Foto Vito Corvasce
22/01/2026 - Nel cuore del quartiere Esquilino, in un palazzo romano della fine dell’Ottocento, il progetto di damaSTUDIO trasforma un appartamento quasi intatto in un interno abitativo contemporaneo, senza tradire la materia e le atmosfere originali.
Le volte a botte, i soffitti a tempera e i pavimenti esagonali in cotto non sono solo elementi da conservare, ma diventano parte attiva del progetto, matrice generativa di scelte spaziali, materiche e cromatiche.
L’intervento nasce da un approccio “consapevole e misurato”, capace di affermare una propria identità senza prevaricare: ogni nuova introduzione è leggibile, coerente, calibrata. Ne risulta un equilibrio armonico tra antico e nuovo, tra restauro e innovazione.
Nuove relazioni spaziali, continuità percettiva
L’ingresso introduce a una pianta a ferro di cavallo: la zona giorno si sviluppa a destra, con soggiorno e cucina messi in relazione da un ampio varco che favorisce apertura e fluidità. A sinistra, un disimpegno conduce alla zona notte, dove camere, servizi e spazi accessori sono stati riorganizzati per migliorare funzionalità e connessioni interne.
Un gesto delicato — come la rimozione degli intonaci più recenti — ha riportato alla luce la muratura e la volta originaria, trasformando la materia costruttiva in dispositivo narrativo. Nella camera padronale, un soppalco-studio e una cabina armadio sfruttano l’altezza con leggerezza, senza spezzare la percezione dello spazio.
Materia, colore e dettagli come punti d’unione
Ogni intervento è calibrato per dialogare con il contesto originario. I pavimenti in cotto sono stati restaurati con levigature e trattamenti minimi, lasciando intatte le geometrie a tre tonalità (terracotta, tortora, antracite) che variano da stanza a stanza. Le pitture a tempera dei soffitti sono state valorizzate con puliture e reintegrazioni cromatiche, restituendo luminosità e profondità agli ambienti.
In soggiorno e cucina, elementi contemporanei come la penisola in acciaio spazzolato e gli arredi scuri portano carattere senza rompere l’armonia: il progetto di Casa in via Buonarroti si manifesta come naturale prosecuzione dell’identità storica della casa, costruendo un interno stratificato, fluido, capace di parlare più lingue senza dissonanze.
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