Approccio industriale, sensibilità artigianale: il design di Philippe Malouin
Tra i protagonisti della Guida Archiproducts alla Milano Design Week 2026, il designer canadese racconta la propria visione del design e anticipa le novità in mostra in fiera e al Fuorisalone
17/04/2026 - Realizzare oggetti che siano significativi e necessari. Perchè quando sono ben progettati, rendono la vita di tutti i giorni un po' più semplice. Seguendo questa visione, Philippe Malouin disegna arredi, lampade e oggetti dal design chiaro e senza tempo, lontano dalle tendenze passeggere.
Nel suo lavoro, Philippe Malouin riesce a fondere approccio industriale e sensibilità artigianale, creando pezzi che sono al tempo stesso scultorei e accessibili, rigorosi ma mai freddi. Ogni prodotto diventa così un esercizio di sintesi, in cui forma, funzione e processo dialogano in modo diretto e sorprendente.
In occasione della Milano Design Week 2026, il designer canadese è tra i volti scelti per la copertina della Guida Archiproducts dedicata agli eventi in città e alle esposizioni in fiera. Nell’intervista, Malouin racconta la propria visione del design e anticipa le novità che presenterà a Milano.
Philippe Malouin, la biografia
In un'intervista con Flos, Malouin racconta di quando, sin da bambino, trascorreva le sue giornate in un piccolo laboratorio domestico per creare e costruire oggetti: giocattoli, macchinine, rampe da skateboard. La passione per il design lo ha accompagnato in diverse fasi della sua vita, finché ha capito quale fosse la sua vocazione: progettare e creare oggetti senza tempo e liberi dagli eccessi.
Nato in Canada e residente a Londra, Malouin ha studiato alla Design Academy di Eindhoven, all’École Nationale Supérieure de Création Industrielle di Parigi e all’Università di Montreal. Dopo aver lavorato per il designer inglese Tom Dixon, ha fondato il suo studio e ha avviato la collaborazione con alcuni dei brand più interessanti del panorama internazionale, come De Sede, Acerbis, QuadroDesign, Zanotta, FLos, cc-tapis, Iittala, Nike, Please Wait to be Seated, Resident, HEM, Matter-Made, Established & Sons, Roll & Hill e Kvadrat.
Il design di Philippe Malouin, tra sperimentazione materica e chiarezza formale
Il lavoro di Philippe Malouin si distingue per una costante tensione tra sperimentazione materica e chiarezza formale, dove ogni progetto nasce da un gesto primario che evolve in oggetto funzionale. La sua ricerca attraversa ambiti diversi — dall’arredo all’illuminazione fino ai tessili — mantenendo un linguaggio coerente fatto di volumi essenziali, superfici tattili e soluzioni costruttive intelligenti.
Malouin osserva i processi produttivi e i materiali con uno sguardo quasi archeologico, trasformando dettagli tecnici o elementi spesso nascosti in protagonisti del progetto. Le sue creazioni giocano con equilibrio tra rigidità e morbidezza, tra geometria e fluidità, dando vita a oggetti che appaiono immediati ma rivelano complessità nella loro realizzazione.
Il divano Trench disegnato per Acerbis reinterpreta il concetto di imbottito con nuove proporzioni. La sua forma essenziale e ancestrale, quasi scultorea, è definita da un’unica curva fluida che costruisce la seduta e lo schienale.
Regolabile e giocosa, la lampada Bilboquet di Flos si ispira a un gioco francese risalente al 16esimo secolo e prende spunto dai giunti sferici magnetici. Lo snodo che collega base e diffusore permette di orientare la luce in qualsiasi direzione.
Una leggera curvatura definisce la collezione di rubinetteria Hum disegnata per QuadroDesign. Un'ode all'acciaio inossidabile, materiale plasmabile eppure solido, elevato a “scultura funzionale minimale".
Per i tavolini in ceramica Ta.Ba.Ce. disegnati per Zanotta, Malouin ha tratto ispirazione da un particolare dettaglio del processo artigianale della lavorazione della ceramica: la base non smaltata dei vasi. Questo elemento, solitamente considerato un effetto collaterale della produzione, caratterizza la collezione, in un gioco di texture e contrasti.
Per il brand svizzero De Sede, Malouin ha sperimentato la piegatura dell'imbottitura in schiuma con un sistema di divani modulari dall'estetica tradizionale ma al contempo contemporanea. Le forme fluide e morbide della collezione DS-707 combinano l'era postmoderna del design svizzero con le strutture chiare e aperte del brutalismo.
Immediatamente riconoscibile, il volume semplice e arrotondato della poltrona Mollo di Established&Sons è formato da soffici strati di schiuma ad alta densità, che lo rendono comodo e accogliente.
Con i tappeti Lines di cc-tapis, il designer sperimenta e disegna con i pastelli a cera, tracciando linee parallele e tratti istintivi e irregolari. La combinazione dell'artigianalità tibetana e la tecnica di “dipdying” per colorare le lane dell'Himalaya regala la stessa sensazione imprecisa dei disegni originali con linee inesatte dalle tonalità morbide e irregolari.
Milano Design Week 2026. L'intervista con Philippe Malouin
La Milano Design Week è un osservatorio globale di idee e sperimentazione. Qual è la tua dichiarazione per il Salone 2026? Milano produce un'enorme quantità di design ogni anno. La vera sfida non è aggiungere altro rumore, ma creare qualcosa di semplice, chiaro e necessario. Presenterò una nuova moka per Alessi, una mensola intelligente per Very Simple: Kitchen e Falmec, un sistema di sedute per Meritalia e un'estensione di linea per Quadro Design. Tutti gli eventi saranno presentati a Rho Fiera, ad eccezione di Alessi che sarà esposto nel loro spazio.
Un progetto o un evento imperdibile alla Milano Design Week 2026. Sono un grande fan della fiera principale di Rho Fiera. Adoro passeggiare da un brand all'altro, vedere i prodotti da vicino, capire come vengono realizzati e fare domande. È uno dei modi migliori per comprendere appieno il pensiero e l'ingegneria che si celano dietro gli oggetti.
Presenterò il mio primo progetto con Alessi: una moka chiamata Vite. Si tratta di un piccolo oggetto domestico che le persone usano quotidianamente, il che ha reso la sua progettazione una sfida particolarmente interessante. La base della moka è in realtà una vite, quindi l'oggetto rivela quasi il suo meccanismo semplicemente guardandolo, anche a chi non ha familiarità con il funzionamento di una moka. Mi piace quando gli oggetti si spiegano da soli in modo molto intuitivo. Lavorare con Alessi è anche molto significativo per me: è stato uno dei primi marchi di design che ho conosciuto da giovane, quindi far parte della famiglia Alessi oggi è un vero onore. È stato anche un vero piacere lavorare con Carlo Gasparini e il suo team durante lo sviluppo del progetto.
Un luogo a Milano che ispira il tuo lavoro: un edificio, un ristorante o uno spazio pubblico. Il palazzo Pirelli. Lo fotografo da un'angolazione diversa ogni volta che vado a Milano. Qualsiasi edificio di Gio Ponti, in realtà: non mi stanco mai di guardarli.
Il design è una forza trainante del cambiamento. Come sta plasmando le nostre abitudini oggi? Il design plasma le abitudini in modo silenzioso. Una sedia cambia il modo in cui ci sediamo, un utensile da cucina cambia il modo in cui cuciniamo, una maniglia cambia il modo in cui ci muoviamo in uno spazio. Sempre più persone integrano il buon design nella loro vita quotidiana. Quando gli oggetti sono ben progettati e personalizzati, rendono la vita di tutti i giorni un po' più semplice.
Un progetto recente – tuo o di altri – che esemplifica davvero come il design possa guidare un cambiamento significativo. Un progetto che presenterò quest'anno è una mensola sviluppata con Very Simple Kitchen e Falmec. Riflette come stanno cambiando le nostre abitudini in cucina: tendiamo a possedere meno cose, ma di migliore qualità. La mensola funge sia da contenitore per oggetti di uso quotidiano come bicchieri e utensili da cucina, sia da cappa aspirante. Non mi sono mai piaciute le cucine in cui i pensili occupano l'intera parete. Con una semplice mensola, si possono esporre gli oggetti che si usano e si apprezzano davvero, e lo spazio appare immediatamente più luminoso e arioso. Inoltre, influenza in modo sottile il modo in cui si prepara il cibo: alcuni degli utensili che si usano più spesso sono visibili e a portata di mano, il che incoraggia un modo di cucinare più semplice e intuitivo.
Intelligenza artificiale: alleata creativa o elemento dirompente? Come la utilizzi nella tua pratica? La considero uno strumento. Gli strumenti non progettano gli oggetti, lo fanno le persone. Può essere utile per verificare le informazioni o per un rapido brainstorming sulla fattibilità o su questioni tecniche. Ma ciò che mi interessa di più è ancora il processo fisico: realizzare prototipi, lavorare con i materiali, costruire oggetti in officina. È lì che avvengono le vere scoperte.
Velocità e produzione costante: da cosa dovrebbero rallentare o da cosa dovrebbero allontanarsi i designer? Probabilmente dalla pressione di produrre costantemente cose nuove. Il mondo non ha bisogno di un'infinità di oggetti. Le cose che progettiamo dovrebbero avere una vera ragion d'essere. I designer hanno la responsabilità di non creare semplicemente per il gusto di creare, ma di realizzare cose che siano significative e necessarie.
C'è un progetto – oggetto, installazione o edificio – che senti particolarmente personale? Bilboquet per Flos è probabilmente il progetto di design industriale più importante a cui abbia mai lavorato. Sono immensamente orgoglioso di ciò che io e il team di Flos abbiamo realizzato insieme. È un oggetto molto semplice, ma ci è voluto un enorme lavoro per realizzarlo. Inoltre, amo sinceramente il prodotto e lo uso ovunque, il che, per me, è sempre la prova migliore per un progetto. Ora è venduto in tutto il mondo ed è incredibilmente facile da usare. Non ha bisogno di istruzioni; le persone capiscono subito come funziona, il che credo sia uno dei risultati più gratificanti per un designer.Cosa non dovrebbe mancare nel tuo studio? Un grande tavolo dove le persone possano lavorare insieme e un'officina nelle vicinanze. Progettare realizzando modelli è ancora il modo migliore per scoprire qualcosa di inaspettato.
Da quale distrazione vuoi liberarti per dedicarti completamente al tuo ruolo di designer? Probabilmente dal rumore costante che ci circonda: email, messaggi, la pressione di rispondere immediatamente. Il design richiede lunghi periodi di concentrazione e proteggere quel tempo sta diventando sempre più importante. Persino il tempo necessario per rispondere a questa intervista fa parte di questa sfida, ahah!
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