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Firenze: salviamo lo Stadio Franchi di Pier Luigi Nervi
I grandi nomi dell'architettura e dell'ingegneria internazionale scrivono al Sindaco di Firenze
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Exterior of the Franchi Stadium with one of the helical staircases ©Marco Menghi Exterior of the Franchi Stadium with one of the helical staircases ©Marco Menghi

11/01/2021 - In una mobilitazione collettiva senza precedenti per la città di Firenze, numerosi tra i grandi nomi dell’architettura e della storiografia mondiale si rivolgono in un appello collettivo al Sindaco Nardella e all’amministrazione comunale per esortare «a considerare la lunga storia e tradizione dello Stadio Franchi, e ad ascoltare la comunità professionale e scientifica internazionale, per consentire alle generazioni future di ammirare questo capolavoro e essere ispirate dal genio ingegneristico e costruttivo di Nervi.»

Nella lettera, consegnata a metà dicembre, figurano tra i firmatari alcuni dei nomi più prestigiosi all’architettura mondiale, come Tadao Ando, Norman Foster, Richard Meier, Edouardo Souto de Moura e Alvaro Siza, Rafael Moneo, Steven Holl, Mario Cucinella, Alejandro Aravena oltre a Grafton Architects, vincitrici del Pritzker di quest’anno. Tra gli ingegneri troviamo Bill Baker, ingegnere strutturista artefice del Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo e altri grandi nomi dell’ingegneria mondiale come Guy Nordenson, John Ochsendorf e Philippe Block. Gli studiosi di architettura sono rappresentati da Kenneth Frampton, Joseph Abram, Jean-Louis Cohen e Antoine Picon, mentre per l’Italia firma la professoressa Claudia Conforti.

«Lo Stadio Municipale di Firenze è stato pubblicato in tutto il mondo all’epoca della sua costruzione; è stata la prima opera di Nervi a ottenere un riconoscimento internazionale e la sua pensilina a sbalzo, le scale elicoidali e i dettagli evocativi della sua struttura hanno ispirato ingegneri e architetti nell’Europa intera, in Nord America e nel resto del mondo», affermano i firmatari della lettera. Un capolavoro da restaurare e riportare nel presente,come provato dai «numerosi progetti di stadi che negli ultimi anni hanno rivitalizzato impianti storici, elaborando strutture moderne pur preservando l’opera originale e migliorando l'esperienza degli spettatori, combinando il nuovo con il preesistente».

Portatore del messaggio al Sindaco Nardella è Marco Nervi, nipote di Pier Luigi e Presidente della Pier Luigi Nervi Project Association. Nella mail che accompagna la lettera, Marco Nervi si augura che l’amministrazione comunale fiorentina “prenderà le sue decisioni sul destino dello stadio, vincolato dal Ministero dei Beni Culturali, nel pieno rispetto della nostra Costituzione, nella quale è statuito che la nostra Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.»

Salviamo lo Stadio Artemio Franchi di Firenze



Stadio Artemio Franchi, one of the helical staircases ©Marco Menghi


Stadio Artemio Franchi, lateral view of the Marathon Tower ©Ferdinando Barsotti, 1932


Stadio Artemio Franchi, Marathon Tower ©Ferdinando Barsotti, 1932


Stadio Artemio Franchi, one of the helical staircases ©Ferdinando Barsotti, 1932


Stadio Artemio Franchi, the grandstand and the bleachers ©Ferdinando Barsotti, 1932


The exterior of the Artemio Franchi Stadium with one of the helical staircases and the Marathon tower ©Ferdinando Barsotti, 1932


Stadio Artemio Franchi, view of the Marathon Tower from the interior of the Stadium©Marco Menghi


Stadio Artemio Franchi, detail of one of the curva structures ©Marco Menghi


Stadio Artemio Franchi, detail of one of the helical staircases©Marco Menghi


Exterior of the Franchi Stadium with one of the helical staircases ©Marco Menghi

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Commenti per questa notizia
Andrea Vaggi
Concordo pienamente con tutti coloro che vogliono conservare questo monumento, già troppe volte deteriorato da interventi assurdi ed esteticamente inguardabili. A mio modesto parere, tale impianto, se oggi non risponde più alle esigenze del calcio attuale, dovrebbe essere destinato ad altri sport ( atletica ), possibilmente con un intervento di restauro che rimetta a fuoco la bellezza originaria dell'opera, oggi messa in ombra da varie deturpazioni, vedi interventi per Italia 90. Oltre che da amante dell'opera del Nervi, mi permetto di parlare anche da fiorentino e tifoso della nostra squadra, in tale stadio la mia generazione ha visto giocare su questo campo nomi che ci hanno fatto sognare, De Sisti, Antognoni, Batistuta, Baggio, ed i nostri padri hanno esultato alle gesta di Hamrim, Julino, Montuori. Vogliamo cancellare anche la nostra Storia ? Assolutamente no !!! Proviamo a chiedere ad un tifoso granata cosa penserebbe di buttar giù il Filadelfia. Manteniamo in vita il nostro impianto, che è e rimane una delle più grandi opere ingegneristiche del secolo scorso.
domenico palezzato
siamo ancora immaturi per giudicare il valore di un opera troppo giovane. Come abbiamo visto in tanti secoli scorsi i contemporanei hanno distrutto cose che oggi cerchiamo di immaginare come fossero all'origine. Sono certo che se avremo anche solo una minima attenzione per la sua conservazione il progresso della cultura, della tecnologia e delle esigenze sociali, senza la paura di perdere un pezzetto di spazio da riutilizzare subito, ne avremo granse giovamento. E' banale ma incontestabile ricordare che se si fosse continuato a considerato il colosseo un magazzino di pietre da riutilizzare oggi.....
Piero Inghirami
Faccio mie le affermazioni di "Francesco architetto" riguardanti anche la situazione urbanistica del Campo di Marte, per il quale le varie amministrazioni che si sono succedute a Firenze non hanno mai studiato un piano organico e particolareggiato, ma vi hanno stipato, come capitava, impianti sportivi di varia natura. Quanto a quelli che difendono la prevalenza dell'utilizzazione funzionale a tutti i costi in nome dell'economia pratica (o spicciola) posso ricordare che molti manufatti architettonici che hanno fatto la storia non hanno hanno avuto dalla loro costruzione una funzione specifica: valga per tutti l'esempio della Tour Eiffel; o l'hanno mutata nel tempo: si vedano le stazioni trasformate in musei, o gli uffici (Uffizzi) divenuti anch'essi il Museo più prestigioso d'Italia!
Francesco architetto
Concordo pienamente con l'Arch. Inghirami, l'intervento dei Mondiali '90 è stata un'operazione scellerata, che ha voluto un abbassamento di ca 2 mt del terreno di gioco per fare tribunette inservibili. Si trovi oggi un modo nuovo e compatibile per utilizzare l'impianto del Franchi restaurato e si vada a costruire un nuovo stadio altrove. Il quartiere di Campo di Marte è già al collasso ciò malgrado si insiste ad introdurre ulteriori funzioni a maggiore impatto, ad esempio vedo veramente ridicolo che si pensi ad un nuovo stadio collegato alla citta' con Ponte al Pino - via degli Artisti.
Simona Kemenater Architetto
in accordo con i demolitori... propongo di far lo stesso con il Colosseo: si tratta parimenti di un teatro che da secoli non assolve più le sue funzioni!!!
bernardo re
Sal viamo il Franchi di P.L. Nervi
Raffaele Pertosa
Struttura completamente inadeguata alla odierna funzione che occupa una bella parte della città urbanizzata. Bruciare altro territorio per costruire uno stadio adeguato al calcio di Firenze per tenere in vita i resti di una struttura non più funzionale (in antitesi con la sua idea portante), quello sarebbe grave danno. L’ennesimo. Nessuno tra l’altro investirà soldi per manutenerlo ne’ pubblico ne’ privati! Peccato, altra occasione persa.
Lorenzo Norfini
Ripropongo alle anime belle che commentano sdegnate: cosa se ne fa di un'architettura enorme e divenuta inadeguata alla sua funzione? Come scrive Leonardo Dolfi non si stratta di un vaso o di un dipinto da mettere sotto vetro ma di tre ettari di superficie in mezzo a un quartiere con dentro un manufatto ormai obsoleto. Forza! Invece di firmare appelli portate proposte!
Antonio De Luca architetto
Costruzioni come questa fanno parte della storia, come il Duomo e il Battistero. Ci sarebbero tante altre cose da demolire, prima di questo!
Carlo Luigi Ostorero
Noi italiani siamo un popolo dalla curiosa antropologia. Straordinariamente creativi, individualisti, sostanzialmente anarcoidi. Cerchiamo e magari idolatriamo una guida per poi criticarla in coro e goderne la rovina. Riconosciamo il talento altrui, del fuoriclasse, ma facciamo di tutto per offuscarlo, denigrarlo o addirittura calunniarlo. Firenze è una meravigliosa metafora dell’Italia; nessuna città al mondo è stata talent scout di così concentrata e pura produzione di bellezza eppure, molti dei suoi migliori protagonisti, ne hanno pagato amaramente il “fio”. Dante ha dovuto scappare in esilio per la sua intransigente voglia di denuncia, Michelangelo non l’ha passata meglio e Savonarola è finito arrosto. Altri, eclatanti casi, si contano a bizzeffe. Lo stadio Franchi è un capolavoro al pari del David o del cupolone di Brunelleschi . Il Franchi andrebbe tutelato, coccolato, valorizzato e mantenuto ovunque, non solo a Firenze. Il Franchi è vertice estetico in quanto sintesi di calcolo della sua espressione strutturale e materica. Quando Nervi concepì il Franchi, in Italia e nel mondo, l’architettura in conglomerato cementizio armato, balbettava ancora incerte e ridondanti forme generate da mediocri progettisti. Nervi col Franchi è architetto delle cattedrali (del pubblico spettacolo), ingegnere dell’applicazione di forma e funzione e poeta della materia. Il Franchi è scultura e architettura e Firenze, (una parte di essa) non capisce di essere la sola, fortunata, depositaria di tanto, eccezionale bene, del XX Secolo.
Arch. Piero Inghirami
Sono pienamente d'accordo con l'iniziativa per preservare lo Stadio opera di Pier Luigi Nervi da ulteriori devastazioni. Posso aggiungere infatti che già i lavori eseguiti per i mondiali di calcio del 1990 hanno deturpato notevolmente l'estetica generale dello Stadio. Anche allora che poteva essere realizzato un nuovo Stadio in periferia si scelse sconsideratamente di intervenire sull'esistente.
baroemilio
La bestialità informa i renzichenecchi. Siano banditi i rottamatori, e fatti fuori dal potere, ovunque esso sia.
Leonardo Dolfi
Il tema della conservazione è da sempre terreno di scontro ideologico. Il Franchi oggi è un monumento cadente, inadeguato e costoso. La conservazione è legata all'uso: non è un vaso etrusco da mettere dentro una teca. Se non si affronta senza preconcetti questo tema in Italia il dibattito architettonico è una mera esercitazione accademica...e nel frattempo le strutture crollano o ci costano somme enormi che potrebbero essere usate meglio e altrove. L'esegesi del rapporto tra Franchi e contesto sinceramente, se si conosce il luogo mi paiono strumentali. Non credo che Nervi abbia "letto" il contesto quando progettava il Franchi o altre opere belle e nobili. Perciò attiviamo i cervelli e pensiamo a fare quadrare conti, uso e tutela...altrimenti consegneremo ai nostri figli macerie e debiti.
Lorenzo Norfini
Nel rispetto e nell’ammirazione per un monumento simile urge tuttavia una seria riflessione. Un oggetto architettonico con uno scopo funzionale univoco che ha perso, nei decenni, l’efficacia della sua funzione, come lo si tutela? Troppo semplice fare appelli perché tutto testi così. Le architetture sono contenitori di uomini e donne, svolgono funzioni, insomma: sono cose che devono vivere. Una firma sotto un appello vista molto poco. Idee serie per consentire che lo stadio di Nervi continui a vivere (svolgendo la sua funzione originale o altra funzione) costano molto di più. Esorto tutti i firmatari a dare un contributo serio e fattivo. Altrimenti sono buffonate di una classe intellettuale caviar chic di cui si può fare serenamente a meno.
Renzo Manetti
Brava Maria Di Benedetto! Preservare non significa mummificare, ma adeguare con interventi compatibili con i valori. L'incredibile emendamento che è diventato legge consente di smontare un monumento e di spostarne le parti altrove, anche cambiando la forma! E questa sarebbe tutela? Questa è idiozia, degna dei vandali.
Franco Desideri
Io ho solo compassione per questi esegeti del cemento. Tutti bravi ad evocare le vestigia del passato ma assolutamente ciechi nel pensare ad un futuro migliore per Firenze. Se fosse per loro a Firenze non avremmo nemmeno il Duomo perché la vecchia chiesa di Santa Reparata andava conservata. O forse avrebbero rifatto il Morandi uguale. Stupisce che tanti ‘cervelloni ‘ dimentichino che così facendo si ritroveranno solo un mucchio di macerie. Sciagurati
Maria Di Benedetto architetto
questo è quanto scrissi al Ministro Franceschini il 21 novembre: Dell'Ingegnere Pierluigi Nervi, definito da Bruno Zevi, "Maestro della lirica strutturale: un pendulo tra matematica e poesia" , e da Giovanni Klaus Koening "grande ingegnere , inventore di nuove strutture" abbiamo già perduto, per gli eventi bellici, le bellissime aviorimesse di Orbetello dobbiamo perciò, e a maggior ragione, preservare ad ogni costo lo Stadio di Firenze. Aggiungo però un'altra considerazione: se ciò avvenisse questo costituirebbe un precedente gravissimo, starebbe a significare che un Vincolo ha una valenza del tutto relativa. Solo per fare un esempio estremo ed ipotetico, potrebbe voler dire che un giorno se per le diverse condizioni tecnologiche del traffico il Battistero risultasse incongruo e ostacolante lo si potrebbe smontare e rimontare all'Osmannoro? Pensiamoci quindi, ciò che oggi può apparire come un sassolino domani potrebbe essere una valanga.

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Stadio Artemio Franchi, one of the helical staircases ©Marco Menghi
Stadio Artemio Franchi, lateral view of the Marathon Tower ©Ferdinando Barsotti, 1932
Stadio Artemio Franchi, Marathon Tower ©Ferdinando Barsotti, 1932
Stadio Artemio Franchi, one of the helical staircases ©Ferdinando Barsotti, 1932
Stadio Artemio Franchi, the grandstand and the bleachers ©Ferdinando Barsotti, 1932
The exterior of the Artemio Franchi Stadium with one of the helical staircases and the Marathon tower ©Ferdinando Barsotti, 1932
Stadio Artemio Franchi, view of the Marathon Tower from the interior of the Stadium©Marco Menghi
Stadio Artemio Franchi, detail of one of the curva structures ©Marco Menghi
Stadio Artemio Franchi, detail of one of the helical staircases©Marco Menghi
Exterior of the Franchi Stadium with one of the helical staircases ©Marco Menghi
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