19/12/2025 - MoDusArchitects completa in Val di Non Hometown House, una residenza privata composta da due volumi a falda singola che convergono a nord. Il progetto nasce dal desiderio del committente di tornare alle proprie origini dopo anni trascorsi all’estero, costruendo una seconda casa sul sito dell’abitazione dei genitori.
“Il cuore del progetto onora la casa come luogo di ospitalità, dove famiglia e amici possono riunirsi per celebrare le festività, cucinare insieme e condividere i pasti alla fine di una giornata tra raccolta di mele, escursioni, sci o bici”, raccontano Sandy Attia e Matteo Scagnol.
Inserita nel paesaggio agricolo della Val di Non, in Trentino, tra i meleti che circondano il lago di Santa Giustina e le Dolomiti di Brenta, la villa emerge da un terreno in lieve pendenza. Si distingue per la facciata in larice nero trattato ad acqua, composta da pannelli verticali e profili 4x4 cm, interrotti da grandi aperture e linee oblique che definiscono il carattere del volume.
L’accesso avviene da una strada secondaria e conduce a un vialetto in porfido della Valle di Cembra, che si apre su un cortile panoramico affacciato sul giardino stagionale. Un portico coperto segna l’ingresso; anche la maniglia in legno massello di larice, disegnata dallo studio, riprende la pianta dell’edificio.
La casa assume una configurazione a V, orientata a sud verso la valle e il lago. Al piano terra, un’ampia finestra illumina gli spazi della zona giorno. L’ingresso introduce a un vestibolo che anticipa i materiali: grandi lastre di porfido grigio conducono alla zona pranzo, alla cucina open-space e alla loggia esterna.
La cucina, rivestita in larice senza nodi, accoglie un’isola monolitica in cemento, in dialogo con il retrocucina in piastrelle grigie e acciaio inox. Il soggiorno è definito da superfici in intonaco grezzo a base di calce e aggregati locali; due gradini accompagnano la discesa verso il living ribassato, affiancando il camino e una soglia in porfido che corre lungo le vetrate.
Al piano superiore si trovano quattro camere da letto, illuminate da lucernari. La master dispone di bagno en suite e guardaroba; una camera collegata ospita una vasca incassata rivestita in porfido sotto un lucernario. Due stanze adiacenti, una con bagno privato, condividono una terrazza coperta. Un vestibolo-studio collega gli ambienti; il soffitto in cedro rosso-marrone nodoso attraversa l’intera zona notte.
Porfido, larice e pino definiscono la palette essenziale del progetto, sviluppata con tecniche costruttive locali e il contributo di artigiani della Val di Non. Arredi tradizionali punteggiano gli interni, tra cui la stube al piano inferiore, affacciata sul giardino.
Completano il livello inferiore una camera per gli ospiti, i servizi, la lavanderia, il garage e, completamente interrata, la cantina con sala degustazione, definita da una parete curva in cemento, legno massello di larice e pavimento in mattoni rossi.
“Hometown House riflette l’identità del proprietario e del suo luogo d’origine, distinguendosi per le forme naturali e i materiali locali pur rispettando l’architettura circostante, celebrando il legame con l’agricoltura e la spontaneità della vita provinciale”, concludono Attia e Scagnol.
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