L'evoluzione del marmo Budri con Patricia Urquiola
La creative director del brand Alessandra Malagoli Budri ripercorre quindici anni di collaborazione con la designer spagnola in una videointervista con Archiproducts
07/05/2026 - Budri racconta quindici anni di ricerca sul marmo con gli arredi disegnati da Patricia Urquiola. Dalla prima collaborazione nel 2009 alla più recente collezione realizzata nel 2024, una selezione dei pezzi più iconici della designer spagnola attraversa gli spazi dello showroom Budri a Foro Bonaparte, in occasione del Fuorisalone 2026. In una videointervista con Archiproducts, la co-curatrice dell'allestimento e creative director Alessandra Malagoli Budri ci guida attraverso arredi e superfici in marmo in una riflessione sul tempo della creatività nel design contemporaneo.
Con l'allestimento Arc_Hive,prende forma un 'archivio' vivo che racconta l’evoluzione di un dialogo creativo tra Budri e Patricia Urquiola, fondato sulla fiducia reciproca e la maestria artigianale, un invito a soffermarsi per riconoscere il valore della ricerca e della sperimentazione.
"La cosa che mi è sempre piaciuta molto - spiega Alessandra Malagoli Budri, parlando dell'approccio della designer - è che è stata sempre molto rispettosa nei confronti della materia. Il marmo, benché sia un materiale che noi lavoriamo come se fosse un tessuto, è un materiale che ha anche dei limiti. Lei ha sempre cercato di capire questa cosa".
Il percorso affonda le radici nella prima collaborazione tra il brand Made in Italy e la designer spagnola: Macrosterias, il progetto che ha segnato un punto di svolta per il brand, la cui produzione era allora focalizzata sull’intarsio classico.
"Per me - racconta Alessandra Malagoli Budri-è stato un salto nel buio perché noi a suo tempo realizzavamo soprattutto i pavimenti intersiati. Io ho voluto invece in quel momento storico del nostro percorso fare un salto avanti e dare al marmo delle visioni nuove. La cosa bellissima è che la collezione racconta un microcosmo biologico. Quindi nel pavimento troviamo delle forme unicellulari che in natura si chiamerebbero Microsterias che infatti si chiamano Macrosterias perché sono state ingigantite in big scale" .
Macrosterias trasforma la superficie lapidea in un paesaggio tridimensionale di pattern, geometrie organiche e cromie vibranti: il marmo si fa tappeto, stuoia tropicale e rivestimento verticale capace di offrire profondità e leggerezza visiva.
La prima collezione Budri firmata Patricia Urquiola affronta il tema dell’ibrido e la contaminazione tra marmo e altri materiali come legno ed erba. Il lungo tappeto di undici metri, che riveste l’ingresso dello showroom e il rivestimento di cinque metri di altezza sono di forte impatto, grazie ad un ampio specchio che riflette l’intarsio all’infinito.
Ripercorrendo le collezioni iconiche del passato, Budri costruisce un momento di osservazione e rilettura attraverso il tempo. Onici dipinti con acquerelli, marmi accostati a legni, resine e vetri, quarzi e geodi trasformati in arredi scultorei, superfici intarsiate che evocano tessuti morbidi, scale sospese che sfidano la gravità. Il marmo, tradizionalmente associato a rigidità e classicismo, si è progressivamente liberato dai propri stereotipi per diventare materia narrativa, flessibile e dinamica.
L’esposizione museale, curata da Alessandra Malagoli Budri e dalla designer Francesca Renai, accoglie 20 prodotti delle dieci collezioni di arredi Budri disegnate da Patricia Urquiola: Macrosterias, Marblelace, Nat|f|Use, Earthquake 5.9, Rabbet, Papiro, Agua, Geodies e Architexture. Sono esposte anche quattro superfici delle collezioni Papiro, Architexture, Nat|f|Use e Earthquake. Nel percorso, nicchie dedicate accolgono le singole opere.
"Posso dire - afferma la direttrice artistica di Budri - che in qualche modo il marmo rappresenta un libro, un racconto e ogni collezione rappresenta un capitolo di questo bellissimo racconto quindi ogni capitolo ha il suo linguaggio e abbiamo potuto esprimere in questo modo la bellezza del marmo".
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