21/11/2008 – Prenderà il via domani, a partire dalle ore 20,30, presso la galleria GAM - Le Ciminiere di Catania, la mostra “ Domus Contemporanea”.
L’esposizione, a cura di Stefano Casciani e Claudio Montaudo, è dedicata alle “mutazioni dello spazio domestico”, e alla necessità di promuovere e diffondere nella cultura contemporanea un progressivo e crescente interesse verso il concetto di “abitare di qualità”. Con questo intento, sono stati invitati a partecipare alla mostra progettisti di fama internazionale quali Fuksas, Lissoni, Grafton, Gambardella, Labics e Dominic Stevens.
“A prima vista, questa inconsueta riunione di talenti potrebbe sembrare solo il capriccio di un curatore che li stima tutti egualmente – commenta Stefano Casciani. Eppure, a guardar meglio tra le righe della loro storia, o di come è brevissimamente raccontata in questa mostra, con alcuni loro progetti, un occhio non necessariamente esperto ma almeno allenato a capire le cose della vita riconoscerà in questa successione di intenzioni, idee, realizzazioni uno spaccato della nostra società capitalistica evoluta – o almeno di come in essa certi architetti sono obbligati a lavorare, in cambio della capacità di esprimersi e dare espressione a quello che la società stessa non sa di avere dentro di sé ”.
Malgrado la copiosità e la bellezza delle residenze aristocratiche e dei caseggiati rurali che per secoli hanno contribuito, con la loro presenza, alla creazione di un “paesaggio all’italiana” coerente e piacevole - constata Claudio Montando - “non esiste ancora una cultura contemporanea diffusa che abbia ben ereditato la ricchezza di questa tradizione. Anzi siamo stati tutti travolti, anche chi da perfetto cieco non se ne accorge, da una gigantesca massa edilizia di bassa qualità, incredibilmente superiore a quella interamente costruita nei millenni precedenti. Prima i bisogni rapinosi di alcune generazioni inurbate dalle campagne, poi le mode ignoranti della villeggiatura e del turismo hanno divorato il territorio così frettolosamente da dimenticarsi di esprimere una vera cultura. In Sicilia, se è possibile, è accaduto di peggio. Quando si tratta di farsi invadere noi siciliani siamo stati sempre bravissimi, e per questa ragione l’invasione di bruttissime case ha generato terribili ferite più che in altri posti, in modo più visibile in una terra nata per essere un luogo di sacra bellezza”.
Ecco allora la “necessità di tornare ad imparare ad abitare”, in risposta alla quale vengono illustrati i validi esempi costituiti dal Peres Peace Center a Jaffa ( Israele), progettato da Massimiliano Fuksas, ed immaginato, per dirla con le parole dell’architetto, come “una stratificazione, una costruzione che rappresenti il Tempo e la Pazienza. Stratificazione di “materia” alternata dei luoghi che più hanno sofferto. Il cemento composto con differenti sabbie ed inerti, alternate e sovrapposte”.
O la Beach Villa di Dellis Cay, ideata da Piero Lissoni, dove la trasparenza, l’ampiezza e la luminosità dei volumi, sposata all’impiego di materiali naturali, costituisce una sintomatica traduzione della volontà di integrare quanto più possibile la struttura al paesaggio circostante.
Materiale fotografico, video, schizzi, disegni e rendering per raccontare ciascun progetto dalla fase ideativa a quella realizzativa.
La mostra sarà visitabile fino al 15 dicembre 2008 ed è promossa dall’Assessorato Regionale BB.CC.AA e P.I., con il supporto della Provincia Regionale di Catania e il Patrocinio dell’Ordine degli Architetti di Catania.
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