Il CAMeC della Spezia accoglie per la prima volta un importante approfondimento dedicato al design e a una delle sue massime voci, Le Corbusier.
Si tratta di una mostra ideata e realizzata da Cassina e promossa dall’Istituzione dei Servizi Culturali del Comune della Spezia e dall’Ordine degli Architetti della Spezia, con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine.
Il primo piano del Centro ospita un interessante ed efficace allestimento che ripercorre alcune tappe del lavoro di Charles-Edouard Jeanneret-Gris, in arte Le Corbusier (1887 – 1965), di uno dei più grandi e geniali architetti di tutti i tempi, e dei suoi collaboratori Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand.
I mobili di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand costituiscono il tema del progetto espositivo, articolato intorno agli arredi per l’Équipement intérieur de l’habitation, sullo sfondo dei riferimenti storici e informativi che ne sottolineano l’alto valore espressivo.
Si tratta di mobili disegnati alla fine degli anni ’20 e presentati al Salon d’Automne nel 1929, prodotti a partire dal 1965 da Cassina, che ha acquisito in esclusiva mondiale i diritti di riproduzione dalla Fondation Le Corbusier, e realizzati attraverso un’operazione attenta di ricostruzione, basata sull’analisi dei significati dei progetti originali in collaborazione con Charlotte Perriand, con il professor Filippo Alison e con la Fondazione stessa. Il carattere emergente è proprio la loro natura di oggetti capaci di trascendere il tempo. Essi possiedono un’attualità di valore e concezione che nasce dall’equilibrio perfetto tra geometria e funzione, dalla ragione della forma.
Essi contengono in alta misura una chiarezza espressiva che li fa parametri di riferimento. Il percorso racconta attraverso i mobili ricostruiti la poetica e la teoria dell’arcinoto architetto: dagli studi dei diversi modi di stare seduti, da cui scaturisce la relazione tra uomo e oggetto e la concezione di objets–membres humains come objets-types che rispondono a bisogni tipo, ai riferimenti macchinisti che evidenziano l’estetica innovativa dalla produzione industriale e standardizzata dei mobili.
Fino ad arrivare al racconto della ricostruzione di Cassina, con l’adozione delle metodologie costruttive più consone e tali da non alterare i valori autonomi costitutivi dei progetti. Per concessione della Fondation Le Corbusier di Parigi e degli Archivi storici della Philips di Eindhoven, in mostra anche tre video storici riguardanti Le Corbusier e la sua attività.
Si tratta di una mostra ideata e realizzata da Cassina e promossa dall’Istituzione dei Servizi Culturali del Comune della Spezia e dall’Ordine degli Architetti della Spezia, con il patrocinio del Consiglio Nazionale dell’Ordine.
Il primo piano del Centro ospita un interessante ed efficace allestimento che ripercorre alcune tappe del lavoro di Charles-Edouard Jeanneret-Gris, in arte Le Corbusier (1887 – 1965), di uno dei più grandi e geniali architetti di tutti i tempi, e dei suoi collaboratori Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand.
I mobili di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand costituiscono il tema del progetto espositivo, articolato intorno agli arredi per l’Équipement intérieur de l’habitation, sullo sfondo dei riferimenti storici e informativi che ne sottolineano l’alto valore espressivo.
Si tratta di mobili disegnati alla fine degli anni ’20 e presentati al Salon d’Automne nel 1929, prodotti a partire dal 1965 da Cassina, che ha acquisito in esclusiva mondiale i diritti di riproduzione dalla Fondation Le Corbusier, e realizzati attraverso un’operazione attenta di ricostruzione, basata sull’analisi dei significati dei progetti originali in collaborazione con Charlotte Perriand, con il professor Filippo Alison e con la Fondazione stessa. Il carattere emergente è proprio la loro natura di oggetti capaci di trascendere il tempo. Essi possiedono un’attualità di valore e concezione che nasce dall’equilibrio perfetto tra geometria e funzione, dalla ragione della forma.
Essi contengono in alta misura una chiarezza espressiva che li fa parametri di riferimento. Il percorso racconta attraverso i mobili ricostruiti la poetica e la teoria dell’arcinoto architetto: dagli studi dei diversi modi di stare seduti, da cui scaturisce la relazione tra uomo e oggetto e la concezione di objets–membres humains come objets-types che rispondono a bisogni tipo, ai riferimenti macchinisti che evidenziano l’estetica innovativa dalla produzione industriale e standardizzata dei mobili.
Fino ad arrivare al racconto della ricostruzione di Cassina, con l’adozione delle metodologie costruttive più consone e tali da non alterare i valori autonomi costitutivi dei progetti. Per concessione della Fondation Le Corbusier di Parigi e degli Archivi storici della Philips di Eindhoven, in mostra anche tre video storici riguardanti Le Corbusier e la sua attività.















