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Le Case del Prato di Michele De Lucchi: in sinergia con natura, storia e luogo
Il legno di schianto di Vaia trasformato in un’installazione di arte e architettura
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23/07/2020 - Le Case del Prato, ideate e progettate da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, sono due piccole architetture in legno che aggiungono sei nuove stanze all’Hotel Zirmerhof di Redagno di Sopra, nel Südtirol. Sono espressione dell’approccio olistico ad arte, architettura e design, caratteristico di AMDL CIRCLE.

I due edifici sono realizzati con il legno di Vaia, la tempesta che ha abbattuto 8,7 milioni di metri cubi di alberi, colpendo anche boschi nei dintorni dello Zirmerhof. Il progetto ha trasformato questo legno di schianto in un’installazione di arte e architettura.



Nelle Case del Prato spazi e oggetti - disegnati interamente da AMDL CIRCLE - si contemplano e si completano a vicenda. Le Case del Prato sono pensate come volumi scultorei. Si adagiano lungo il prato in declivio, davanti al grande maso storico. Tutt’intorno tranquillità e bellezza. In questo contesto le due Case si inseriscono come sculture nella sequenza visiva formata dal prato, dalla Val d’Adige e dalle Dolomiti e sostituiscono il vecchio parcheggio, presenza impattante per gli ospiti dell’hotel, che è stato spostato in un angolo nascosto.



Così, al posto di macchine e cemento, i due volumi creano una ideale piazzetta di accoglienza allo Zirmerhof, in dialogo con la storicità del maso e la naturalità del prato e dei boschi. Ogni dettaglio del progetto è stato studiato per essere in sinergia con la natura, la storia e la sensibilità dello Zirmerhof. In primo luogo, la scelta di costruire le Case con gli alberi schiantati dalla tempesta Vaia. Il legno degli abeti recuperati è stato utilizzato per travi e pareti portanti; mentre con il recupero dei larici sono stati realizzati casseforme, rivestimenti, pavimenti e pareti interne. Il legno è il grande protagonista del progetto, scelto per la sua proprietà di modificarsi continuamente e rimanere in sintonia con i ritmi della natura anche dopo essere stato abbattuto, tagliato, lavorato, ricomposto.



A livello formale, le linee tondeggianti dei tetti ricalcano i profili dei fienili della tradizione contadina. Il rivestimento dei tetti con scandole di larice riprende una tecnica di costruzione antica, ancora utilizzata nella zona delle Dolomiti, che permette di rivestire superfici arrotondate. Accomunate dalle stesse linee morbide, le due case hanno pianta differente. La prima è circolare e ospita due suite disposte su due livelli. La seconda è lineare e ospita quattro appartamenti disposti su due livelli e uno spazio di convivialità centrale a tutta altezza.



Entrambe le architetture sono caratterizzate dalle terrazze panoramiche al piano superiore e dalle arcate del porticato continuo a piano terra. Il disegno a riquadri dei serramenti si ispira alle finestre classiche delle case di montagna. Fuori c’è il paesaggio, dentro c’è l’atmosfera.

L’ambiente è pensato come una scenografia, realizzata grazie a Produzione Privata, l’impresa creata da Michele De Lucchi per realizzare oggetti di design sperimentali e sostenere l’artigianato, che consente al Circle di creare installazioni che fanno crescere gli oggetti e gli interni insieme all’architettura.



È proprio il disegno puntuale di ogni elemento che determina il carattere di modernità formale dell’ambiente, mentre l’alta qualità di realizzazione si fonda sulla sapiente concretezza dell’artigianato. Come molti dei mobili antichi dentro il maso, sono stati realizzati in legno di noce e caratterizzati dall’elemento a bacchetta tipico degli arredi locali. Nulla deve arrecare disturbo, in uno spazio dove rigenerarsi lontano dalla frenesia della città.



Dalla trama del soffitto a capriate creato in continuità con le pareti e il pavimento, fino alla scelta delle finiture e alla definizione degli arredi, tutto è stato disegnato per creare un ambiente confortevole dove rilassarsi. L’atmosfera calda e accogliente è realizzata grazie alle cromie e alla matericità del legno e dei tessuti. La tecnologia necessaria è invisibile e integrata. Le finestre sono concepite come ampie vetrine che incorniciano il paesaggio e spingono lo sguardo e la mente a uscire per rinvigorirsi ammirando la natura. Le Case nel Prato sono un’installazione d’autore fatta di oggetti piccoli e grandi.





Quando è emersa la volontà di costruire Le Case del Prato con il legno abbattuto da Vaia, l’idea mi è sembrata molto adatta per esprimere la sensibilità ambientale del nostro tempo. Attraverso l’arte e l’architettura possiamo rielaborare e amplificare il messaggio di Vaia e di tutti gli altri fenomeni prodotti dal riscaldamento globale, che ci mostrano come la natura stia reagendo ad azioni umane che di naturale hanno ben poco”.
(Michele De Lucchi, giugno 2020)

Tutte le foto © Max Rommel - courtesy of AMDL CIRCLE | Michele De Lucchi


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Marco Risoletti-Gruppometal
L’idea e l’utilizzo dei materiali nella sua semplicità’ rappresenta un’entusiasmante novita’ ed insegnamento.Ridurre sprechi ed utilizzare quanto offre il territorio pure integrandolo con nuove tecnologie oltre ad essere un bel l’esempio di architettura rappresenta un grande insegnamento da tenere presente per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni.

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