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Courtesy of PromoTurismoFVG
28/11/2025 - Apre a metà dicembre 2025 la DAG – Digital Art Gallery, la nuova galleria immersiva di Gorizia che trasforma la storica Galleria Bombi in un ambiente esperienziale dove arte, tecnologia e spazio architettonico si fondono in un unico paesaggio digitale. Parte del programma ufficiale di GO! 2025 – Capitale Europea della Cultura, la DAG nasce come lascito permanente per la città: un’infrastruttura culturale che unisce rigenerazione urbana e innovazione visiva.
Il tunnel digitale più grande d’Europa
Cuore del progetto è un tratto di 100 metri interamente rivestito da LED di ultima generazione, per una superficie immersiva di 1.000 m² all’interno di un percorso lungo oltre 300 metri. Un ambiente visivo continuo e multisensoriale, in cui immagini, suoni e luci trasformano l’attraversamento in esperienza.
Il tunnel restaurato – realizzato in epoca asburgica e utilizzato anche come rifugio antiaereo – è stato oggetto di un intervento strutturale e impiantistico di grande precisione, volto a preservarne l’identità storica e renderlo reversibile e indipendente dal punto di vista tecnologico. I LEDwall, la rete audio e i sistemi interattivi sono infatti svincolati dalla struttura originale, garantendo rispetto per il luogo e possibilità di aggiornamento futuro.
L’architettura come spazio vivente
La DAG si propone come ponte tra passato e futuro, dove l’arte digitale non è solo contenuto, ma anche forma, atmosfera, architettura. Ogni dettaglio – dalla curvatura delle superfici ai rivestimenti in alluminio per proiezioni – è pensato per accogliere installazioni immersive, integrando luce e suono in un sistema calibrato con precisione lungo tutto il tunnel.
Con un’infrastruttura composta da decine di migliaia di elementi modulari e chilometri di cavi, la DAG si configura come un’opera tecnica e sensoriale al tempo stesso, in cui la complessità ingegneristica è messa al servizio della percezione.
Refik Anadol e il “Data Tunnel”
Ad aprire la galleria sarà l’artista turco Refik Anadol, figura di riferimento mondiale nella digital art e nell’estetica dei dati. La sua opera site-specific, Data Tunnel, è concepita per interagire con l’intero LEDwall e si basa su un modello di intelligenza artificiale addestrato su dataset ambientali open source provenienti da archivi scientifici globali.
Le forme visive, fluide e organiche, emergono da una ricerca algoritmica sul rapporto tra natura, memoria e percezione. Il tunnel si anima di pulsazioni oceaniche, texture botaniche, ritmi atmosferici: un flusso visivo che accompagna il visitatore in un viaggio meditativo. «Non si tratta di un contenuto decorativo, ma di un gesto architettonico che modella lo spazio e il tempo», scrive Anadol. L’opera sarà visibile per un anno, con ingresso gratuito e gestione a cura di ERPAC FVG.
Un ponte tra città e futuro
La DAG è molto più di una galleria: è uno spazio aperto, accessibile e condiviso, che vuole avvicinare il pubblico ai linguaggi emergenti della creatività digitale, promuovendo pratiche artistiche, educative e sociali all’interno di un contenitore tecnologico d’eccellenza.
Curato da Maria Grazia Mattei in collaborazione con MEET – Digital Culture Center e la Regione Friuli Venezia Giulia, il progetto si inserisce nel panorama internazionale delle arti digitali e rilancia Gorizia come polo di sperimentazione culturale.
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