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Mario Cresci
Forse fotografia attraverso l'arte
mostra  BOLOGNA, PINACOTECA NAZIONALE , , dal 20/11/2010 al 31/01/2011
La Mostra è il primo episodio di un progetto, ideato da Luigi Ficacci, che comprende due ulteriori edizioni: una a Roma, all’Istituto Nazionale per la Grafica, e la successiva a Matera, al Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata.
Ogni mostra presenterà un nucleo di lavori inediti realizzati specificatamente per ogni sede espositiva e una parte retrospettiva comune alle tre edizioni.

A Bologna, oggetto di elaborazione dell’Artista e luogo della specifica realizzazione di opere, è la Pinacoteca Nazionale. I dipinti della collezione, la loro discendenza dall’Accademia di Belle Arti, le incongruenze dell’apparato attuale del museo, il rito tradizionale e ogni volta nuovo che il visitatore attiva con la sua contemplazione, sono le varie facce ideali e reali della Pinacoteca che hanno ispirato l’inventiva artistica di Cresci e prodotto la disseminazione dei suoi interventi installativi lungo il percorso espositivo.

Curata da Luigi Ficacci in collaborazione con l’Artista, questa prima edizione è stata realizzata dalla Soprintendenza di Bologna, ed è prodotta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dal Comune di Bologna, dalla Fondazione Carisbo e dall’Associazione degli Amici della Pinacoteca Nazionale “Società di S. Cecilia”.

Mario Cresci è uno dei protagonisti della ricerca fotografica italiana degli ultimi quattro decenni del XX secolo, ma è anche una figura di punta dell’attualità. Nel suo lavoro più recente  infatti, unisce al rigore e alla leggerezza ludica e dissacratoria, che sono tipici dell’avanguardia italiana di fine anni sessanta e settanta, una inesauribile curiosità sperimentale, particolarmente mossa dalle innovazioni della tecnica e dall’attrazione verso il confronto con l’inventiva di altri artisti. Nel panorama italiano odierno, queste componenti e la costante aspirazione di Cresci a “superare la divisione tra il mondo delle idee e il mondo delle cose”, assumono una individuale e pungente originalità.
 
In considerazione di questi caratteri, Cresci è stato chiamato, nel progetto odierno, a applicare la propria inventiva sulla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella convinzione che l’arte sia una categoria di pensiero indispensabile per il raggiungimento di significati originali e per la risoluzione di problematiche che normalmente vengono riservate alla sola scienza storiografica e alle tecniche museologiche che ne derivano.
 
La mostra si compone di una parte antologica, in cui circa 90 opere fotografiche dimostrano l’eccezionale rilevanza complessiva del suo lavoro.

Si inizia con immagini appartenenti alla ricerca sulla forma geometrica. Alterazione del cerchio, Venezia, 1964 e Alterazione del quadrato , Venezia, 1964 - Matera, 1972 testimoniano la prima fase di sperimentazione, conseguente la formazione presso il corso superiore di Disegno Industriale a Venezia. Sono immagini che indagano il potere di alterazione del mezzo fotografico nei confronti della realtà visibile. Emergono alcune fondamentali riflessioni sull’importanza del punto di vista e più in generale sull’ambiguità dei processi visivi relativamente alle esperienze della percezione.

Una scelta di opere appartenenti alle serie Ritratti reali, Tricarico, 1967-72 e Interni mossi, Tricarico, 1967 introducono il lavoro fotografico sulla figura, che Cresci affronta dal momento del suo trasferimento in Basilicata. Lo orienta su tematiche dell’umano sociale, estese all’impegno politico e progettuale. L’evoluzione successiva della sua opera dimostra una costante dialettica tra questi due estremi della geometria e dell’umano, culminante in un raccordo superiore, rintracciato nella tradizione dell’Arte. Soprattutto dalla fine degli anni ottanta, Cresci trova nel ricorso all’ideale dell’arte e alla riflessione sulla sua storia, un percorso originale per trattare l’assoluto con la concretezza della materia e L’umiltà del soggettivo. Gli strumenti della didattica artistica e l’esperienza dell’Accademia di Belle Arti, quale luogo dello studio e della riflessione filosofica sul Bello artistico, diventano da quel momento per lui uno dei motivi di ispirazione più fertili. A Bologna, questo aspetto della riflessione di Cresci sull’arte, risulta particolarmente significativo in considerazione della contiguità storica e attuale della Pinacoteca con l’Accademia di Belle Arti, sia per ideali che per spazi fisici. I cicli condotti su questo tema da Cresci nel periodo del suo impegno come direttore dell’Accademia di Bergamo, trovano i loro esiti nel lavoro originale svolto nel percorso espositivo della Pinacoteca, coinvolta globalmente quale teatro della sua opera e della mostra.
 
Al termine del ciclo espositivo è prevista la pubblicazione di un volume monografico dedicato all’intero progetto.
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Contatti
Bologna, Pinacoteca Nazionale
Info: +39 051 4209411
Link
www.pinacotecabologna.it/
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