31/10/2008 – Palazzo Morpurgo di Udine inaugura oggi Living Architectures, una mostra dedicata alle interazioni tra architettura contemporanea e vita quotidiana.
Cosa succede quando, cessati i clamori mediatici dell’inaugurazioni e degli eventi mondani, gli edifici firmati dalle archistar iniziano ad interagire con la vita di tutti i giorni? Per rispondere a questo interrogativo Ila Bêka e Louise Lemoine si sono messi all’opera realizzando tre affascinanti “video-viaggi”, attraverso l’architettura di Koolhaas, Gehry e Meier.
I tre video, desacralizzanti e divertenti, raccontano la vita “all’interno e all’esterno” di altrettanti edifici di culto per l’architettura contemporanea, ovverosia il Guggenheim di Bilbao (F. Gehry, 1997), la Casa a Bordeaux (R. Koolhaas, 1998), e la chiesa romana Dives in Misericordia (R. Meier 2003).
Il duo Bêka-Lemoine (che quest’anno ha preso parte anche alla Biennale di Venezia nel padiglione italiano), armato di cinepresa e pazienza, ha raccolto ore e ore di girato in cui, a dire la loro sugli edifici in questione è stata la “gente comune”, che per varie ragioni fruisce giornalmente dei tre edifici “griffati”.
Koolhaas HouseLife racconta la Maison à Bordeaux con gli occhi del personale di servizio della casa. A guidare il pubblico nei meandri dell’abitazione, la colf Guadalupe Acedo. Sei giorni di riprese per svelare la quotidianità, i deterioramenti e le evoluzioni di una pietra miliare dell’architettura contemporanea, a cui si aggiunge un’intervista a Rem Koolhaas che commenta il girato.
“Xmas Meier: storie di vicinato” ossia “l’architettura contemporanea raccontata dagli abitanti di Tor Tre Teste”, si muove attorno al quartiere nella periferia est di Roma dove oggi ha sorge la chiesa “Dives in Misericordia”, affettuosamente ribattezzata dai suoi parrocchiani “la chiesa delle vele”. L’impatto culturale e sociale che la struttura (costruita nel 2003 all’interno del programma “50 chiese per Roma 2000”, lanciato dal Vicariato di Roma) ha avuto sul tessuto urbano della zona è stato estremamente positivo. La parrocchia conta più di trentamila visitatori l’anno, gli immobili nei pressi della costruzione hanno guadagnato più del trenta percento del valore nel mercato immobiliare. Ma, soprattutto, la chiesa è attualmente vissuta come punto di aggregazione e vita comune per gli abitanti del quartiere. “Un quartiere lo fanno le persone che ci abitano”, commenta Teresa, abitante di Tor Tre Teste.
Infine, protagonisti di Gehry’s vertigo sono gli scalatori incaricati della pulizia delle facciate del Guggenheim di Bilbao. Sospesi a trenta metri d’altezza, gli operai sono responsabili del luccichio della corazza in titanio che protegge il museo. Sei giorni di riprese passati tra i reparti e i gruppi di lavoro che costituiscono l’articolato organigramma del museo svelano i segreti del successo della struttura.
La mostra, che scardina felicemente la tendenza sacralizzante della stampa specializzata nei confronti degli edifici “griffati” e riflette sulla necessità di superare l’autoreferenzialità dell’edificio, chiuderà i battenti il 10 gennaio 2009.
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