21/05/2009 – Sessanta scatti fotografici per raccontare l’architettura a Berlino: questo il proposito della mostra di Giovanni Chiaramonte “In Berlin”, allestita presso La Triennale di Milano.
Immagini di medio e grande formato raccontano le trasformazioni che hanno via via modificato il volto della capitale tedesca. Ed ecco apparire gli edifici d’età imperiale, con i busti degli imperatori romani di Charlottenburg, le colonne in stile classico di Glienicke e i castelli di Potsdam, ad incarnare il sogno prussiano di una Berlino come “nuova Atene”, unica depositaria della cultura e delle tradizioni d’occidentale. Si prosegue con i desolanti vuoti urbani della Anhalter Banhnhof e di Potsdamer Platz, impressionante eredità dalla Seconda guerra mondiale, per poi giungere all’architettura della ricostruzione post 1989.
“Nel passaggio dall’immagine quadrata alla veduta panoramica sul doppio quadrato, Chiaramonte celebra l’edificazione della Berlino contemporanea come capitale della Germania riunita e come centro propulsore dell’identità europea. Da osservatore, Chiaramonte attraverso la fotografia vuole rivelare la vera e più profonda natura della città . Il fotografo dedica un’attenzione totale ai fatti, svelando così aspetti nascosti e tratti latenti della città e della sua storia, puntando a sollecitare la curiosità dell’osservatore”, spiegano gli organizzatori della mostra.
Gli scatti presentati sono stati realizzati a partire dal dicembre 1983, quando Chiaramonte, inviato della rivista Lotus International, immortala le architetture di Alvaro Siza e l’insediamento di Oswald M. Ungers a Lützow Platz. La capitale tedesca è protagonista anche delle immagini realizzate per altri committenti pubblici e privati, tra cui l’I.B.A. (Internationale Bauausstellung) e la Triennale di Milano.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al prossimo 14 giugno.
Biografia
Nato nel 1948 a Varese da genitori di Gela, Giovanni Chiaramonte inizia la sua attività artistica alla fine degli anni sessanta. Si dedica alla relazione tra luogo e identità dell'uomo, e al destino dell’Occidente, con i volumi: Giardini e paesaggi ,1983, Terra del ritorno, 1989, Penisola delle figure, 1993, Westwards, 1996, Ai confini del mare, 1999, Milano. Cerchi della città di mezzo, 2000, Pellegrinaggi occidentali, 2000, Frammenti dalla Rocca-Cefalù, 2002, Dolce è la luce, 2003, Abitare il mondo: EuropE, 2004, Berlin. Figure, 2004, Attraverso la pianura, 2005, Senza foce, 2005, Come un enigma_Venezia, 2006, Nascosto in prospettiva, 2007.
Queste opere sono state accompagnate dai testi dei poeti e scrittori Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Luca Doninelli, Umberto Fiori, Roberto Mussapi, Giovanni Raboni, Davide Rondoni e dai testi critici di Gianni Canova, Michele Cometa, Enrico Gusella, Elena Pontiggia, Arturo Carlo Quintavalle, Roberta Valtorta, Francesco Zanot.
Nel 1983 viene chiamato dall’arch. Pierluigi Nicolin a collaborare alla rivista “Lotus International” e nell’anno successivo, su incarico dell’arch. Josef Kleihues, fotografa la nuova Berlino edificata dall’IBA. Le immagini berlinesi vengono esposte nelle più importanti gallerie europee e americane, tra cui il Deutsches Architekturmuseum di Frankfurt, il Museo di Arte Contemporanea di Caracas, la Triennale di Milano, la Biennale di Venezia.
La fotografia di architettura di Giovanni Chiaramonte attraversa consapevolmente la parabola del Moderno, analizzando le opere di K.F. Schinkel, A. Antonelli, M. Piacentini, G. Muzio, G. Ponti, M. Van der Rohe, D. Pikionis, S. Lewerentz, P. Portoghesi, J. Nouvel, O. Niemeyer, J. Stirling, A. Siza, F.O. Gehry. Per le sue fotografie di architettura hanno scritto Ph. Johnson, O.M. Ungers, K. Forster, M. Zardini.
Il 25 ottobre 2005 gli viene conferita la laurea Honoris Causa in Architettura dall’Università degli Studi di Palermo, per la ventennale collaborazione sul tema della città e dell’abitare con le riviste e le istituzioni nazionali e internazionali. Nel 2006 gli viene assegnato il Primo Premio Friuli-Venezia Giulia per la Fotografia e nel 2007 l’Oscar della Fotografia di Benevento.
Giovanni Chiaramonte ha fondato e diretto collane di fotografia per Jaca Book, Federico Motta Editore, Società Editrice Internazionale ed Edizioni della Meridiana, Ultreya-Itaca, accompagnando il suo lavoro artistico con una riflessione storica e teoretica dedicata agli autori a lui più vicini, tra cui Paul Strand, Minor White, Eugene Smith, Robert Frank, Paolo Monti, Mario Carrieri, Andrej Tarkovskij, Joel Meyerowitz, Wim Wenders, Robert Adams.
Dal 1984 al 1998 ha insegnato Storia della Fotografia e Storia della Visione Ottica rispettivamente alla Civica Scuola di Fotografia e alla Civica Scuola di Cinema di Milano.
Nel 1998 ha tenuto il Corso Fotografare la Città alla Facoltà di Architettura di Darmstadt. Dal 2000 al 2003 ha insegnato Drammaturgia dell’Immagine alla Facoltà Teologica di Sicilia, e dal 2004 al Master di Fotografia presso Forma a Milano. Dopo le Università di Palermo e di Parma, attualmente è docente di Storia e Teoria della Fotografia allo IULM di Milano.
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