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Due voci, una sola direzione progettuale: Palomba Serafini Associati
"Non è il design a modificare le abitudini: sono le abitudini la vera forza motrice del design." L'intervista a Ludovica Serafini + Roberto Palomba
Autore: angelo dell" olio
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Ludovica Serafini + Roberto Palomba © Simon Ludovica Serafini + Roberto Palomba © Simon
20/04/2026 - Trent'anni di progetti, due voci, una direzione. Roberto Palomba + Ludovica Serafini, tra i volti in copertina della Guida Archiproducts alla Milano Design Week 2026, aprono le porte del loro universo creativo in un'intervista, svelando i progetti che animeranno i prossimi giorni milanesi. Fondatori di Palomba Serafini Associati, Roberto e Ludovica portano a questa edizione del Salone una presenza che attraversa la fiera e la città, dalla mostra ABITO, curata per il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, alle nuove collezioni firmate per Talenti, Poltrona Frau, Kartell e molti altri brand.

Dal loro studio milanese, Ludovica e Roberto hanno costruito nel tempo un linguaggio progettuale che non separa mai architettura e design, muovendosi con naturalezza tra discipline diverse e cercando sempre l'equilibrio tra forma e funzione, estetica e benessere. Una visione che alla Milano Design Week 2026 si moltiplica in più luoghi e progetti.
 

Palomba Serafini Associati. Una visione totale del progetto

Laureati entrambi in Architettura a Roma, Ludovica Serafini e Roberto Palomba fondano il loro studio a Milano nel 1994. Da subito il loro lavoro si distingue per una visione unitaria che attraversa scala e tipologia: dall'industrial design allo yachting design, dall'architettura di interni ai grandi allestimenti espositivi.

Nel corso di trent'anni di attività, lo studio ha collaborato con alcuni tra i più noti brand di design al mondo tra cui Cappellini, Boffi, Foscarini, Ideal Standard, Poltrona Frau, Kartell e Zanotta, raccogliendo oltre 70 premi e riconoscimenti internazionali come il Compasso d'Oro ADI, il Red Dot Award, il Good Design Award e gli Archiproducts Design Awards.
 
Tra i progetti più iconici, Lama, la chaise longue disegnata per Zanotta, struttura in acciaio, rivestimento sfilabile, una geometria senza tempo.
 
Con Rift per Tubes trasformano il radiatore in elemento scultoreo, moduli in alluminio estruso che si combinano in composizioni simmetriche e asimmetriche, adattandosi a ogni spazio.
 
Solaria per Poltrona Frau porta l'artigianalità italiana all'aperto, divani componibili con intreccio in corda realizzato a mano, pensati per giardini, bordi piscina e deck nautici.
 
E poi Birdie per Foscarini, lampada dal paralume morbido che si posa leggera come un uccellino su un ramoscello, diffondendo una luce calda e soffusa.
 
Nel bagno la ricerca si fa più radicale. Lab 03 per Zucchetti inventa una tipologia che non esisteva, il lavabo freestanding che per la prima volta integra il porta asciugamani nella struttura, trasformando un oggetto funzionale in un progetto di architectural design.
 
Con Kartell by Laufen ridisegnano l'intero ecosistema dello spazio bagno, lavabi, sanitari, rubinetterie, vasche e accessori, fondendo il vocabolario plastico di Kartell con l'innovazione materica di Laufen.
 
La collezione Atelier di Ideal Standard, di cui Roberto Palomba è direttore creativo, spinge la ricerca sul materiale. Linda-X omaggia Achille Castiglioni attraverso la tecnologia Diamatec®, ceramica spessa appena 3 mm ma ultra-resistente, dando vita a lavabi di una leggerezza quasi impossibile.
 
Tra le architetture, il restauro di Palazzo Daniele a Gagliano del Capo, palazzo ottocentesco trasformato in boutique hotel, e il recupero di un antico frantoio seicentesco a Sogliano Cavour, Lecce, rinato nel cuore del Salento.

Ludovica Serafini + Roberto Palomba, i progetti al Salone e Fuorisalone 2026

Alla Milano Design Week 2026 questa capacità di connettere discipline trova la sua espressione più ambiziosa nella mostra ABITO, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curata dallo studio Palomba Serafini Associati. Allestita a Fiera Milano Rho dal 21 al 26 aprile come prima tappa di un percorso internazionale itinerante, la mostra mette in relazione moda e design come linguaggi complementari della cultura progettuale italiana. Il titolo racchiude un doppio significato: l'abito come ciò che veste il corpo, e il verbo abitare come modo di vivere lo spazio.
 
Il percorso si sviluppa in chiave cronologica, accostando abiti storici dell'archivio della Collezione Quinto Tinarelli e oggetti iconici del design italiano in una lettura trasversale dell'evoluzione del progetto italiano. A costruire il racconto visivo sono dieci fotografie realizzate da Roberto Palomba, che mettono in relazione abiti e arredi delle stesse epoche: dalla moda di Max Mara, Versace, Armani, Gucci e Fiorucci al design di Poltrona Frau, Kartell, Cassina, Zanotta, Alessi, Memphis ed Edra.

Milano Design Week 2026. Intervista con Ludovica Serafini + Roberto Palomba

La Milano Design Week è un osservatorio globale di idee e sperimentazione. Qual è il tuo contributo quest’anno?
Ludovica Serafini + Roberto Palomba: Saremo presenti sia al Salone del Mobile sia al Fuorisalone con una serie di progetti e collaborazioni che intrecciano architettura, design e artigianato. Tra questi, la mostra ABITO, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sarà allestita negli spazi del Salone del Mobile.Milano come prima tappa di un percorso internazionale itinerante.

Tra i progetti in fiera le installazioni per Talenti, Tubes e Ferri 1956, insieme a nuove collezioni per Kartell e Talenti e a collaborazioni con Zanat e Wall&decò. Con Poltrona Frau, esploreremo il tema dell’accessorio, affiancandolo alla presentazione di una significativa estensione di prodotto. Dopo il successo dello scorso anno, la collaborazione con Alessandro Bini torna nella Chiesa Cristiana Protestante di Milano, nel cuore di Brera. A completare il racconto, gli interventi negli showroom Talenti e nella boutique Ducal’s, dove indoor e outdoor dialogano per esprimere il valore della manifattura artigianale.

Un progetto o evento imperdibile alla Milan Design Week 2026
Ludovica Serafini + Roberto Palomba: Un progetto imperdibile alla Milano Design Week 2026 è la mostra ABITO, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curata dallo studio Palomba Serafini Associati. Sarà allestita negli spazi del Salone del Mobile.Milano come prima tappa di un percorso internazionale itinerante. ABITO racconta l’evoluzione nella società attraverso due realtà creative: la moda ed il design permettendo così di guardare alla storia del nostro Paese e all’evoluzione della donna nella società.

Il tuo luogo del cuore a Milano: un ristorante, un monumento o uno spazio pubblico
Ludovica Serafini: Sicuramente, quando immagino una pausa dai ritmi frenetici del Salone, penso a Da Creda: mi ha colpito soprattutto la cucina, che reinterpreta con gusto contemporaneo i piatti della memoria. Consiglio in particolare gli gnocchi alla sorrentina, un classico rivisitato con grande equilibrio tra tradizione e creatività, perfetto per una pausa gourmet.

Roberto Palomba: Il mio luogo del cuore a Milano è Brera. Anche se durante la settimana del Salone il tempo è serrato, non rinuncio mai a perdermi tra le sue strade: il quartiere diventa allora ancora più magico e pieno di energia creativa. Ma Brera ha un fascino unico anche al di là del Salone.


Il design è una forza motrice del cambiamento. Come sta modificando le nostre abitudini oggi? 
Ludovica Serafini: Non sono tanto il design a modificare le nostre abitudini, quanto le nostre abitudini a essere la vera forza motrice del design e della sua evoluzione. Il modo in cui viviamo, lavoriamo, ci spostiamo e interagiamo ogni giorno definisce ciò di cui abbiamo bisogno: spazi più flessibili, oggetti più funzionali e sostenibili, tecnologie integrate nella vita quotidiana. Il design, in questo senso, non anticipa solo il cambiamento: risponde, si adatta e si trasforma seguendo il ritmo della nostra quotidianità.

Roberto Palomba: Il design oggi ci spinge verso uno stile di vita più essenziale e consapevole. Sta cambiando le nostre abitudini orientandoci verso oggetti e ambienti di maggiore qualità, più coerenti con i nostri ritmi e le esigenze del tempo in cui viviamo. 


Un progetto recente – tuo o di altri – che consideri un buon esempio di come il design possa generare cambiamenti significativi
Ludovica Serafini: Sicuramente Apple ha saputo innovare con progetti come l’iPad, che all’epoca è diventato uno strumento fondamentale per organizzare la vita quotidiana. Ancora oggi realizza prodotti incredibilmente innovativi, capaci di influenzare il nostro modo di vivere, come computer accessibili a poche centinaia di euro. Noi stessi abbiamo fatto qualcosa di simile inventando nuove tipologie per il bagno, come il lavandino freestanding o il vaso sospeso con lavandino integrato. Queste innovazioni hanno ridefinito il modo di concepire gli spazi bagno e sono poi diventate patrimonio comune del design. Le innovazioni, quando nascono, segnano un passaggio irreversibile: una volta introdotte, non si torna indietro, e ciò che era nuovo diventa patrimonio condiviso. Anche noi, con le nostre idee, contribuiamo a questo patrimonio collettivo.

Roberto Palomba: Un esempio è il nuovo divano che abbiamo progettato per Talenti, Rayle che presenteremo alla prossima Milan Design Week: un progetto basato su una tecnologia industriale che razionalizza le strutture senza rinunciare al comfort, portando il prodotto in una dimensione ibrida, utilizzabile sia indoor che outdoor.


Intelligenza artificiale: alleata o minaccia per la creatività? Che utilizzo ne fai?
Ludovica Serafini: L’intelligenza artificiale non è intrinsecamente né alleata né minaccia: tutto dipende da chi la utilizza. Può diventare un pennello con cui dipingere un quadro, oppure uno strumento per controllare o danneggiare. Per me non è un’arma: in studio stiamo sperimentando diversi modi di usarla come una “matita” digitale, un nuovo strumento per dare vita a mondi di fantasia e rendere i rendering ancora più realistici. Rimane, però, sempre all’interno del processo creativo: un architetto prima sogna, poi trasforma il sogno in concreto. L’intelligenza artificiale entra in questo stesso flusso, aiutandoci a visualizzare e raccontare idee, senza sostituire la creatività umana, ma ampliandone le possibilità.

Roberto Palomba: Uso l’intelligenza artificiale con moderazione, più come strumento di supporto che come processo creativo. 
Non credo che possa sostituire il pensiero umano: il cervello umano è superiore a qualunque tipo di intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale, ricordiamocelo, non può inventare: può solo rielaborare ciò che già esiste. Il cervello umano, invece, ha la capacità di creare.


Velocità e corsa alla produzione: in cosa i designer dovrebbero rallentare o da quali attitudini prendere le distanze?
Ludovica Serafini: Il vero nodo, secondo me, è la comunicazione: oggi viaggia a una velocità ipersonica perché ci sono moltissimi prodotti, creativi e aziende.  Il vero tema è la quantità di informazioni e stimoli che arrivano ogni giorno. Per questo, i designer dovrebbero imparare a rallentare, a filtrare e a prendere le distanze dall’iper-velocità della comunicazione, concentrandosi sulla qualità e sul senso dei propri progetti, piuttosto che inseguire tutto ciò che appare all’istante.

Roberto Palomba: Dovremmo guardarci allo specchio la mattina e chiederci se di ciò che stiamo progettando ci sia davvero bisogno. E poi agire di conseguenza. È necessario recuperare tempo per la riflessione, per pensare e analizzare la qualità del progetto.


Qual è il tuo "oggetto del cuore" tra quelli che hai disegnato sino ad oggi?
Ludovica Serafini: 
È difficile scegliere un solo oggetto. Ogni progetto che ho realizzato ha un pezzo del mio cuore, e riconosco la “maternità” di ciascuna delle cose che ho creato. Non riuscirei a indicarne uno soltanto.

Roberto Palomba: Mi sento padre di tutti gli oggetti che abbiamo disegnato e proprio per questo non riesco ad averne uno prediletto. 


Cosa non deve assolutamente mancare nel tuo studio?
Ludovica Serafini: La pazienza!

Roberto Palomba: Nel mio studio non può mancare il dialogo: il confronto con il team, è fondamentale.


Da quale distrazione vorresti liberarti per dedicarti a pieno al tuo ruolo di designer?
Ludovica Serafini: Già lavoro talmente tanto che sento di dover ampliare lo spazio della mia mente: è completamente occupata dalla creatività, dall’architettura e dalla ricerca, sia quando progetto, sia quando visito musei o vado a teatro. Non credo di poter aumentare ulteriormente questa parte, perché è già totalmente dedicata al mio ruolo di designer.

Roberto Palomba: Vorrei liberarmi dal design per dedicarmi alle mie distrazioni :)

>>> Scarica la Guida di Archiproducts alla Milano Design Week 2026



Ludovica Serafini + Roberto Palomba © Enrico Costantini


Zanotta, LAMA


Tubes, RIFT


Poltrona Frau, SOLARIA


Foscarini, BIRDIE


ZUCCHETTI, LAB 03


Kartell by Laufen


Ideal Standard, LINDA


Palazzo Daniele - Ph. Design Hotels™


Abito - Salone del Mobile.Milano 2026 - MODA LAURA APONTE 1967, DESIGN UP, GAETANO PESCE, B&B ITALIA, 1969- photo Roberto Palomba

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Tubes, RIFT
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Kartell by Laufen
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