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MOSTRA ARCHITETTURA

Alessandro Mendini
Mostra antologica
mostra  ROMA, , dal 06/04/2009 al 06/09/2009

La mostra su Alessandro Mendini - un maestro dell’architettura e del design che prima di tutti ha colto, e sostenuto, i valori della contemporaneità: trasversalità, versatilità, capacità di ascolto, dinamicità, e apertura alle temperature variabili del mondo - al Museo dell’Ara Pacis si estenderà a tutti gli ambienti del Museo.

Nello spazio espositivo, a delimitare la rampa d’ingresso, una costellazione di presenze “umane” in forma dei famosi cavatappi “Alessandro M.” nelle tante versioni, una sorta di parata di personaggi “speciali” (in realtà autoritratti dello stesso Mendini), dall’arlecchino al fantasma, dal carcerato a Superman, dal cuoco al diavolo, dall’angelo al re.Una sala introduttiva ospita un racconto biografico con opere e fotografie d’epoca, con l’obiettivo di presentare al grande pubblico la vita e l’opera del maestro attraverso i momenti più significativi e le opere maggiormente caratteristiche.

La mostra si struttura in quattro sezioni, definite da altrettante stazioni teoriche.

Se lo slogan dell’architettura moderna è stato “Dal cucchiaio alla città”, nel caso di Alessandro Mendini il motto diventa “Dall’infinitesimo all’infinito”, essendo capace, il nostro, di operare con successo in tutte le diverse scale di progetto, da quella più piccola a quella più estesa, dal “progettare pensieri” (attraverso la sua fervida attività teorica e critica, anche come direttore di riviste - come Casabella, Domus, Modo e Ollo – e poi di direttore artistico per alcune importanti aziende, come Swatch e Alessi) al “progettare corpi” (gioielli e orologi, vestiti e borse, ma anche performance e azioni “teatrali”), dal “progettare stanze” (i mobili e gli ambienti interni) al “progettare orizzonti” (le tante architetture pubbliche e gli interventi a scala territoriale).

Il nucleo centrale dello spazio espositivo, la “cripta” sotto l’Ara, conterrà la sezione teorica “Progettare pensieri”, con alcuni scritti emblematici esposti o riprodotti/letti da voci registrate, alcune “mappe mentali” e alcuni grafici/organigrammi ingranditi (articolatissimi e cristallini al contempo) che diventeranno texture parietali, mentre i tanti numeri delle riviste “storiche” del design da lui dirette (dalla “Casabella” radicale degli anni Settanta alla “Domus” postmoderna degli anni Ottanta, dalla nuova teoria espressa con “Modo” alla rimessa in discussione dello stesso strumento/rivista con “Ollo”) verranno esposti per intero (tutte le copertine) e in parte saranno consultabili.

Intorno a questo nucleo centrale si snoderanno, articolandosi e congiungendosi, le altre tre “sezioni” di progetto.

“Progettare corpi” - che per Mendini vuol dire “progettare i corpi” e “progettare con il corpo” - ; “Progettare stanze” vuol dire progettare gli oggetti e i mobili per gli ambienti che conterranno la vita delle persone; “Progettare orizzonti” è l’arrivare alla scala architettonica, urbana e territoriale, realizzando edifici pubblici in molti paesi del mondo (dal “Groninger Museum” a Groningen in Olanda alla “Stuttgarter Bank” di Stoccarda, fino ai diversi interventi in Giappone, dal “Dinosaur Museum” a Fukui alla “Torre del Paradiso” a Hiroshima e al parco “Stella” a Hokkaido).

Disegni di progetto, fotografie, modelli, oggetti (sedie, tavoli, poltrone, gioielli, borse, orologi, piatti, bicchieri, giocattoli, ecc.) costituiranno nel loro insieme una mostra colta e solare, letteraria e comprensibile; il tutto puntualmente sostenuto dai suoi schizzi febbrili e coinvolgenti, riflessioni puntuali ed espressione in sé, che incorniciati e illuminati ad hoc vivranno in una sorta di mostra nella mostra, di film costruito da singoli fotogrammi “meravigliosi” ma da leggere d’un fiato.

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Contatti
Museo dell'Ara Pacis, lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) - 00100 Roma (RM) Tel.: 060608 E-mail: info@arapacis.it
Link
www.arapacis.it
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