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Carlo Aymonino. I progetti e la vita dell'architetto in mostra a Milano
La Triennale Milano presenta 'Carlo Aymonino. Fedeltà al tradimento', in esposizione fino al 22 agosto
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© Triennale Milano © Triennale Milano
17/05/2021 - Triennale Milano presenta Carlo Aymonino. Fedeltà al tradimento, da una idea di Livia e Silvia Aymonino e a cura di Manuel Orazi, una grande mostra inaugurata il 14 maggio che ripercorre tutto il percorso progettuale di Aymonino, con la volontà di restituirne l’importanza e la complessità e di far emergere – attraverso materiali d’archivio, progetti, dipinti, testi, fotografie e interviste – non solo l’architetto ma anche l’uomo.

Carlo Aymonino (1926-2010) è stato uno dei protagonisti dell’architettura italiana, capace di attraversare con tratto originale le diverse fasi della seconda metà del Novecento. L’impegno politico, l’amore per il disegno e la pittura, la vita familiare si intrecciano in modo indissolubile con il suo lavoro di architetto. Roma è stata il luogo centrale per Aymonino ma i suoi progetti lo hanno portato in giro per tutta l’Italia. Si è confrontato con le periferie di diverse città, come testimoniano le sue opere nei quartieri Gallaratese a Milano e Spine Bianche a Matera, per citare gli esempi più celebri.

Afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano: “Uno degli obiettivi di Triennale è restituire attraverso le proprie mostre e iniziative la grandezza di figure complesse della cultura italiana del progetto, portando all’attenzione nuove chiavi interpretative, superando facili etichette e inquadramenti, a volte anche contribuendo a riscoperte e riletture critiche inedite. Uno sforzo di valorizzazione che ha guidato le grandi monografiche dedicate ai maestri dell’architettura e del design, quali Ettore Sottsass, Mario Bellini, Osvaldo Borsani, Achille Castiglioni, Giancarlo De Carlo, Enzo Mari e Vico Magistretti e che continua oggi con Carlo Aymonino. Questa mostra offre l’opportunità per rivisitare non solo il profilo professionale del progettista, ma anche l’intreccio di vite e passioni dell’uomo. Aymonino è stato in grado di proporre un originale discorso sulla città: la ha studiata, discretizzata, scomposta. Quello di Aymonino, nei suoi progetti e nei suoi testi, è un invito a spostare lo sguardo, da orizzontale a verticale, come ben esemplificato dagli edifici del complesso del Monte Amiata nel quartiere Galleratese di Milano del 1967-1972”.

Lorenza Baroncelli, Direttore artistico di Triennale Milano, dichiara: “Il mondo dell’architettura ha colpevolmente sottovalutato Aymonino. Studiare la sua figura è invece un’opportunità preziosa. In questa mostra proviamo a farlo come sarebbe piaciuto a lui. Non è una normale esposizione di architettura perché il suo talento e la sua fantasia non possono certamente essere imbrigliate in queste categorie. Con la mostra partiamo invece dalla libertà dell’uomo e dell’architetto. Una sfida, irriverente. Forse l’ultima”.

  Scheda evento:
Mostra:
14/05-22/08 TRIENNALE MILANO
Carlo Aymonino. Fedeltà al tradimento



© Triennale Milano - foto Gianluca Di Ioia


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© Triennale Milano


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Pagine da quaderno grande (Aymonino - Palazzo Giustizia Ferra)


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Commenti per questa notizia
Andrea Stramigioli
Niente di personale, ma in 15 anni è riuscito a realizzare tre delle opere più indecenti della mia città e credo che a Pesaro lo ricorderanno solo per gli scempi progettati. Il Centro Benelli, il Campus e la residenza in via Mazza hanno segnato in maniera indelebile alcune aree strategiche della città, senza un minimo di integrazione con il preesistente e con la presunzione di lasciare un segno del proprio passaggio progettuale.
Roberto Malini
Aymonino non aveva alcun rispetto della bellezza storica degli edifici. A Pesaro abbiamo alcune brutture architettoniche da lui realizzate, fra le quali il Centro direzionale Benelli. Aveva già progettato di distruggere alcuni quartieri antichi, con palazzi del XVI secolo, ma grazie al Cielo non c'erano più fondi.

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