Ph. © Erlantz Biderbost
17/02/2026 - Pioniere del linguaggio phygital, Andrés Reisinger sceglie il quartiere El Viso, un’enclave residenziale degli anni ’30 a pochi minuti dal centro di Madrid per un’abitazione che riflette il suo universo estetico. Ambienti aperti, luce naturale, opere personali e arredi iconici convivono in un progetto firmato dall’interior designer Iñigo Iriarte, pensato per la vita quotidiana senza rinunciare alla dimensione visionaria che caratterizza la sua ricerca.
L’appartamento anni ’80 si trova in un edificio circondato dal verde. Il designer lo descrive come «un piccolo gioiello, quasi un’oasi», capace di conservare lo spirito comunitario originario del quartiere.
Il layout ruota attorno a un nucleo centrale open space — ingresso, living, sala da pranzo e area lettura — dal quale si accede agli altri ambienti con vista sul giardino. L’intervento d’interni non trasforma la casa, ma la “veste”, valorizzando falegnamerie e finiture originali.
La sfida principale è integrare opere e oggetti personali senza sacrificare funzionalità. Il risultato è una composizione calibrata di forme geometriche, materiali grezzi e prospettive ribassate, che crea un’atmosfera accogliente e contemplativa.
All’ingresso spicca un insieme scultoreo in gesso di ispirazione naïf, accostato a un dipinto realizzato dalla figlia del designer e incorniciato in legno grezzo. Un gesto intimo che stabilisce subito il tono della casa: poetico e personale.
Il progetto gioca sui contrasti: pietra e metallo dialogano con velluti e sete. Tra i pezzi più riconoscibili c’è il divano Camaleonda di B&B Italia, icona anni ’70 firmata da Mario Bellini, rivestito in velluto ambra dalle forme sinuose.
Accanto, due poltrone Amoebe di Verner Panton per Vitra, rivestite con tessuto stampato di Dedar, e la lampada Akari di Isamu Noguchi illuminano la scena con leggerezza scultorea.
Sulle pareti trovano spazio opere contemporanee, tra cui una lavagna dell’artista madrileno Alex Guijarro. Le librerie in noce e bronzo appartengono alla collezione Julia di Momocca.
Il progetto prosegue con sedute cantilever in rattan di Mies van der Rohe e la sedia Steltman di Gerrit Rietveld, a dialogo con elementi contemporanei disegnati da Reisinger.
Il cuore concettuale è la traduzione fisica dell’universo digitale di Reisinger. Le sue forme rosa, oniriche e minimaliste — note nel mondo virtuale — diventano reali, dialogando con materiali e arredi storici.
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