02/02/2026 - Fino al 15 febbraio 2026, l’ADI Design Museum di Milano ospita la mostra Green over Gray. Un omaggio a Emilio Ambasz, un tributo all’architetto, designer e teorico argentino naturalizzato statunitense, insignito del Compasso d’Oro alla Carriera nel 2020. Curata da Fulvio Irace e allestita da Jacopo Irace, l’esposizione esplora il pensiero visionario e anticipatore di Ambasz, riconosciuto tra i padri della progettazione sostenibile.
Una visione radicale: il verde sopra il grigio
Il titolo della mostra fa riferimento al manifesto programmatico Green over Gray, sintesi della filosofia progettuale di Ambasz, che immagina un’architettura capace di restituire alla collettività il suolo occupato dagli edifici attraverso spazi verdi integrati, trasformando ogni intervento in un gesto di riconciliazione tra uomo e natura.
Già negli anni Settanta, Ambasz ha posto le basi per una “green architecture” etica, poetica e profondamente politica. Le sue opere, realizzate tra Stati Uniti, Europa e Giappone, contestano i modelli urbani tradizionali, superando la dicotomia tra città ed ecologia, e promuovendo edifici che siano giardini abitabili.
Architetto, curatore, inventore
Ambasz si è sempre definito “più un inventore che un architetto”. Tra i suoi ruoli più influenti, spicca la curatela del Dipartimento di Design del MoMA di New York, dove nel 1972 firmò la mostra seminale Italy: The New Domestic Landscape. La sua produzione, permeata da un forte senso civile, assume il progetto come dispositivo per veicolare emozioni e visioni: un modo per dare forma a futuri possibili.
Come sottolinea il curatore Fulvio Irace, Ambasz ha saputo superare la dimensione tecnica, restituendo al progetto una carica immaginifica e sociale. “Compito dell’architetto — ricorda — è dare al pragmatico una forma poetica.”
Un percorso immersivo tra idee e immagini
Il percorso espositivo propone disegni, fotografie e materiali di progetto, accompagnati da un video di Francesca Molteni/Museweb che porta nello spazio della mostra la voce dello stesso Ambasz e i suoi ricordi d’infanzia, a partire dalla natia Buenos Aires. L’allestimento privilegia l’esperienza sensoriale, in linea con la poetica dell’autore, per cui ogni progetto nasce da immagini mentali che anticipano visioni di mondi migliori.
Green over Gray si propone dunque come un invito a ripensare il gesto architettonico non solo come soluzione funzionale, ma come atto simbolico e culturale, in grado di immaginare un futuro in cui natura e costruito siano parte di un unico ecosistema.
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