30/08/2006 - Si aprirà il 6 settembre prossimo a Treviso il 51° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia.
Sarà un Congresso all’insegna del dialogo – come ha preannunciato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Ferdinando Luminoso - ma anche nel nome della fermezza sulle “ragioni tecniche” che gli ingegneri ritengono di dover difendere, non come una questione di interessi di parte ma a vantaggio della società civile, rispetto alla quale i professionisti svolgono un ruolo di primo piano soprattutto nel settore delle opere pubbliche.
Il tema “Ingegno, innovazione e concorrenza”, al centro dell’incontro, sarà declinato sui temi di attualità politica in relazione alla liberalizzazione e concorrenza, con attenzione non solo alla normativa ma anche alle dinamiche del mercato.
Gli obiettivi del dibattito sono tre: evidenziare la critica al metodo di lavoro del Governo che ha condotto all’approvazione del Decreto Bersani; il timore che la riforma degli Ordini si traduca in un’abolizione degli stessi; e la difesa strenua dei minimi tariffari in materia di lavori pubblici.
Sul primo punto, al di là delle proteste a caldo, la volontà è quella propositiva del dialogo, allargato, non solo con i politici, ma con i cittadini e tutti gli ordini professionali che sono invitati al Congresso. Il tema della riforma degli Ordini è stato spesso invocato, dai vari governi, in nome della tendenza europea in atto ma gli ingegneri precisano che non è un’anomalia tutta italiana: anche Spagna, Portogallo e Grecia hanno la nostra organizzazione e sono decisi a mantenerla. La preoccupazione investe anche la disposizione di un sistema duale, ordini e associazioni. “Il rischio – ha sottolineato il Presidente del CNI, Ferdinando Luminoso – è una duplicazione di funzioni mentre noi ci opponiamo al fatto che le associazioni possano entrare nel campo delle attività riservate”.
Nodo centrale quello dei minimi tariffari per i lavori pubblici dove l’interesse della società civile è prevalente. Al riguardo la risposta degli ingegneri è di promuovere la riforma delle professioni, nonché uno studio, affidato a terzi, per stabilire un minimo tariffario sotto il quale non è possibile garantire la qualità di un’opera.
“Infine – ha annunciato Luminoso – l’idea è di lanciare al Congresso una legge d’iniziativa popolare perché il nostro interesse è di muoverci in uno spirito di cooperazione con la ferma volontà di dare il nostro contributo e la pretesa di essere ascoltati”.
Ufficio Comunicazione CNI
tel. 06.69767040 – fax 06.69767051
Port. 347.3585907
rivista@cni-online.it
|