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27/11/2008 - La GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, ospita in questi giorni “Enzo Mari”, corposa mostra antologica dedicata ad uno dei più noti “artisti designer” italiani a partire dal secondo dopoguerra.
I lavori di Mari, che nel corso della sua lunga carriera ha meritato il titolo di “coscienza critica del design”, dimostrano quanto imprevedibili e sfaccettati siano stati i percorsi affrontati dalla creatività dell’instancabile maestro, al punto da far risultare inadeguato ogni tentativo di categorizzazione delle sue opere.
A curare allestimento e catalogo della mostra, lo studio di Enzo Mari. L’esposizione ospita, presentandoli secondo un criterio cronologico, 250 pezzi tra opere artistiche e oggetti di design industriale. All’interno di questo nutrito corpus, i lavori disegnati “su richiesta implicita”, cioè nati da un’intuizione, una curiosità o un’“esigenza interiore” dello stesso Mari, e quelli ideati “su richiesta esplicita” di committenti quali aziende, imprese di produzione o enti.
Dalla mostra emerge “l’urgenza sperimentale” di Mari, spesso in rotta di collisione con gli schemi tradizionali del disegno industriale, sistematicamente coinvolto nella ricerca di nuovi usi e forme del prodotto. Dalla “curiosità intelligente” del maestro sono nati i pezzi disegnati per Danese, azienda italiana per la quale Mari non solo progetta una gran quantità di oggetti, dai calendari agli appendiabiti, dalle porcellane ai vetri, dalle sedie ai tavoli, ma lavora alla creazione di una immagine coordinata a 360 gradi.
Non si può fare a meno, visitando l’esposizione, di constatare la profondità e l’acutezza dimostrate da Mari nell’approccio al mercato e alla produzione, per molti versi anticipatore di tendenze in voga nei decenni successivi, prime fra tutte la riscoperta di fattori come l'artigianato nel design industriale.
Nella giornata dell’11 dicembre, presso la Sala Conferenze GAM di Torino, Enzo Mari terrà la conferenza "Che fare del design?". Ironicamente (ma non troppo) sottotitolato “Qualche Riflessione utile oggi agli imprenditori, ai designers, alla gente tutta”, l’incontro è aperto a quanti vogliano conoscere da vicino una delle menti più creative nella storia del design industriale internazionale.
Esponente di punta dell'arte programmata e cinetica negli anni Cinquanta, coordinatore della “Nuova Tendenza” e organizzatore della Biennale di Zagabria nei Sessanta, vincitore di quattro “compasso d'oro”, precursore di trend, artista, allestitore di mostre, saggista: non c’è che dire, il maestro continua a stupire, da cinquant’anni a questa parte.
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