05/01/2009 – Non conosce confini disciplinari il lavoro di Ron Arad, celebre architetto – designer di origini israeliane a cui, in questi giorni, il Centro Pompidou di Parigi dedica un’ampia retrospettiva.
Nato a Tel Aviv e diplomatosi presso la Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme, Arad si trasferisce a Londra nel 1973 per continuare i propri studi presso la Architectural Association. Tra i suoi maestri Peter Cook e Bernard Tschumi. Con le sue opere di design originali e innovative conquista nei primi anni Ottanta il mercato britannico e poi quello internazionale. I suoi pezzi sono oggi presenti presso numerosi centri internazionali quali il Centre Pompidou e il Musée des Arts Décoratifs a Parigi, il Design Museum di Norimberga, il Victoria & Albert Museum a Londra, il Museum of Modern Art ed il Metropolitan Museum of Art di New York.
L’esposizione ospita una gran copia di prototipi, pezzi unici, oggetti d’uso quotidiano per il mercato di massa, modelli e progetti architettonici firmati dall’instancabile designer. Innovazione tecnologica, ricerca formale, approccio ingegneristico ai materiali e uso di strumenti ad alta precisione: tutte caratteristiche distintive del suo lavoro fin dagli esordi. Solo per fare qualche esempio, si potrebbe partire dall’Aerial Lamp (1981), lampada ricavata dall’antenna radiofonica di una vecchia automobile, o dalla “Rover Chair”, poltrona ottenuta “riciclando” il sedile di una Rover (1981), per arrivare alle poltrone-scultura “Oh Voïd”, in fibra di carbonio o silicone (2002), alla “Perfect Vase” (2001), coppa prodotta con la tecnica della stereolitografia, e a “Lolita”, lampada in grado di ricevere e proiettare messaggi di testo trasmessi da un dispositivo di telefonia mobile.
Ma il design e la tecnologia d’avanguardia dei pezzi unici trova applicazione anche negli oggetti per il mercato di massa, disegnati su commissione di brand come Alessi, Cappellini, Guzzini, Driade, Kartell, Magis, Moroso o Vitra.
Che dire dell’architettura di Arad? La zona iniziale dell’esposizione ospita una copia identica del foyer e della scalinata dell’Opera House di Tel Aviv (1994), sulle pareti è proiettato un video dedicato al progetto ed ai cantieri dell’Holon Design Museum (Israele), attualmente in fase di costruzione, mentre degli schermi al plasma mostrano 24 lavori selezionati. Tra questi, lo Y’s Store per lo stilista Yohji Yamamoto in quel di Tokyo, l’Hotel Duomo a Rimini, e l’ Hotel Puerta America a Madrid.
La mostra chiuderà i battenti il prossimo 16 marzo per far tappa, nell’estate del 2009 presso il MoMA di New York.
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