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Il tema scelto per la nuova edizione è il “turismo planetario”, dall’individualità dei grandi viaggiatori al turismo di massa, dalle esplorazioni alle migrazioni. Il paesaggio e le sue mutazioni, e soprattutto l’uomo saranno i protagonisti.
“Associare la Sardegna ai grandi flussi turistici degli ultimi decenni sembra un esercizio retorico piuttosto scontato. Invece è un modo per comprendere il presente e il futuro del territorio, nella regione e in innumerevoli altri luoghi della terra, ieri come oggi. L’incontro/scontro tra culture, tra residenti e visitatori, le tensioni tra esigenze spesso contrastanti, le commistioni che ne risultano, hanno plasmato non poche aree del globo, in certi casi più di quanto abbiano fatto le guerre, i mutamenti ambientali o il progresso industriale.
Il messaggio che ci arriva dalla Sardegna è che la temporaneità sta diventando una delle caratteristiche non solo del tempo libero, ma anche del vivere e del lavorare urbano. Lavorare (risiedendo) temporaneamente in un paesaggio di eccellenza è infatti uno dei grandi privilegi di chi abita il mondo contemporaneo. Dunque, piuttosto che creare “non-luoghi”, resort-ghetto e villaggi-vacanze omologati a quelli thailandesi o caraibici; piuttosto che sviluppare insediamenti turistici che sembrano fortezze, uguali negli spazi e nel disprezzo di tutto ciò che vive intorno a loro, la Sardegna del futuro promette di diventare la culla di un nuovo modello di luoghi del turismo”.
E’ proprio la sfida culturale che proviene da questa isola, uno dei luoghi nel mondo dove l’architettura contemporanea ha messo le radici più salde, a dare a questo appuntamento un rilievo internazionale.
Il tema verrà declinato in quattro momenti: vedere, ricordare, accogliere, difendere.
Lo spazio evocativo dell’ex Manifattura Tabacchi darà voce all’eccellenza dell’architettura mondiale che, insieme a scrittori e intellettuali, saranno protagonisti di Lectio Magistralis e Dialoghi e accompagneranno in un affascinante viaggio attraverso il vedere, primo atto del viaggiatore che arriva in un luogo a lui ignoto, il ricordare, il secondo atto del viaggiare avviene quando tutto è finito: il ricordo, la narrazione, la testimonianza, a volte la reinvenzione dei luoghi visitati; l’accogliere, come porsi di fronte a chi viene a trovarci, ospite pagante o non pagante, desiderato o indesiderato? E infine il difendere. Per bene accogliere bisogna saper ben progettare, e tracciare confini. Non solo linee di demarcazione tra “naturale” e “costruito”, ma soprattutto tra lecito e illecito, tra sensato e insensato, tra sostenibile e insostenibile.
Il Festival si svolgerà in quattro giorni di incontri. L'inaugurazione è prevista per giovedì 29 maggio alle 21:30 con la partecipazione del Presidente della Regione Sardegna Renato Soru e del progettista svizzero Jacques Herzog che presenterà la sua mostra "Monteponi, verso un piano".
Seguirà la lezione magistrale di Jacques Herzog.
Da venerdì 30 maggio invece inizieranno gli incontri a partire dalla mattina in 5 diverse sale all'interno delle Manifatture, che proseguiranno anche sabato 31 e domenica 1 giugno.
Alla nuova edizione di Festarch partecipano ospiti prestigiosi del mondo dell'Architettura, del Design, della Filosofia, della Fotografia, della Letteratura, tra cui: François Roche, Rem Koolhaas, Iñaki Abalos, Hans Ulrich Obrist, Julia Peyton-Jones, Qingyun Ma, Oliviero Toscani, Rick Moody, Vito Acconci, Geoff Dyer, Mario Dondero, Bruce Sterling, Andrea Branzi, Junya Ishigami, Fabio Novembre, Joseph Grima, Marco Casamonti, Bjarke Ingels, Minsuk Cho, Marcello Fois, Luc Sante, Tom McCarthy, Flavio Soriga.
Fonte: ufficio stampa Festarch
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