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I vincitori dei Premi IN/ARCHITETTURA 2023 | Sardegna
Premio alla carriera a Giovanni Maciocco “per il costante intreccio tra una riflessione teorica originale e la pratica del progetto alle varie scale”
Autore: cecilia di marzo
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I VINCITORI DEI PREMI IN/ARCHITETTURA 2023 | SARDEGNA
16/10/2023 - Si è svolta sabato, 14 ottobre, presso Fondazione Sardegna a Cagliari, la cerimonia di Premiazione dei Premi IN/ARCHITETTURA 2023 Sardegna.
 
Sui 46 progetti candidati, la Giuria ha selezionato i seguenti vincitori.
 
PREMIO ALLE MIGLIORI OPERE DI ARCHITETTURA (NUOVA COSTRUZIONE)
 
Hospice Madonna di Fatima, Settimo San Pietro (CA), di Mario Cubeddu


 
Motivazione: La speciale tipologia dell’hospice viene reinterpretata integrando le due dimensioni dell’assistenza sanitaria e della residenzialità. L'edificio ha la qualità di un piccolo insediamento. Il volume unitario è scomposto in corpi stereometrici collegati da percorsi, spazi aperti e tetti verdi. La privacy delle stanze si accompagna ad una amplificazione del loro carattere domestico. Esse diventano piccoli alloggi che stabiliscono una relazione visiva diretta con gli spazi esterni e col cielo, caratterizzati da aperture e vetrate che consentono, oltre che un'accurata calibrazione della luce naturale, di integrare la natura con lo spazio interno.
La qualità del progetto attraversa tutte le scale, da quella del dettaglio di interni fino alla dimensione dell’inserimento nel paesaggio circostante. Una scelta legata ad una riflessione sull’esperienza degli ospiti e dei loro familiari ed amici, adeguata ad un tema di particolare difficoltà: l’ultima casa per chi è a fine vita. 
 
Umbra Noa, Villanovaforru (SU), di Roberto Virdis


 
Motivazione: Il progetto è un interessante esempio di architettura di qualità a piccola scala.
Affronta un tema tipicamente mediterraneo, quello dell’ombra che non rinuncia all’aria, costruendo un dispositivo climatico con economia di mezzi e attitudine sperimentale. Separate dalla dimensione domestica, ombra ed aria diventano un'occasione per la riqualificazione dello spazio pubblico. Rivisitando elementi arcaici in chiave contemporanea il progetto propone un disegno basato sull’alternarsi della presenza e dell’assenza della luce, che gioca con il colore della terra. Lavorando di concerto con la produzione artigianale con spirito innovativo, il progetto formula un'alternativa convincente alla tendenza dilagante alla normalizzazione dell'edilizia e dell'architettura. 
 
Sala del Paesaggio, Cabras (OR), di Dejana Fiamma


 
Motivazione: L'edificio si distingue per l'attenzione posta nella progettazione dell'involucro come sistema di mediazione tra la scala umana e il paesaggio. Questo è connotato da un pattern astratto riferito ad una iconografia arcaica, funzionale alla definizione del rapporto tra edificio e luogo, tra interno e esterno, sia di giorno, con la luce filtrata che penetra all’interno, che di notte con la luce artificiale che trasforma l’edificio in un grande e significativo segnale riconoscibile da lontano.
La fitta foratura determina una percezione mitigata della luce che, nel contesto lagunare della penisola del Sinis, viene riverberata dall’ampio specchio d’acqua che ne amplifica la presenza, determinando un dispositivo architettonico ad alta valenza emozionale connesso al paesaggio circostante.
 
PREMIO AI MIGLIORI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE (RESTAURO, RISTRUTTURAZIONE, RIGENERAZIONE)
  
MACLula | Museo diffuso di Arte Contemporanea, Lula (NU), di Luca Zecchin


 
Motivazione: Più che un edificio o un insieme di edifici, è il paese che viene posto al centro del progetto.
Un gruppo di edifici esistenti nel centro storico, di scarso valore intrinseco e in stato di abbandono, viene recuperato evitando la ricostruzione e il vernacolo, attraverso il dialogo tra l’intonaco bianco unificante delle murature – la tradizione - e l’innovazione che si insinua ed emerge con le strutture in ferro e resina che connotano gli spazi museali e orientano le viste sull’intorno e sul paesaggio. Facendo ricorso alla poetica del frammento ma mantenendo una coerenza complessiva attraverso scelte di linguaggio semplici e chiare, il progetto sottolinea il proprio carattere contemporaneo senza rinunciare al dialogo con la tradizione costruttiva locale. Un approccio convincente che evita la ricucitura mimetica con il contesto che spesso porta alla trasformazione di intere aree urbane in paesaggi folkloristici.
 
A MaCLula è stato attribuito anche il Premio Speciale WTW - Willis Tower Watson
Motivazione: Il progetto è stato selezionato da WTW (Willis Towers Watson) per come è stato concepito il recupero di alcune case abbandonate nel centro storico di Lula, trasformate in museo diffuso con una foresteria. L’idea alla base è quella di portare nelle piccole realtà e comunità decentrate un segnale di arte contemporanea. La commissione è rimasta particolarmente colpita dal contrasto tra la parte antica, che registra i segni del tempo e della vita con la sua memoria, e la parte contemporanea; questo ben si allinea con l’obiettivo dichiarato di voler assicurare un collegamento tra l’innovazione e la conservazione della tradizione costruttiva locale senza false ricostruzioni.
Molto apprezzato è, infine, il risultato finale dell'opera, un’architettura che si sviluppa nel tempo e nello spazio, interprete dei valori ricercati nel recupero.
 
Camuc | Casa Museo Cannas, Ulassai (NU), di laiBE e Paolo Depau


 
Motivazione: Un’attenta e raffinata operazione di ricucitura urbana che, partendo dalla lettura storica dell’edificio preesistente, lo depura dalle successive manipolazioni e aggiunte per restituirgli un ruolo nel tessuto urbano sia come testimonianza di architettura locale sia come polo capace di attivare un processo di rigenerazione rivolto a tutta la comunità. Il progetto recupera una casa tradizionale chiarendo le relazioni tra le parti componenti l’edificio, denso di storia e di significati, e tra l’edificio e l’insediamento.
L’intenzione di riportare l’edificio alla sua condizione originaria non impedisce ai progettisti di arricchirlo, con sensibilità e sapienza, con soluzioni contemporanee capaci di evocare le presenze storiche e artistiche che distinguono e caratterizzano il paese, capaci di ricongiungere il passato al presente e di porsi come manifestazione tangibile della memoria collettiva.
 
Restauro della Chiesa di San Giovanni a Thiesi, di cm architetti



Motivazione: Le operazioni di restauro e consolidamento di una piccola chiesa diventano occasione per un felice progetto di reinterpretazione e valorizzazione basato su un consapevole accostamento e confronto di materiali, forme e colori e su un'attenta analisi delle sue qualità spaziali. Il sapiente uso della luce, insieme alla riproposizione del deciso colore rosso bruno, esalta la sacralità degli spazi interni, mantenendo inalterata la percezione della stratificazione storica del monumento. Il risultato è una sottile amplificazione delle qualità già esistenti nell'edificio, improntato all’essenzialità degli elementi che lo compongono, ottenuta con un dispositivo architettonico sobrio ma efficace.
 
Ostello Bugerru, Buggerru (SU), di Sardarch


 
Motivazione: Il recupero di un edificio storico viene sviluppato nel rispetto delle sue caratteristiche originali ma senza che diventi un pretesto per enfatizzare i suoi caratteri tradizionali e i suoi stilemi. Questi vengono invece mitigati dall'uniformità del colore bianco steso su tutte le superfici e capace di mettere in evidenza le operazioni di pulizia spaziale effettuate. Ulteriori interventi cromatici connotano in modo contemporaneo alcuni tra gli spazi recuperati, costruendo, con grande economia di mezzi, un sistema di rimandi e gerarchie. Pur all'interno dei limiti imposti dal vincolo, l'intervento configura gli ambienti interni in maniera chiara e organica, attribuendo loro una spazialità contemporanea.
 
Osservatorio delle zone Umide di Marceddì, di Casciu Rango Architetti


 
Motivazione: Un calibrato “inserimento” all'interno di una torre costiera del Cinquecento, già precedentemente restaurata, sostanzia il passaggio dall'originale funzione di controllo militare del territorio ad una nuova funzione di osservazione e tutela. Una serie di allestimenti metallici, in parte installazione artistica, in parte supporti espositivi, in parte seduta, in parte catalizzatori di uno sguardo orientato e sapiente, sono capaci di dare un nuovo significato alla torre come spazio architettonico e come supporto per l’interpretazione e l’osservazione del paesaggio circostante.
 
Il PREMIO ALLA CARRIERA 2023 è stato assegnato a Giovanni Maciocco.
Motivazione: La giuria ha assegnato il Premio alla Carriera all’architetto Giovanni Maciocco, la cui opera, articolata in una traiettoria ormai lunga 40 anni, si contraddistingue per il costante intreccio tra una riflessione teorica originale e la pratica del progetto alle varie scale.
 
Tra le motivazioni della giuria spicca uno dei tratti salienti della sua produzione: la capacità di partire dalla realtà di un territorio peculiare e talvolta marginale come quello sardo per costruire una riflessione più generale sulle modalità e sulle pratiche del progetto contemporaneo, che assume valore paradigmatico anche per contesti differenti e non necessariamente analoghi.
 
Quasi tutti i progetti affrontano il tema della crisi ambientale senza trasformarlo in nostalgia regressiva e senza separarlo dalle grandi altre crisi che attraversano il nostro tempo, come quella sociale. Il rifiuto del formalismo e del determinismo tecnicistico, così come l'esigenza di non separare la dimensione ambientale da quella culturale, lo hanno portato a sviluppare l'ipotesi del "progetto ambientale", base di un modello didattico che ha portato alla costruzione della Scuola di Architettura di Alghero.

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