© Onirism/Nobel Prize Outreach
26/02/2026 - Il Nobel Center è uno dei progetti più attesi della scena architettonica europea. Ideato dallo studio berlinese David Chipperfield Architects, guidato dall’architetto inglese vincitore del Pritzker Prize 2023, ha attraversato oltre dieci anni di concorsi, revisioni e dibattiti pubblici. I lavori inizieranno nel 2027 e, nel 2031, l’edificio aprirà come “un’istituzione aperta e pubblica, dedicata ai valori del Premio Nobel”.
La prima proposta del 2014, rivestita in ottone, generò un acceso confronto tra sostenitori dell’innovazione e chi temeva un impatto eccessivo sul waterfront storico di Stoccolma. Nel 2018 la Corte svedese per il Territorio e l’Ambiente bloccò temporaneamente la costruzione. Solo nel 2022, dopo una rielaborazione attenta e rispettosa della città, il progetto ha ricevuto l’approvazione definitiva.
Volumi sfalsati e dialogo con il paesaggio
Un edificio affacciato sul Mar Baltico, articolato in volumi sfalsati che seguono la morfologia del sito, sarà la nuova sede della Fondazione Nobel. Ospiterà mostre, workshop, conferenze ed eventi culturali, diventando un nuovo punto di riferimento culturale per Stoccolma. La struttura si inserisce a Slussen, dove il lago Mälaren incontra il Mar Baltico, e dialoga con un’area storicamente plasmata da infrastrutture, industria e flusso di persone.
Un nuovo fulcro urbano
Il Nobel Center crea un percorso pubblico continuo, collegando il Fotografiska, lo Stadsmuseet e la passeggiata sul lungomare. Al piano terra, trasparente e privo di barriere, offre due ingressi principali, un foyer pubblico, bookshop, ristorante e una terrazza affacciata sulla città, trasformando lo spazio urbano in un continuum tra interno ed esterno.
Materiali e sostenibilità
La struttura in legno riduce carichi e carbon footprint, mentre la facciata in mattoni rossi di recupero richiama il patrimonio storico di Stoccolma, come il Municipio, conferendo solidità e gravitas all’edificio.
All’interno, la luce naturale è orchestrata con cura: ampie aperture inquadrano scorci della città e dell’arcipelago, mentre grandi finestre a nord negli ultimi piani illuminano le attività del centro, rendendo visibile dall’esterno la vita culturale dell’istituzione.
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