Dimensione testo  |
|
Luigi Pellegrin, Studio sistema alta velocità, nodo di Roma. Nuovo centro intermodale ambito Termini-Tiburtina, Roma 1994. Modello di studio
31/12/2025 - Il MAXXI di Roma celebra i 100 anni dalla nascita del visionario architetto italiano Luigi Pellegrin con una retrospettiva sintetica che raccoglie una selezione dei materiali del suo archivio conservato in collezioni private e nel Centro Archivi Architettura.
La mostra, a cura di Sergio Bianchi e Angela Parente, esplora il doppio registro della produzione dell'architetto: da un lato l’attività professionale, dall’altro un ricchissimo percorso artistico, fatto di disegni di grandi dimensioni, suggestioni oniriche e macrostrutture pensate per ridefinire il territorio.
Visitabile fino al 6 aprile 2026, il percorso si muove tra visioni di fantasia e concrete possibilità di applicazione, con particolare attenzione ai lavori sviluppati da Pellegrin per la città di Roma negli anni Novanta. Una ricerca che lo porta a immaginare interventi per il Giubileo del 2000 e a lavorare sulle aree ferroviarie, prefigurando connessioni infrastrutturali e sviluppi urbani che, a distanza di venticinque anni, risultano ancora attuali e per molti tratti futuribili.
Il fondo Luigi Pellegrin, ceduto in comodato nel 2017 dall’architetto Sergio Bianchi, testimonia l’approccio integrato dell’autore ed è articolato in due serie principali: Attività professionale (1973–2001), con plastici e disegni tecnici; Attività di ricerca e didattica, composta da modelli e disegni di fantasia.

Luigi Pellegrin, Masterplan Aree FS, Programma di intervento per la riqualificazione e il riuso del patrimonio ferroviario, Roma 1993. Sezione
La mostra svela un’architettura capace di modellare nuovi spazi urbani e, parallelamente, un immaginario visionario in continua evoluzione. Dagli Uffici Postali di Suzzara e Saronno ai quartieri INA Casa di Ascoli Piceno, Galatina e Gaeta, Pellegrin ha costantemente unito architettura e valore sociale.
Negli anni ’60 sviluppa progressivamente il “sistema habitat”, spostando il costruito dell’uomo verso l’alto per liberare il suolo, affinché la terra possa respirare e anche le altre specie possano vivere liberamente su questo Pianeta.
Successivamente, i suoi progetti sollevati e le megastrutture culminano con l’ideazione dell’anello equatoriale (1986), mentre negli anni ’90 Roma diventa il suo laboratorio urbano: i progetti per Circo Massimo, Appia Antica, EUR, Ostiense e l’anello ferroviario per il Giubileo 2000 mostrano come le sue visioni conservano ancora oggi una sorprendente attualità.
L’esposizione offre una lettura integrata dell’archivio di Pellegrin, evidenziando il rapporto tra architettura, città e territorio lungo l’intero corso della sua carriera.
|
|
|
|
Scheda evento: |
|
|
|
Luigi Pellegrin, Nel mondi dei segni, dalla serie 'La rilettura della “nostra” storia', 1972 Luigi Pellegrin, Masterplan Aree FS, Roma 1993. Spaccato Prospettico Luigi Pellegrin, Ipotesi di insediamento ecologico, Roma 1993. Modello di studio Foto Vincenzo Labellarte. Courtesy Fondazione MAXXI Foto Vincenzo Labellarte. Courtesy Fondazione MAXXI Foto Vincenzo Labellarte. Courtesy Fondazione MAXXI Foto Vincenzo Labellarte. Courtesy Fondazione MAXXI Foto Vincenzo Labellarte. Courtesy Fondazione MAXXI
Consiglia questa notizia ai tuoi amici
|
|
|
|
|
|
Scheda evento: |
|
|
|
|
|