26/02/2009 – Sarà la cordata composta dagli studi di architettura norvegesi MAPT (Copenaghen) e Alliance Arkitekter (Oslo) a progettare il nuovo spazio ristoro del porto di Aker Brygge a Oslo. Il duo ha infatti meritato il titolo di vincitore nell’apposita competizione lanciata nel 2008 dall’autorità portuale locale.
Suggestivamente intitolato Bølgen (“Onda”), il progetto immagina una struttura multifunzionale ed altamente flessibile, collocata all’interno del tessuto urbano. La forma semplice e morbida conferisce all’edificio, pensato per apparire come un “elemento naturale” all'interno del conteso esistente, un’identità chiara e definita.
Gli interni del volume sono progettati alla maniera di un grande open space, suddivisibile in aree più piccole in occasione di concerti, conferenze ed eventi culturali di vario genere. La copertura dell'edificio, sostenuta da sette tronchi in legno (da ciascuno dei quali si dipartono quattro grandi bracci), appare alla maniera di un enorme ombrello aperto a protezione dello spazio sottostante, dove tutto si muove fluidamente.
Su tutto il perimetro della struttura sono collocate facciate in vetro trasparente, il che consente una pressoché totale aderenza del volume alla vita del porto, con i suoi ritmi e le sue attività . Al contempo, la collocazione dell’ingresso principale sul fronte cittadino del molo crea connessioni tra la città e la nuova costruzione. Per finire, il tetto della struttura, aperto al pubblico alla maniera di un grande solarium, rafforza ulteriormente le relazioni tra il corpo, il fiordo ed il contesto urbano.
A costituire parte fondamentale della proposta, l’approccio altamente sostenibile. “Il legno, elemento eco-friendly per eccellenza, è stata la nostra prima scelta. Eravamo alla ricerca di fusione tra la lunga tradizione norvegese delle costruzioni in legno e le nuove tecnologie sostenibili”, spiegano i progettisti.
Con questo proposito, pavimenti e muri della struttura (queste ultimi isolati da uno strato di cellulosa riciclata) vengono dotati di un sistema radiante per il raffreddamento ed il riscaldamento degli interni. Le aperture sulle facciate in vetro e sul tetto favoriscono la ventilazione naturale dell’edificio e la trasparenza del vetro fa si che la luce solare penetri fino al cuore dell'edificio.
“Con queste tecnologie il consumo di energia dell’edificio può essere ridotto del 70 - 80% rispetto ai convenzionali sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell'aria”, spiegano i progettisti del team vincitore.
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