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Da simbolo di guerra a oasi verde: la trasformazione del Bunker di Amburgo
Mathias Müller-Using trasforma l’imponente Bunker antiaereo della Seconda Guerra Mondiale in un parco paesaggistico e centro culturale
Autore: cecilia di marzo
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DA SIMBOLO DI GUERRA A OASI VERDE: LA TRASFORMAZIONE DEL BUNKER DI AMBURGO
18/07/2024 - â€‹Il Bunker di Heiligengeistfeld ad Amburgo, una delle strutture più imponenti della Seconda Guerra Mondiale, è rinato grazie a un ambizioso progetto di riqualificazione urbana.
 
Originariamente costruito nel 1942/1943 come rifugio antiaereo, questo mastodontico edificio (70 x 70 metri e un'altezza di circa 40 metri), con pareti spesse fino a 3,8 metri, ha trovato nuova vita come spazio culturale e verde pubblico.
Dopo l'era nazista, divenne un "bunker dei media e della musica" e fu utilizzato come spazio per l'arte e la cultura. Tuttavia, per decenni il luogo è rimasto ostico a causa del suo carattere di fortezza e dell'isolamento dall'ambiente circostante.
 
L'imprenditore Mathias Müller-Using ha trasformato questo simbolo di guerra in un'oasi verde, integrandolo armoniosamente nel tessuto urbano di Amburgo. Con una rampa panoramica, un parco sul tetto e numerosi spazi multifunzionali, il bunker non solo conserva la memoria storica, ma si proietta verso un futuro sostenibile e inclusivo.
 
Il concetto di Mathias Müller-Using mira a preservare e proteggere la struttura esistente, sia nella sua materialità che nel suo utilizzo, e a inserire un nuovo edificio come elemento autonomo e indipendente, ricoperto di vegetazione. Il bunker antiaereo, servito come difesa antiaerea durante il periodo nazista (i cannoni erano posizionati in cima a quattro torri angolari, mentre decine di migliaia di persone cercavano riparo all'interno), nell’idea del progettista funge da base per un parco paesaggistico aperto al pubblico.
 
Al centro del progetto c'è una rampa accessibile al pubblico che si snoda intorno all'edificio fino a un'altezza di 60 metri, simile a un sentiero di montagna. L'ispirazione principale è stata la tortuosa rampa che consente l'accesso al Museu de Arte Contemporânea de Niterói di Oscar Niemeyer e la High Line di New York, l'ex linea ferroviaria sopraelevata trasformata in parco.

Dal 2013, Müller-Using ha collaborato con gli architetti Tim Schierwater, Michael Kuhn e INTER±POL Studios, di cui è a capo, per progettare il paesaggio, la nuova struttura e il sentiero di montagna che conduce al parco sul tetto.
 
In contrapposizione con la sua destinazione d'uso originaria, i visitatori del bunker possono salire la scala esterna (larga fino a sei metri) che avvolge la struttura preesistente e i cinque piani terrazzati di quella nuova.
L'edificio ospita diverse funzioni: un hotel con 134 camere, un ristorante, un bar, una caffetteria, spazi per la comunità e una sala eventi per 2.200 persone, che di giorno viene utilizzata per lo sport scolastico.
 
Il vecchio centro di controllo sul tetto dell'ex bunker e altri spazi sono destinati a ricordarne le origini e le tante persone coinvolte tra cui i molti giovani lavoratori della contraerea e coloro che cercavano protezione. Inoltre, una zona informativa e commemorativa, ancora in costruzione, racconterà la storia del bunker, delle sue vittime e dei carnefici.
 
Sebbene la nuova struttura aggiunga monumentalità all'edificio, il verde diffuso e l'estetica delle nuove strutture sfidano le regole dell'architettura nazista.
 
L'associazione di quartiere Hilldegarden e.V., che ha partecipato alla progettazione della rampa verde e di un prato sulla "cima", si occuperà del sito commemorativo insieme alle coltivazioni di ortaggi situate sugli aggetti dell'edificio. Le nuove piante e l'ecosistema naturale contribuiscono alla creazione di un'oasi verde nel cuore della città, il tutto pianificato prima che la crisi climatica e la rinaturalizzazione diventassero onnipresenti nella sfera pubblica e politica. In questo caso sono state affrontate anche le attuali questioni relative all'intervento sugli edifici esistenti e al trattamento dell'architettura di guerra: una fortezza viene riadattata, trasformata in un bunker fiorente che si confronta con il passato e si apre alla popolazione della città.
 

  Scheda progetto: Green Bunker
Mathias Müller-Using/Interpol+-, Photo: Jakob Börner
Vedi Scheda Progetto
Mathias Müller-Using/Interpol+-, Photo: Marcus Bredt
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Mathias Müller-Using/Interpol+-, Photo: Marcus Bredt
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Mathias Müller-Using/Interpol+-, Photo: Jakob Börner
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Mathias Müller-Using/Interpol+-, Photo: Jakob Börner
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Mathias Müller-Using/Interpol+-, Photo: Jakob Börner
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