InTESSERE di Garofoli, Salierno e Vurchio
20/09/2013 - E' stata annunciata la shortlist dei giovani progettisti under 30 che hanno partecipato al premio Federico Maggia 2013. Il bando di progetto era incentrato quest’anno sul riuso del patrimonio industriale dismesso, in particolare gli spazi all'interno del Lanificio Maurizio Sella a Biella.
I dieci progetti selezionati, che hanno avuto accesso alla seconda fase, sono stati realizzati ed allestiti negli spazi del Lanificio in occasione di una mostra dedicata al concorso. L'esposizione, inaugurata lo scorso 14 settembre è stata curata da Francesca Chiorino e Francesco Carpano.
I lavori completati saranno valutati da una giuria composta da Francesco Dal Co, Luisa Bocchietto, Paolo Piana, Michelangelo Pistoletto e Cino Zucchi, che decreterà il vincitore, a cui sarà destinato il premio finale di 15.000 €. Il vincitore verrà proclamato il 28 settembre.
making solo di StudioErrante Architetture è un forno realizzato con formelle bruciate di terracotta ricostruito in loco che richiama il concetto di laboratorio primordiale e una nuova attitudine del fare.
Weekend In A Morning con la collaborazione dello chef Marco Cervetti ridà vita allo spazio industriale tramite le tracce cristallizzate di un simbolico banchetto.
InTESSERE di Garofoli, Salierno e Vurchio torna sulla funzione originaria dell’edificio che oggi ha reciso il filo che lo legava alla città, proponendo un grande telaio fuori scala in cui forme, colori e suoni antichi riecheggiano.
Impressioni di Enrico Pistocchi e Davide Raffaelli ragiona sulla rigenerazione delle aree industriali dismesse e sulla loro percezione che propone un modello di moderna bottega-laboratorio al cui interno una camera oscura restituisce frammenti del paesaggio industriale circostante.
Doratura di Miccichè e Tria attraverso il rivestimento delle pareti con una sottile lamina metallica decontestualizza lo spazio, per restituirlo al visitatore arricchito di nuovi significati.
Colombario domestico di Benedetti richiama i temi del catalogo e della memoria tramite l’installazione di un modulo/sezione di un possibile edificio senza finestre che diventa scena di teatro.
be water di Paolo Didonè reinterpreta le aree dismesse attraverso una vasca d’acqua punteggiata da steli luminosi che simboleggiano nuove prospettive di cambiamento.
Habitat di Orizzontale urban (re)act invita a pensare alle strutture industriali abbandonate come dei grandi ospiti capaci di accogliere molti organismi architettonici più piccoli, dinamiche start-up produttive.
In vena di Ècru architetti innesta un elemento architettonico estraneo, avulso dal contesto, che ridona vita all’edificio privato della sua funzione originaria.
ànemos di Satti si fonda sulla condivisione come elemento indispensabile per la rigenerazione: un tubo che collega ciò che era della fabbrica con la città permette di percepire il rumore della produzione ed è allo stesso tempo veicolo di dialogo con il visitatore.
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