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16/10/2009 - Nel settembre 2008 l’architetto paraguaiano Solano Benitez vinceva la prima edizione del BSI Swiss Architectural Award 2008 coi progetti realizzati nel paese natale quali "Tomba a Priribebuy” (2000-2001), “Sede Unilever” a Villa Elisa (2000-2001) e "Casa Abu&Font" ad Asuncion (2005-2006).
Promosso da BSI Architectural Foundation, il Premio internazionale di architettura, a cadenza biennale, è assegnato ad architetti sotto i cinquant’anni, di ogni nazionalità, “che abbiano offerto un contributo rilevante alla cultura architettonica contemporanea, dimostrando una particolare sensibilità al contesto paesaggistico e ambientale” e corrisponde a un importo di 100 mila franchi svizzeri.
L'Università Roma Tre ospita oggi e fino al prossimo 14 novembre la mostra internazionale di Architettura “Bsi Swiss Architectural Award 2008”, dedicata ai lavori di Benintez, figura emergente nell’architettura sudamericana, e degli altri 29 candidati al premio, selezonati da un comitato di consulenti internazionali che tra i suoi membri vedeva Gonçalo Byrne (Lisbona), Kengo Kuma (Tokyo) e Paulo Mendes da Rocha (San Paolo).
La giuria, presieduta da Mario Botta e composta dagli architetti Emilio Ambasz (New York), Valentin Bearti (Coira), Direttore dell’Accademia di architettura di Mendrisio, Zhi Wenjun (Shanghai) e Davide Croff premiava Solano Benitez sottolineando “la singolare forza espressiva e la capacità di coniugare una lucida rilettura della tradizione del Movimento Moderno ad un’attenzione sensibile al contesto in cui sorgono” dei suoi lavori.
“La ricerca architettonica di Solano Benitez, elaborata in un contesto politicoeconomico problematico, con oggettive difficoltà operative, lontano dai processi produttivi dettati dalla globalizzazione, è apparsa di qualità sorprendente. Solano Benitez usa, nella maggior parte dei casi, materiali semplici reperibili localmente, che gli consentono di raggiungere forme espressive di grande impatto e dall’intensa carica poetica; la povertà dei mezzi utilizzati risulta inversamente proporzionale alle emozioni che l’architettura riesce a trasmettere. I valori ambientali propri di quel contesto latinoamericano si rafforzano nella loro identità attraverso architetture con inediti linguaggi, nuove tipologie e inaspettate qualità abitative”, commentava Mario Botta in occasione della proclamazione ufficiale del vincitore del premio.
Come già accennato, la mostra, curata da Nicola Navone, ospita altresì i progetti presentati da ciascuno dei concorrenti in gara.
Francisco e Manuel Aires Mateus (Lisbona) con il Centro culturale di Sines; Francisco Mangado (Pamplona) con il padiglione spagnolo dell’Expo Zaragoza 2008; Mansilla & Tuñon (Madrid) con il MUSAC - Museo de arte contemporáneo de Castilla y León a Leon (Spagna); Beniamino Servino (Caserta) con l’Ampliamento e rimodellamento di una casa bifamiliare in località Pozzovetere (CE); Antonio Jimenez Torrecillas, Granada, con la Torre del Homenaje a Huéscar (Spagna).
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