIGN NEWS
10.04.2026
Gli eventi da non perdere al Fuorisalone 2026
10.04.2026
Progettare lentezza nel tempo dell’eccesso. Intervista a Nao Tamura
10.04.2026
Un paesaggio di forme organiche: i divani True firmati E-ggs
� le altre news

Nao Tamura
Porro, Ryo. Sketch. Preview MDW 2026
Established&Sons, Tiki, 2014
Vosco Lamp, Ambientec
Nao Tamura
DUNNE Collection, GANDIABLASCO
Established&Sons, Tiki. Preview MDW 2026
Established&Sons, Tiki. Preview MDW 2026
Established&Sons, Tiki. Preview MDW 2026
FEZ Table Round Group, Established and Sons, Preview MDW 2026
FEZ Table Round Group, Established and Sons, Preview MDW 2026
FEZ Table Round Group, Established and Sons, Preview MDW 2026
1
2
3
4
 
+10.04.2026
Gli eventi da non perdere al Fuorisalone 2026
+10.04.2026
Progettare lentezza nel tempo dell’eccesso. Intervista a Nao Tamura
+10.04.2026
Un paesaggio di forme organiche: i divani True firmati E-ggs
+10.04.2026
Il marmo rivive nelle lastre ceramiche Ragno
+09.04.2026
Elisa Ossino. Tra metafisica, scenografia ed eclettismo
tutte le news concorsi +

extra_lema
HOTEL DESIGNER AWARDS 2026
Condizioni generali | Informativa PrivacyCookie  | Note Legali | Contatti/Assistenza | Lavora con noi | Pubblicità |  Rss feed
© 2001-2026 Edilportale.com Spa, P.IVA 05611580720 n°iscrizione ROC 21492 - Tutti i diritti riservati
Iscritta presso il Tribunale di Bari, Num.R.G. 1864/2020 © Riproduzione riservata