Il Design Museum ha ottenuto un accesso senza precedenti agli archivi personali di Wes Anderson, che il regista ha raccolto e custodito nell’arco di oltre trent’anni. È la prima volta che la maggior parte di questi oggetti viene esposta al pubblico in Gran Bretagna.
Questa mostra di grande rilievo ripercorre l’evoluzione del cinema di Wes Anderson, dai primi esperimenti degli anni Novanta alle produzioni più recenti, esplorando al tempo stesso le collaborazioni con i suoi principali partner creativi di lunga data. Il percorso mette in luce le storie di design che stanno dietro a film iconici e pluripremiati come The Grand Budapest Hotel, La meravigliosa storia di Henry Sugar, Fantastic Mr. Fox e Isle of Dogs.
Dal fascino malinconico de I Tenenbaum all’avventura giovanile di Moonrise Kingdom, la mostra invita a scoprire come la visione unica di Anderson e la sua dedizione maniacale al dettaglio abbiano dato vita ad alcuni dei film più riconoscibili e coinvolgenti, sia dal punto di vista visivo che emotivo, degli ultimi decenni.
Oltre 700 oggetti raccontano la meticolosa arte cinematografica del regista attraverso storyboard originali, polaroid, schizzi, dipinti, taccuini scritti a mano, pupazzi, modelli in miniatura e decine di costumi indossati da personaggi entrati nell’immaginario collettivo.
Tra i pezzi di maggiore rilievo figurano il modello rosa confetto del Grand Budapest Hotel, i distributori automatici di Asteroid City, la pelliccia FENDI indossata da Gwyneth Paltrow nel ruolo di Margot Tenenbaum in The Royal Tenenbaums, i pupazzi originali in stop motion delle creature marine di Le avventure acquatiche di Steve Zissou, Mr. Fox con il suo iconico completo in velluto a coste e il cane da esposizione Nutmeg, presentati accanto ai rispettivi set in miniatura. La mostra include inoltre la proiezione di Bottle Rocket, il primo cortometraggio di Anderson, realizzato nel 1993.
Accanto agli oggetti di scena e ai set finiti, l’esposizione presenta anche materiali di lavoro in corso, maquette e studi preparatori, offrendo uno sguardo approfondito sulle tecniche cinematografiche tradizionali e artigianali che il regista continua a valorizzare, in particolare quelle legate ai pupazzi e all’animazione in stop motion.