09/01/2026 - Arazzi seicenteschi reinterpretati con l'intelligenza artificiale, prodotti di bellezza scartati trasformati in sculture desiderabili, vetrine Baccarat trasformate in dispositivi concettuali. Harry Nuriev costruisce la sua pratica sulla trasformazione continua, mescolando epoche e linguaggi con una libertà che gli è valsa il titolo di Designer of the Year 2026 da Maison&Objet. Al centro del suo lavoro una domanda ricorrente: cosa significa “nuovo” oggi, in un contesto segnato dalla stratificazione di immagini, dati e memoria?La manifestazione parigina ha scelto il creativo classe 1984, di origini russe ma attivo tra New York e Parigi, come designer dell'anno per l’edizione di gennaio 2026, costruita attorno al tema "Past Reveals Future". Un contesto che apre una riflessione sul rapporto con l’arredo e sulle sue trasformazioni nel tempo.
Fondatore di Crosby Studios, Nuriev guida uno studio internazionale che spazia dal retail alla moda, dall'hospitality alle istituzioni culturali. Con un approccio fluido e trasversale, traduce la sua visione artistica in progetti che vanno dal product design agli spazi immersivi, lasciando ovunque l'impronta di una sensibilità profondamente artistica.
Tra arte contemporanea e collezionismo, le sue creazioni attingono a un immaginario che tutti riconosciamo. Ogni oggetto e ogni interno diventa un racconto, un’istantanea che cristallizza il presente e orienta il futuro del design. Nuriev definisce questo metodo Transformismo: una filosofia che rifugge la creatività lineare e fa del passato non un archivio da conservare, ma una risorsa da cui attingere continuamente.
"Nel XXI secolo abbiamo accesso a una quantità straordinaria di dati e di storia. Usiamoli, trasformiamoli", afferma Nuriev. "Piuttosto che cercare ossessivamente il nuovo, preferisco trasformare ciò che esiste già".
Un approccio che emerge nelle sue collaborazioni con brand e istituzioni come Balenciaga, Gucci, Nike, Baccarat, il Louvre e Mobilier National, progetti dove tecnologia e memoria storica dialogano continuamente.
Emblematica è la collaborazione con Mobilier National. Utilizzando l'intelligenza artificiale, ha dato nuova vita agli antichi arazzi seicenteschi della Casa Reale francese, mescolando i loro disegni storici con pattern contemporanei. Il risultato è un dialogo vivace tra passato e presente, che rispetta la tradizione e la reinventa allo stesso tempo.Per la leggendaria Maison Baccarat, Nuriev ha reinterpretato secoli di tradizione del cristallo in diversi spazi iconici. Studiando gli archivi storici, ha creato un codice grafico ispirato ai geroglifici per il portico d'ingresso, un'enciclopedia visiva che invita i visitatori a decodificarne il significato. Le vetrine stesse sono diventate opere d'arte, trasformate in strutture simili a frigoriferi che espongono pezzi preziosi mantenuti al fresco, come a preservare l'essenza stessa del brand.Con la mostra "Window Shopping" alla Galerie Sultana nel 2025, Harry Nuriev prende prodotti di bellezza usati e gettati via e li trasforma in oggetti d’arte. Disposti come in una vetrina accuratamente allestita, questi rifiuti diventano delicate sculture in miniatura che invitano a fermarsi e osservare. E sorge spontaneo il desiderio di portarne uno a casa. In questo gesto di trasformazione si rivela la poetica di Nuriev, che cancella il confine tra oggetti quotidiani e opere d’arte, trasformando cose banali in oggetti del desiderio e ciò che era dimenticato acquista valore estetico ed emotivo.
Durante l’imminente Maison&Objet, Harry Nuriev ci porta in un viaggio nella storia del design, invitandoci a riflettere sul nostro rapporto con gli oggetti che ci circondano attraverso un'esperienza coinvolgente e partecipativa."La prima volta che ho visitato Maison&Objet avevo appena fondato Crosby Studios. Sono uscito dalla fiera pieno di ispirazione e nuove connessioni, sentendo subito un legame profondo con il suo spirito aperto e inclusivo. Ciò che mi ha colpito di più è stata l'energia collettiva che si crea: artigiani, curatori, designer, aziende... tutti si incontrano e contribuiscono a questa atmosfera unica. A ogni angolo, di edizione in edizione, nascono conversazioni inaspettate."
Per questa edizione 2026, ogni pezzo esposto diventa testimone del suo tempo e si proietta verso un nuovo futuro. Lo spazio espositivo vuole ispirare le nuove generazioni a guardare le cose con occhi diversi: ogni oggetto di uso quotidiano può trasformarsi in un pezzo da collezione."Se il XVIII secolo è stato il secolo del colore, il XIX il secolo della forma e il XX quello delle idee, oggi invito le persone a osservare meglio quello che ci circonda, riscoprire gli oggetti quotidiani con uno sguardo nuovo, più attento e umano. Il tema 'Past Reveals Future' rispecchia perfettamente questa visione."
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