Uno scrigno si apre tra memoria e futuro: Barovier&Toso alla MDW 2026
Nello showroom di Via Durini l'installazione 2026 Chapter 1 di NICHETTO®. In un gioco di prospettive, riflessi e armonie, in mostra icone, vasi e lampade in vetro di Murano
13/04/2026 - Uno scrigno si apre tra memoria e futuro, svelando le icone e la nuova collezione di vasi e lampade in vetro di Murano Barovier&Toso. In occasione della Milano Design Week 2026, il centenario brand muranese presenta l'installazione 2026 Chapter 1 nello showroom di Via Durini, la prima espressione tangibile di un percorso di rinnovamento strategico e creativo.
Nel suo complesso, 2026 Chapter 1 rappresenta l’affermazione di una visione integrata che coinvolge governance, linguaggio progettuale e immagine coordinata. Tradizione e innovazione vengono ricondotte a un unico processo evolutivo, capace di aprire nuovi orizzonti commerciali, estetici e culturali, mantenendo saldo e riconoscibile il DNA dell’azienda.
Il progetto prende forma sotto la guida di Andrea Signoroni, primo CEO del brand, e di Luca Nichetto, nominato Direttore Artistico a maggio 2025, con la nuova identità visiva sviluppata da Studio Blanco, insieme alle collezioni presentate per la prima volta a Milano, e in contemporanea negli spazi di Venezia e Murano.
L'allestimento 2026 Chapter 1
Il percorso espositivo all’interno dello showroom del marchio in via Durini è stato pensato da NICHETTO® come uno scrigno: quinte e podi si alternano, separano e allo stesso tempo connettono gli ambienti, creando un gioco di prospettive, riflessi e armonie. I toni chiari e i materiali naturali, dalle tende in tessuto bianco ai pannelli in legno, evocano la purezza della materia e l’universo della fornace, mettendo in risalto il vetro come protagonista assoluto.
«Ho immaginato questo progetto come un dialogo silenzioso tra luce e materia», racconta Luca Nichetto. «Essere muranese significa portare con sé una conoscenza istintiva del vetro, ma anche la consapevolezza del suo peso storico. La mia ambizione non è celebrare il passato in modo nostalgico, bensì chiedermi come possa evolvere. Come sarà il lampadario tra cinquant’anni? Credo che la risposta stia nell’ascoltare la tradizione e nel trasformarla in un linguaggio capace di parlare al presente globale».
Icone e novità in vetro di Murano Barovier&Toso
Lo spazio si apre con Etime, una delle novità disegnate da NICHETTO®: un volume cubico in vetro che nasce dall’incontro tra quadrato e cerchio. Pensato come un modulo componibile, Etime unisce funzione e presenza scultorea, trasformando la geometria in un segno essenziale e rigoroso.
In vetrina, la sospensione Profilo diffonde una luce delicata e armoniosa attraverso i suoi dischi con spirali opaline di diverse circonferenze.
La lampada da tavolo Aurora completa il trittico di creazioni firmate da NICHETTO®, rileggendo la tradizione dell’illuminazione a olio in chiave contemporanea grazie a una tecnologia perfettamente integrata e invisibile e a un corpo in vetro rigato che restituisce vibrazioni ottiche raffinate.
Il percorso prosegue con ulteriori novità e con l'ampliamento di collezioni esistenti. Le nuove versioni da tavolo e da terra di Agave, progettate da García Cumini, accentuano la tensione verticale e la leggerezza materica della collezione, valorizzata dalla tecnica della rugiada e da un effetto sfumato ottenuto con graniglia di vetro colorato.
Olori, di Studio Lani, celebra forza e femminilità attraverso una serie di vasi che reinterpretano i gioielli tradizionali nigeriani che cingono il collo come simboli di appartenenza e dignità.
Con Kado, Keiji Ashizawa concepisce il vaso come una piccola architettura ispirata all’ikebana: superfici articolate in piani e inclinazioni misurate guidano il gesto compositivo, mentre le diverse lavorazioni (dall’incamiciato alla velatura in moleria) costruiscono un equilibrio tra materia, colore e sospensione.
I vasi Lithos, di Emmanuel Babled, esplorano il vetro come materia geologica. Una polvere minerale reattiva genera bolle e inclusioni che si cristallizzano in una pelle compatta e irregolare, evocando roccia e stratificazioni fossili. Lenti ottiche integrate amplificano la morfologia interna, rendendo ogni pezzo unico e profondamente materico.
Podio, progettato da Claesson Koivisto Rune, propone un sistema modulare di vasi composti da contenitore e coperchio, realizzati rispettivamente con la tecnica della corteccia e del vetro colato. Le diverse proporzioni permettono composizioni sovrapponibili che richiamano piccole architetture e valorizzano sia il fiore sia il vaso in sé, inteso come un oggetto da esposizione, da cui deriva il nome podio.
A conclusione del percorso, la Coppa Barovier, capolavoro del Rinascimento muranese, realizzata intorno al 1460 e tradizionalmente attribuita ad Angelo Barovier, riafferma il legame dell’azienda con la propria storia. Dipinta a smalti policromi e oro su vetro blu intenso, continua ancora oggi a essere prodotta secondo le tecniche originarie, custodendo una tradizione che attraversa oltre cinque secoli.
«Con 2026 Chapter 1 inauguriamo una fase di rinnovamento importante per Barovier&Toso, in cui tradizione e innovazione procedono insieme in modo consapevole», afferma Andrea Signoroni. «Questo nuovo capitolo nasce dalla volontà di rafforzare l’identità storica del marchio, rendendolo al tempo stesso più aperto, contemporaneo e internazionale. Il nostro patrimonio storico non è solo memoria, ma una risorsa viva da cui trarre ispirazione per innovare. In questo senso, ogni prodotto e ogni allestimento sono parte di un percorso coerente, capace di rafforzare il brand sui mercati internazionali e di immaginare nuove possibilità creative senza tradire la nostra identità artigianale».
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