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MOSTRA ARCHITETTURA

Per una collezione del disegno contemporaneo
L’ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA PER UNA COLLEZIONE DEL DISEGNO CONTEMPORANEO
mostra  ROMA, , dal 20/12/2008 al 19/03/2009
L’Accademia Nazionale di San Luca, a partire dal 19 dicembre inaugura, nelle sale espositive della propria sede, una mostra dal titolo “Per una collezione del disegno contemporaneo”.
L’iniziativa, voluta dal Consiglio Accademico presieduto dal Presidente dell’Accademia, prof. Guido Canella intende sottolineare l’attuale apertura dell’Accademia nei confronti del disegno contemporaneo di artisti, scultori e architetti, allo scopo di costituire un nuovo “fondo” all’interno delle già ampie collezioni storiche dell’Accademia (con disegni di figura e di architettura, a partire dalla fine del Cinquecento), fondo dedicato specificatamente a questo particolare momento espressivo della creatività contemporanea.

E’ stato pertanto richiesto, come prima iniziativa, agli artisti e architetti Accademici di San Luca di donare alla stessa Accademia due loro disegni, rappresentativi di distinti momenti della propria ricerca che diano conto dello sviluppo, nel corso del tempo, del proprio itinerario poetico.

La mostra, il cui catalogo verrà presentato a Gennaio in una apposita giornata dedicata alle riflessioni di diversi studiosi sul tema del disegno, si segnala anche per il suo carattere di costruzione in fieri in cui confluiranno, mano a mano, i lavori degli Accademici non presenti (per oggettive difficoltà di reperimento dei lavori di tutti gli Accademici) fin dall’apertura, che comunque prevede l’avvio con almeno ottanta autori.

L’aver privilegiato il disegno come importante momento creativo dei singoli artisti, tende a sottolineare che si vuole riconoscere la centralità del disegno nel suo essere strumento di evidenziazione di un duplice significato, in quanto strumento di conoscenza, e dunque adeguazione dell’idea alla cosa, e in quanto elaborazione creativa capace di modificare la percezione passiva del reale, riportandola nell’ambito di una identificazione teorico pratica anche se spesso venata fortemente da intenti ideologici. Sarà sempre più utile allora guardare alla complessità del disegno, al suo dispiegarsi come un concentrato teorico, pur senza nulla “promettere” e senza rimandare ad altro, evitando di cogliere esclusivamente l’aspetto più immaginario chè sarebbe limitativo della sua funzione e deviante rispetto al suo ruolo.

Si rischierebbe di collocarlo in una vacua artisticità quasi a sottolinearne una lontananza se non una voluta lateralità della sua specificità. Ed è il rischio più diffuso da quando il Sistema delle Arti ha cercato punti di tangenza tra le diverse discipline. Dalle avanguardie storiche dei primi del ‘900 alle neoavanguardie degli anni ’60 e fino ai nostri giorni, il trasbordare oltre i limiti del proprio campo ha avuto al massimo una benevola comprensione per lo sforzo e per il superamento tentato ma, tranne pochissimi casi, l’incolmabile abisso è rimasto tale.

Oggi un’operazione simile è più proponibile proprio per la ricercata perdita di identità di ogni specifico, per il sovrapporsi sino a coincidere degli interessi, pur da versanti opposti, ma l’errore sarebbe aspettarsi una riappacificazione, una sorta di grande sintesi alla ricerca di un’ appagante totalità. Tutti i lavori presenti in mostra sembrano indicare come la pratica del disegno tenda a recuperare il momento creativo primigenio individuale e, forse è utile ricordare come il ricorso al segno possa seguire due strade, o la Storia, con Freud, o l’Archetipo, con Jung, ben sottolineato
dalle frequenti riduzioni all’Archetipo comuni a più ricerche, pur eterogenee, di questi anni.

Si tratta di un passaggio, come avrebbe detto Lacan da un sistema logocentrico ad un sistema grafocentrico: “scrivere non ha nulla a che vedere con il significare ma piuttosto con il misurare” , misurare e misurarsi anche con la propria storia. Cio’ che accomuna inoltre i lavori presenti in mostra sembra una lettura del reale percepito nella sua natura di frammento irriducibile all’unità, forzato nel tentativo di configurarsi come possibile ars classificatoria, comunque arbitraria. Infine sembra potersi evincere come comune denominatore delle opere in mostra il riconoscersi, forse solo il ritrovarsi, fuori della Storia, che non esclude, anzi impone il ricorso al Mito, in quella costrizione alla manipolazione del segno.

L’affrancamento dalla Storia è realizzato sempre più spesso attraverso una regressione alla stato presensorio nell’osservazione della natura degli oggetti delle cose quasi in una perseguita sospensione delle categorie storiche: astrazione del linguaggio , del tempo e dello spazio o, sul fronte opposto, secondo leggi di strutturazione automatica alla ricerca di una maggiore complessità che allude ad una dimensione labirintica, con un’ambiguità dei messaggi, che rimanda a complessi percorsi mentali se non a un suggerito delirare della razionalità che non apre tuttavia né a spazi mistici né al visionario.

Nelle tre sezioni gli Accademici presenti sono i seguenti:
Pittori
William Bailey, Vasco Bendini, Janez Bernik, Agostino Bonalumi, Eugenio Carmi, Pierre Carron, Bruno Caruso, Leonardo Cremonini, Enzo Cucchi, Enrico Della Torre, Gianni Dessì, Pablo Echaurren, Pietro Antonio Guccione, Giorgio Griffa, John Hoyland, Gino Marotta, Leslie Meyer, Franco Mulas, Giulia Napoleone, Claudio Olivieri, Piero Ruggeri, Giulio Paolini, Achille Perilli, Michelangelo Pistoletto, Piero Pizzi Cannella, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Ruggero Savinio, Giacomo Soffiantino, Guido Strazza, Alberto Sughi, Francesco Tabusso, Joe Tilson, Cy Twombly, Claudio Verna, Giuseppe Zigaina;

Scultori
Ariel Auslender, Kengiro Azuma, Miguel Berrocal, Nicola Carrino, Pietro Cascella, Tommaso Cascella, Mario Ceroli, Sato Churyo, Nunzio Di Stefano, Luciano Fabro, Vincenzo Gaetaniello, Luigi Gheno, Richard Hess, Paolo Icaro, Igino Legnaghi, Carlo Lorenzetti, Luigi Mainolfi, Eliseo Mattiacci, Nat Neujean, Mimmo Paladino, Gianfranco Pardi, Giuseppe Penone, Giuseppe Pirozzi, Arnaldo Pomodoro, Alessandro Romano, Giuseppe Spagnulo, Joachim Schmettau, Mauro Staccioli, Cordelia von den Steinen, Valeriano Trubbiani, Gilberto Zorio, Giuliano Vangi, Grazia Varisco;

Architetti
Carlo Aymonino, Alessandro Anselmi, Gaetana Aulenti, Oriol Bohigas i Guardiola, Enrico Bordogna, Mario Botta, Saverio Busiri Vici, Luigi Caccia Dominioni, Guido Canali, Guido Canella, Massimo Carmassi, Francesco Cellini, Michele De Lucchi, Pietro Derossi, Massimiliano Fuksas, Romaldo Giurgola, Vittorio Gregotti, Glauco Gresleri, Danilo Guerri, Giuseppina Marcialis, Carlo Melograni, Antonio Monestiroli, Adolfo Natalini, Aimaro Oreglia d' Isola, José Rafael Moneo Valles, Nicola Pagliara, Lucio Passarelli, Renzo Piano, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Giorgio Raineri, Kevin Roche, Umberto Riva, Luciano Semerani, Francesco Venezia, Robert Venturi, Eduardo Vittoria, Paolo Zermani, Enzo Zacchiroli.

CURATORE: Francesco Moschini
CORDINAMENTO: Sveva Brunetti, Ilaria Giannetti, Sara Petrolati

Inaugurazione: venerdì 19 dicembre 2008, ore 18.00
Roma, Accademia Nazionale di San Luca
Piazza dell’Accademia di San Luca 77
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Contatti
Accademia Nazionale di San Luca, Piazza dell’Accademia di San Luca 77, Roma

INFORMAZIONI: tel. +39 06 6798848/8850
SEGRETERIA DELL’ACCADEMIA Isabella Fiorentino, Anna Maria De Gregorio, Tel +39 06 67 90 324 fax 06 67 89 243
segreteria@accademiadisanluca.it

ORARIO: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 19.00
sabato dalle 10.00 alle 13.00
domenica e festività chiuso
INGRESSO: gratuito
Link
www.aamgalleria.it/home.php


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